Il Tirreno

l’assessore al sociale anna Galleni (m5S) 

«Spazi di aggregazione come risposta al degrado»

di Alessandra Poggi
«Spazi di aggregazione come risposta al degrado»

CARRARA. Ancora non si è insediata ufficialmente ma è già al lavoro. Ha incontrato il dirigente di settore e letto le carte sullo stato dell’arte. Così Anna Lucia Galleni, neo assessore 5 stelle ai...

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CARRARA. Ancora non si è insediata ufficialmente ma è già al lavoro. Ha incontrato il dirigente di settore e letto le carte sullo stato dell’arte. Così Anna Lucia Galleni, neo assessore 5 stelle ai servizi sociali del comune ha trascorso la mattinata di ieri. Per avere il polso della situazione è ancora presto, sono appena due giorni che De Pasquale ha vinto le amministrative, ma l’avvocatessa 46enne sta già cercando di capire come muoversi. Tra una riunione e l’altra della fitta agenda della nuova giunta, Anna Lucia Galleni risponde a qualche domanda. Cerchiamo di capire meglio quali sono le criticità del settore e come il nuovo assessore cercherà di lavorare.

Come è stata accolta negli uffici del sociale?

«Sono tutte persone molto carine e cordiali, mi hanno accolta benissimo, e soprattutto sono persone che lavorano».

Ha già capito quali sono i problemi?

«Ho fatto un giro informale per gli uffici, mi chiedo come facciano a lavorare in queste condizioni. In estate c’è un caldo pazzesco e in inverno freddissimo. Quindi ho incontrato il dirigente perché gli avevo chiesto di portarmi la documentazione relativa allo stato dell’arte. Risale al 2015 ma da quanto mi ha detto da allora poco è cambiato. La situazione è più o meno la stessa».

Vale a dire?

«Il problema serio di Carrara è la povertà del ceto medio – prosegue – dietro alla crosta di apparente normalità c’è la punta dell’iceberg, con molti, troppi cittadini che invece hanno problemi di ordine economico».

Come si può fare per risolvere il problema?

«Il problema è che ci sono poche risorse dobbiamo metterci al tavolo con il terzo settore, il mondo del volontariato, che sta già facendo tantissimo, sono tutte persone favolose che portano il cibo a chi ne ha bisogno. Dobbiamo fare nostra la loro esperienza. C’è anche l’idea di adottare il modello svizzero per contrastare l’indigenza – tutta una serie di iniziative come per esempio il sostegno alla prima infanzia e un aiuto adeguato ai genitori - le problematiche sono di ordine strutturale ma anche organizzativo. Ci sano pochi soldi, c’è carenza di personale e mancano le assistenti sociali».

E dunque l’idea degli orti comunali in qualche modo potrebbe contrastare la povertà?

«Per realizzare questo punto del programma è necessario mettersi ad un tavolo con gli esperti dell’urbanistica, al fine di individuare zone adatte alla coltivazione, serve una planimetria. Per realizzare i progetti dobbiamo lavorare tutti di concerto. La giunta funziona se tutti parlano con competenza. Ci sono anche alloggi con giardino che possono trasformarsi in orti».

Per quanto riguarda i giovani, ci sono già dei progetti da realizzare a breve termine?

«La prima cosa da fare è rivalorizzare la cultura in funzione del sociale e Federica Forti in questo campo è bravissima. Dobbiamo lavorare in maniera sinergica, sono tutti settori che si intrecciano. È come una serie di tasselli che si collegano»

Quindi come intende procedere?

«La prima cosa da fare è di creare in città dei punti di riferimento, di aggregazione. Mi chiedo come questi ragazzi di oggi possano aver vissuto fino ad oggi senza un cinema o un teatro. Si devono trovare degli spazi, dobbiamo rivalorizzare le strutture. Soprattutto in inverno non esiste un posto in cui andare, socializzare, a parte girovagare in strada».

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