Il dolore
area orlando massa carrara
«Caro Anselmi, ora serve un cambio di passo»
CARRARA. «Il risultato di Carrara ci ha tolto il fiato. I numeri non hanno bisogno di commenti. Il Pd ha raccolto meno della metà dei voti del 2012 e tutta la coalizione a sostegno di Andrea Zanetti...
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CARRARA. «Il risultato di Carrara ci ha tolto il fiato. I numeri non hanno bisogno di commenti. Il Pd ha raccolto meno della metà dei voti del 2012 e tutta la coalizione a sostegno di Andrea Zanetti ha totalizzato i consensi che il nostro partito raccolse da solo nella scorsa tornata». Comincia così l’intervento di Davide Ronchieri, coordinatore area Orlando di Massa Carrara. «Ancora più grave il dato dell’astensione - continua - un partito che ha la democrazia nel suo stesso nome non può rimanere indifferente quando la metà degli elettori rinuncia ad esercitare il suo diritto ad esprimersi. Carrara è una città ferita, umiliata, in difficoltà estrema e gli elettori hanno dato a noi, al Pd, alla principale forza di governo della città, la responsabilità di questo disagio. Il nostro popolo non si riconosce più in noi e, quando non trova credibile la proposta del Movimento cinque stelle, si rifugia in una desolante astensione».
«Infine lo sconcerto di fronte alle dichiarazioni post elettorali del commissario Anselmi - prosegue Ronchieri - Qui c’è una comunità da ricostruire. Una coesione sociale da ricreare. E bisogna farlo con una proposta innovativa per ricostruire la fiducia degli elettori. Una proposta aperta, inclusiva, larga. È necessario un bagno di umiltà per tutti. Non si riparte dai voti che abbiamo preso, ma dai delusi che ci hanno voltato le spalle. Torniamo tra la gente e ascoltiamo i problemi reali delle persone».
«Caro Gianni, questa fase non può essere condotta in punta di statuto e a colpi di epurazioni. Già troppi militanti, dirigenti, elettori del PD ci stanno abbandonando. Non possiamo continuare su questa strada - Ronchieri si rivolge a Gianni Anselmi - Martedì ci siamo trovati a Roma, tra i sostenitori di Orlando alle primarie. Abbiamo avviato un percorso associativo che, lungi da voler essere l’ennesima corrente del Pd, si pone come obiettivo proprio la riduzione delle distanze tra noi e i nostri elettori, tra noi e il campo largo del centro sinistra».
«Anche a Massa Carrara sta nascendo l’associazione e siamo aperti a quanti più contributi possibili, dentro e fuori il Pd - prosegue - Non è in discussione la leadership del partito e non abbiamo alcuna intenzione di entrare in una fase di congresso permanente. È però necessario un cambio di passo. Lo faremo affrontando i problemi reali delle persone, ascoltando i loro bisogni e traducendoli in azione politica concreta ed efficace. Lo faremo promuovendo un modello aggregativo del centro sinistra perché senza coalizione si perde sicuramente».
«Infine lo sconcerto di fronte alle dichiarazioni post elettorali del commissario Anselmi - prosegue Ronchieri - Qui c’è una comunità da ricostruire. Una coesione sociale da ricreare. E bisogna farlo con una proposta innovativa per ricostruire la fiducia degli elettori. Una proposta aperta, inclusiva, larga. È necessario un bagno di umiltà per tutti. Non si riparte dai voti che abbiamo preso, ma dai delusi che ci hanno voltato le spalle. Torniamo tra la gente e ascoltiamo i problemi reali delle persone».
«Caro Gianni, questa fase non può essere condotta in punta di statuto e a colpi di epurazioni. Già troppi militanti, dirigenti, elettori del PD ci stanno abbandonando. Non possiamo continuare su questa strada - Ronchieri si rivolge a Gianni Anselmi - Martedì ci siamo trovati a Roma, tra i sostenitori di Orlando alle primarie. Abbiamo avviato un percorso associativo che, lungi da voler essere l’ennesima corrente del Pd, si pone come obiettivo proprio la riduzione delle distanze tra noi e i nostri elettori, tra noi e il campo largo del centro sinistra».
«Anche a Massa Carrara sta nascendo l’associazione e siamo aperti a quanti più contributi possibili, dentro e fuori il Pd - prosegue - Non è in discussione la leadership del partito e non abbiamo alcuna intenzione di entrare in una fase di congresso permanente. È però necessario un cambio di passo. Lo faremo affrontando i problemi reali delle persone, ascoltando i loro bisogni e traducendoli in azione politica concreta ed efficace. Lo faremo promuovendo un modello aggregativo del centro sinistra perché senza coalizione si perde sicuramente».
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