Il Tirreno

«Lo scopo di Firenze era perdere» 

«Lo scopo di Firenze era perdere» 

Vannucci replica a Zanetti: cosa deve succedere ancora per mandare via Anselmi?

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CARRARA. Si è sentito tirato in ballo. E così Andrea Vannucci replica con alcune riflessioni sull'analisi del voto di Andrea Zanetti.

«La sua candidatura è stata imposta per dare continuità alla coalizione uscente. Non glielo hanno detto o non lo ha ancora capito?- scrive Vannucci - Il Pd di Carrara è stato commissariato perché si è rifiutato di seguire quella linea, visto che anche un cieco avrebbe potuto vedere che la città non ne poteva più. Lo ha dimenticato? Non ricorda di essere stato uno dei più aspri critici di quel provvedimento? Dimentica che, fino a qualche giorno prima di essere candidato, sosteneva che il PD di Renzi fosse da abbandonare e si dovesse costruire un nuovo soggetto politico?»

«Comprendo lo sconforto personale - continua la sua analisi Vannucci - ma non si può però dimenticare che la responsabilità politica del disastro elettorale sia, più che sua, di coloro che lo hanno scelto. Tra costoro il primo è il commissario che ha usurpato il Pd di Carrara. Gianni Anselmi ha dichiarato che soltanto tenendosi stretta la vecchia coalizione si poteva vincere. Il suo vero mandato era di impedire che il Pd di Carrara potesse provare a vincere sulla propria linea di autonomia ed indipendenza. Meglio perdere che avere a che fare con un Pd non ubbidiente! Da qui la scelta di una candidatura che fosse, non la più forte nell'opinione pubblica, ma la più divisiva nel partito».

«Lo scopo di Firenze è quello di normalizzare tutti i partiti locali per avere mano libera in Toscana- prosegue la nota - Meglio perdere dappertutto e comandare sulla scelta dei collegi parlamentari, piuttosto che provare a vincere per poi dover fare i conti con persone libere. Questa strategia in due giorni ha fatto uscire Sinistra italiana, Articolo primo e Spediacci. Oggi assistiamo all' azzeramento del Pri, la lista Bernardi sparisce, i socialisti si riducono ad avere un solo consigliere ed il PD perde 5.000 voti e con il 13% che gli resta viene confinato per la prima volta all'opposizione. Cosa doveva succedere di più per mandare a casa questo stratega?»

«Dopo un primo turno devastante, abbiamo assistito alla parata di mezzo governo e di tutta la giunta regionale, si è fatto appello a tutti i cittadini, nel nome di una rigenerazione che ricordava piuttosto una riesumazione - sottolinea Andrea Vannucci - Dopo essere stati massacrati si ha ancora il coraggio di dare lezioni? Si sono riavvicinati alle stanze di via Groppini i soggetti che hanno generato il disastro delle primarie del 2007 ed in due mesi sono riusciti, con l'aiuto Firenze e qualche massese, a rigenerarne un altro di dimensioni apocalittiche».

«Adesso - conclude le sue riflessioni l’ex candidato sindaco Vannucci - propongono di ripartire da ca ' Michele. Se fossi nei panni di coloro che con tanta fatica l 'hanno costruita, correrei ai ripari. Se provano a rigenerare anche quella, magari in due mesi riusciranno a raderla al suolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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