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«Stop a campagne di paura» Le soluzioni però non ci sono

di Camilla Palagi
«Stop a campagne di paura» Le soluzioni però non ci sono

MASSA. Sulla micro alga Ostreopsis Ovata la commissione sanità del comune di Massa intende stilare un documento informativo unico che metterà d'accordo tutti i soggetti coinvolti nella “battaglia”...

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MASSA. Sulla micro alga Ostreopsis Ovata la commissione sanità del comune di Massa intende stilare un documento informativo unico che metterà d'accordo tutti i soggetti coinvolti nella “battaglia” alla minuscola alga.

Riuniti dal presidente della Giancarlo Casotti, infatti, ieri si sono confrontati sul tema le dottoresse dell'Arpat Licia Lotti, Vincenza Talesco e Simona Scandurra, la dottoressa Giuseppina Ghiselli dell'Asl e associazioni di categoria. Occhio a non chiamarla alga tossica dunque, né tanto meno killer; dal tavolo che si è tenuto a Palazzo Civico, infatti, sono tutti concordi su almeno un punto: migliorare la comunicazione riguardo questo fenomeno, che nonostante sia presente da vent'anni sul litorale, continua a destare allarmismo in turisti e bagnanti locali, talvolta nocivo per gli operatori del terzo settore.

Su possibili soluzioni siamo invece in alto mare per restare in tema, e per discuterne si ipotizza di indire un nuovo tavolo tecnico ad ottobre. Secondo la dottoressa dell'Arpat Lotti non esiste ancora la ricetta per debellare l'alga: «ma l'amministrazione non può intervenire con progetti singoli e legati ad un unico settore per risolvere il problema. Dobbiamo confrontarci con la realtà, ogni anno in quanto Arpat dobbiamo dare pareri su dei campionamenti, ma ci scontriamo in comune con chi fa orecchie da mercante. L'Ostreopsis nasce dove si trovano le scogliere, ma se si apre la scogliera si rischia di erodere la spiaggia. Trovare una soluzione significherebbe creare altri problemi, per questo abbiamo bisogno di progetti che coinvolgano più sfere di intervento».

Sull'apertura delle scogliere la pensa diversamente il presidente dell’associazione Astra Umberto Nesi, che sottolinea come le barriere di scogli trasformino il mare in una piscina ad acqua calda, che favorisce la fioritura di Ostreopsis. «Non è vero che non si può eliminare il fenomeno - dice Nesi - basta abbassare o eliminare le scogliere ortogonali per permettere all'interno delle vasche un maggior ricambio d'acqua. Il progetto è faraonico, ma almeno si potrebbe tornare a parlare di pesci e molluschi, che quando raggiungono il nostro litorale ormai scappano come i turisti». Tutti d’accordo invece, sulla necessità di creare un documento unico che venga distribuito in stabilimenti e locali pubblici; gli albergatori e le associazioni di categoria chiedono una comunicazione più efficace da parte dell'amministrazione, e meno allarmista dai mezzi di diffusione. «Il prezzo da pagare per una cattiva informazione ricade su di noi», dice Barbara Lippi della Pro Loco Marina di Massa.

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