Sicurezza
«Calo dei traffici, i dragaggi non c’entrano»
L’Autorità Portuale replica alla Porto Spa: ormai movimentate meno di un milione di tonnellate
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CARRARA. Dopo che due gru Gottwald lasciarono il porto di Marina di Carrara, per dirigersi alla volta di Marghera, in segno di protesta dell’armatore Enrico Bogazzi, contro i mancati dragaggi, si è aperta la polemica con l’Autorità di Sistema Portuale.
«Suscita stupore leggere quanto dichiarato dall’amministratore delegato della Porto Spa– inizia Carla Roncallo, presidentessa dell’Autorità di Sistema Portuale– secondo il quale, alla base del calo dei traffici, ci sarebbe la mancata esecuzione dei dragaggi. L’impegno sui volumi di merce da movimentare, è stato, infatti, assunto dall’impresa con un accordo, tenendo conto della situazione attuale dei fondali e non certo condizionando tale impegno all’esecuzione del progetto di dragaggio. Inoltre, nel programma operativo a sostegno della vigente concessione ventennale, erano state indicate, come funzionali agli obiettivi da raggiungere, sette gru, ed era già stato deciso quindi di portare le restanti due nella sede operativa di Marghera. Evidentemente, l’impresa riteneva tale dotazione idonea a raggiungere l’obiettivo di 1, 4 milioni di tonnellate per il 2016 e 1, 5 milioni di tonnellate per il 2017; obiettivi, purtroppo, mancati, dato che nell’anno 2016 l’impresa ha movimentato 1. 192. 137 tonnellate e, a maggio del 2017, il dato è di 417. 208 tonnellate che, in proiezione sull’anno, porterebbe solamente a circa 1 milione di tonnellate. Il trend negativo dura ormai da diversi anni ed è certamente indipendente dai limiti operativi dei fondali e dei piazzali portuali».
«Gli attuali fondali non pregiudichino, quindi, le attività di nessuna delle imprese operanti in porto– continua la Roncallo– ma siamo consapevoli della assoluta importanza che riveste l’argomento, poiché i futuri traguardi di crescita saranno connessi ad un deciso approfondimento degli specchi acquei».
Per questa ragione l’Autorità di sistema portuale intende procedere ad un intervento straordinario, per raggiungere i 13 metri: «Non si può tuttavia nascondere che le procedure di dragaggio sono per loro natura tra le più lunghe e complesse– conclude la Roncallo– e richiedono il completamento di articolate fasi autorizzative presso la Regione ed il Ministero dell’Ambiente che, già avviate da diverso tempo, tuttora sono in corso.
Resta l’auspicio che gli impegni assunti dalla Porto di Carrara vengano sostenuti da adeguati e necessari sforzi imprenditoriali, visto il calo dei traffici, un impegno a cui questo Ente guarda con interesse in relazione ai benefici che ne potrebbero derivare per l’intera comunità portuale»
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Suscita stupore leggere quanto dichiarato dall’amministratore delegato della Porto Spa– inizia Carla Roncallo, presidentessa dell’Autorità di Sistema Portuale– secondo il quale, alla base del calo dei traffici, ci sarebbe la mancata esecuzione dei dragaggi. L’impegno sui volumi di merce da movimentare, è stato, infatti, assunto dall’impresa con un accordo, tenendo conto della situazione attuale dei fondali e non certo condizionando tale impegno all’esecuzione del progetto di dragaggio. Inoltre, nel programma operativo a sostegno della vigente concessione ventennale, erano state indicate, come funzionali agli obiettivi da raggiungere, sette gru, ed era già stato deciso quindi di portare le restanti due nella sede operativa di Marghera. Evidentemente, l’impresa riteneva tale dotazione idonea a raggiungere l’obiettivo di 1, 4 milioni di tonnellate per il 2016 e 1, 5 milioni di tonnellate per il 2017; obiettivi, purtroppo, mancati, dato che nell’anno 2016 l’impresa ha movimentato 1. 192. 137 tonnellate e, a maggio del 2017, il dato è di 417. 208 tonnellate che, in proiezione sull’anno, porterebbe solamente a circa 1 milione di tonnellate. Il trend negativo dura ormai da diversi anni ed è certamente indipendente dai limiti operativi dei fondali e dei piazzali portuali».
«Gli attuali fondali non pregiudichino, quindi, le attività di nessuna delle imprese operanti in porto– continua la Roncallo– ma siamo consapevoli della assoluta importanza che riveste l’argomento, poiché i futuri traguardi di crescita saranno connessi ad un deciso approfondimento degli specchi acquei».
Per questa ragione l’Autorità di sistema portuale intende procedere ad un intervento straordinario, per raggiungere i 13 metri: «Non si può tuttavia nascondere che le procedure di dragaggio sono per loro natura tra le più lunghe e complesse– conclude la Roncallo– e richiedono il completamento di articolate fasi autorizzative presso la Regione ed il Ministero dell’Ambiente che, già avviate da diverso tempo, tuttora sono in corso.
Resta l’auspicio che gli impegni assunti dalla Porto di Carrara vengano sostenuti da adeguati e necessari sforzi imprenditoriali, visto il calo dei traffici, un impegno a cui questo Ente guarda con interesse in relazione ai benefici che ne potrebbero derivare per l’intera comunità portuale»
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