Lutto
paura in piazza ad aulla
Dietro la rissa una faida familiare tra padre e figlio
AULLA. È stata una faida familiare a provocare la seconda rissa fra cittadini nordafricani nel giro di una settimana ad Aulla. Protagonisti padre e figlio, che si sono affrontati mercoledì presso la...
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AULLA. È stata una faida familiare a provocare la seconda rissa fra cittadini nordafricani nel giro di una settimana ad Aulla. Protagonisti padre e figlio, che si sono affrontati mercoledì presso la scalinata Padre Pio, dove c’è il monumento a Pantani, in pieno giorno, di fronte agli sguardi attoniti e spaventati di chi passava in quel momento, magari coi bambini piccoli in braccio o in passeggino.
Un alterco a cui assistevano in molti, affacciati alle finestre delle piazza in cui ci sono un bar, una palestra e una sala slot. E il terrore davvero non è mancato, visto che non capita tutti i giorni che un padre si presenti di fronte al figlio per una ”discussione” con quello che è parso a tutti un machete e il figlio, per non essere da meno, estragga un coltello.
Ecco, magari la stragrande maggioranza dei cittadini non è ancora abituata a risolvere le questioni familiari in questo modo, quindi la paura di chi mercoledì ha assistito alla scena è più che comprensibile. Anche perché un litigio che si consumi a suon di lame, non si sa mai come può andare a finire e c’è sempre la possibilità che qualcuno che non c’entra nulla si faccia male.
Senza contare che, poi, i due si sono anche tirati contro un po' di tutto durante il ”civile” scambio di vedute, all’origine del quale ci sarebbe stato un diverbio fra fratelli, proseguito con la comparsa in piazza del padre armato e conclusosi con l’arrivo di due pattuglie di Carabinieri della stazione di Licciana Nardi, uno dei quali avrebbe estratto la pistola d’ordinanza, mentre un altro sarebbe rimasto ferito nella confusione.
Alla vista dei militari dell’Arma il figlio ha dato ancora più in escandescenze, arrivando a spogliarsi totalmente nudo in mezzo alla piazza e rendendo necessario il suo ricovero nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Massa, dove si trova tuttora.
Tra l’altro, fra i litiganti nordafricani non ci sarebbe uno dei denuncianti dei Carabinieri nell’inchiesta sui presenti pestaggi messi in atto da alcuni uomini dell’Arma, come, invece, era trapelato in un primo momento.
Ma poco importa, l’allarme sociale e la paura fra la gente ad Aulla sono ai massimi livelli, perché anche se si è trattato di un ”chiarimento” in ambito familiare, è stato pur sempre condotto con ferri e lame in pugno. Una situazione molto calda a cui cerca di fare fronte il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, il quale fa sapere che da lunedì ci saranno quattro guardie provinciali in più sul territorio: «Inoltre, ho chiesto al prefetto che una volante della compagnia provinciale dei Carabinieri stazioni di più ad Aulla, come anche la Guardia di Finanza. Poi gli organici attualmente sono ancora sottodimensionati ad Aulla – prosegue Valettini – e c’è necessità che si arrivi a dodici uomini in divisa dell’Arma dei Carabinieri, a fronte dei dieci che c’erano prima dell’esplosione dell’inchiesta».
Sull’episodio violento di mercoledì pomeriggio interviene anche il segretario giovanile della Lega Nord Lunigiana, Michael Santini, il quale chiama in causa l’inchiesta sui CC condotta dalla Procura della Repubblica di Massa: «Le forze dell'ordine, diminuite nel numero dalle recenti vicende giudiziarie, non riescono a far fronte all'emergenza sicurezza. Siamo di fronte ad un paradosso: chi dovrebbe garantire l'ordine e il rispetto della legge viene processato, mentre i veri criminali continuano ad agire indisturbati. È necessario un intervento immediato delle istituzioni competenti, che vadano ad aumentare nel numero le forze di contrasto ed a coordinarle per mettere fine a ciò che sta succedendo».
