Il Tirreno

Gli psicologi ospedalieri da 20 anni vicini ai pazienti 

di Camilla Palagi
Gli psicologi ospedalieri da 20 anni vicini ai pazienti 

Il punto con le dottoresse Anna Lalli, Michela Zanetti e Francesca Caputo «Il nostro supporto non solo per i casi oncologici, ma anche per traumi e ictus»

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MASSA. Da vent'anni offrono un sostegno psicologico ai pazienti, alle loro famiglie e ai medici che li seguono e grazie alla struttura semplice di psicologia, realizzata dall'amministrazione sanitaria del Noa, adesso riescono a raggiungere sempre più persone che si trovano ad affrontare, spesso inaspettatamente, eventi dolorosi e drammatici.

Grazie al lavoro delle dottoresse Anna Lalli, Michela Zanetti e Francesca Caputo, le cure praticate al Noa per il percorso di riabilitazione psicologia sono tecniche avanzate e moderne, come i gruppi di meditazione. Un progetto che è iniziato molto tempo fa per la dottoressa Anna Lalli, responsabile della struttura semplice di psicologia, una vita dedicata all'ascolto dei pazienti, alla ricerca di terapie delicate ed efficaci allo stesso tempo. «Quando si pensa al supporto psicologico nei pazienti dell'ospedale- racconta la dottoressa Lalli - va subito alla mente la questione oncologica, ma ci troviamo a sostenere anche persone con traumi post operatori per la mutilazione di alcune parti del corpo, che hanno subito un ictus o una sincope o che devono affrontare un percorso ospedaliero dovuto alla sclerosi multipla. Vent'anni fa non c'era la consapevolezza che abbiamo oggi sull'importanza di accompagnare i pazienti, e anche i familiari, in un percorso di sostegno psicologico, all'epoca era un progetto avanguardista non compreso da tutti. In questi anni abbiamo combattuto come in una trincea per arrivare a più pazienti possibili, passo dopo passo abbiamo ottenuto dei grandi risultati». Sono stati un centinaio i pazienti accompagnati nel percorso di riabilitazione psicologica del Noa tra giugno 2016 e giugno 2017. «I numeri parlano di circa una sessantina di pazienti oncologici e i restanti per altri tipi di patologie - spiega la dottoressa Michela Zanetti psicologa e psicoterapeuta del Noa – Ad affidarsi a noi sono state specialmente donne e sfortunatamente sempre più bambini. Segno che gli uomini sono ancora un po' restii a chiedere aiuto ad uno psicologo». Non solo pazienti e familiari, in ospedale sono tantissimi i medici che si affidano alle psicologhe per risolvere situazioni conflittuali tra colleghi o per non lasciarsi sopraffare dai ritmi serrati del mestiere, attraverso cure avanzate e ultramoderne. «In particolare la dottoressa Francesca Caputo – spiega Zanetti - si occupa di intraprendere percorsi di supporto psicologico attraverso le tecniche psico corporee e di respiro circolare, per imparare a gestire situazioni di stress e ansia. La dottoressa opera attraverso la terapia di gruppo; qualche giorno fa ha tenuto un incontro in spiaggia a Marina di Massa incentrato sulle pratiche di respirazione in momenti di tensione».

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