«Personalmente – prosegue Santini – ho già scritto al sindaco Roberto Valettini alcune proposte in una lettera aperta su come porre un argine all'emergenza sicurezza ad Aulla e, se non verrano presi provvedimenti immediati da parte sua e da parte del perfetto, organizzerò una fiaccolata che sensibilizzi i cittadini sul tema e che restituisca la città ai suoi legittimi proprietari, gli aullesi”. Quindi, si parla di una fiaccolata, mentre è già attiva una petizione su change.org per manifestare solidarietà e vicinanza all’Arma dei Carabinieri».
Gianluca Uberti
Un alterco a cui assistevano in molti, affacciati alle finestre delle piazza in cui ci sono un bar, una palestra e una sala slot. E il terrore davvero non è mancato, visto che non capita tutti i giorni che un padre si presenti di fronte al figlio per una ”discussione” con quello che è parso a tutti un machete e il figlio, per non essere da meno, estragga un coltello.
Ecco, magari la stragrande maggioranza dei cittadini non è ancora abituata a risolvere le questioni familiari in questo modo, quindi la paura di chi mercoledì ha assistito alla scena è più che comprensibile. Anche perché un litigio che si consumi a suon di lame, non si sa mai come può andare a finire e c’è sempre la possibilità che qualcuno che non c’entra nulla si faccia male.
Senza contare che, poi, i due si sono anche tirati contro un po' di tutto durante il ”civile” scambio di vedute, all’origine del quale ci sarebbe stato un diverbio fra fratelli, proseguito con la comparsa in piazza del padre armato e conclusosi con l’arrivo di due pattuglie di Carabinieri della stazione di Licciana Nardi, uno dei quali avrebbe estratto la pistola d’ordinanza, mentre un altro sarebbe rimasto ferito nella confusione.
Alla vista dei militari dell’Arma il figlio ha dato ancora più in escandescenze, arrivando a spogliarsi totalmente nudo in mezzo alla piazza e rendendo necessario il suo ricovero nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Massa, dove si trova tuttora.
Tra l’altro, fra i litiganti nordafricani non ci sarebbe uno dei denuncianti dei Carabinieri nell’inchiesta sui presenti pestaggi messi in atto da alcuni uomini dell’Arma, come, invece, era trapelato in un primo momento.
Ma poco importa, l’allarme sociale e la paura fra la gente ad Aulla sono ai massimi livelli, perché anche se si è trattato di un ”chiarimento” in ambito familiare, è stato pur sempre condotto con ferri e lame in pugno. Una situazione molto calda a cui cerca di fare fronte il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, il quale fa sapere che da lunedì ci saranno quattro guardie provinciali in più sul territorio: «Inoltre, ho chiesto al prefetto che una volante della compagnia provinciale dei Carabinieri stazioni di più ad Aulla, come anche la Guardia di Finanza. Poi gli organici attualmente sono ancora sottodimensionati ad Aulla – prosegue Valettini – e c’è necessità che si arrivi a dodici uomini in divisa dell’Arma dei Carabinieri, a fronte dei dieci che c’erano prima dell’esplosione dell’inchiesta».
Sull’episodio violento di mercoledì pomeriggio interviene anche il segretario giovanile della Lega Nord Lunigiana, Michael Santini, il quale chiama in causa l’inchiesta sui CC condotta dalla Procura della Repubblica di Massa: «Le forze dell'ordine, diminuite nel numero dalle recenti vicende giudiziarie, non riescono a far fronte all'emergenza sicurezza. Siamo di fronte ad un paradosso: chi dovrebbe garantire l'ordine e il rispetto della legge viene processato, mentre i veri criminali continuano ad agire indisturbati. È necessario un intervento immediato delle istituzioni competenti, che vadano ad aumentare nel numero le forze di contrasto ed a coordinarle per mettere fine a ciò che sta succedendo».
«Personalmente – prosegue Santini – ho già scritto al sindaco Roberto Valettini alcune proposte in una lettera aperta su come porre un argine all'emergenza sicurezza ad Aulla e, se non verrano presi provvedimenti immediati da parte sua e da parte del perfetto, organizzerò una fiaccolata che sensibilizzi i cittadini sul tema e che restituisca la città ai suoi legittimi proprietari, gli aullesi”. Quindi, si parla di una fiaccolata, mentre è già attiva una petizione su change.org per manifestare solidarietà e vicinanza all’Arma dei Carabinieri».
Gianluca Uberti
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