Il Tirreno

Fonteviva: impianti fermi, scorte finite 

Fonteviva: impianti fermi, scorte finite 

Per l’Asl ci sono batteri nei serbatoi, per l’azienda è tutto ok. Intanto la produzione è sospesa e le bottiglie scomparse dai negozi

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MASSA. Evam agli sgoccioli: le bottiglie di acqua minerale con marchio Fonteviva sono praticamente scomparse da negozi e supermercati. E la causa non è la siccità. Maun blocco della produzione dovuto a due “tegole” abbattutesi sull’azienda una dietro l’altra. Il tutto in piena estate, quando il consumo di bottigliette si impenna. «Stiamo lavorando 24 ore su 24 per superare queste criticità. Contiamo, speriamo che in settimana tutto si risolva e che la produzione possa ripartire», dice Stefano Pileri, presidente di Evam Spa.

Ma che succede lassù nello stabilimento nuovo di zecca di via Bassa Tambura? La prima tegola è arrivata nella fase finale della recente installazione del nuovo impianto di imbottigliamento della Fonteviva, un investimento da un milione di euro. «La nuova linea Pet – spiega il presidente Pileri – ha comportato un primo stop alla produzione, il 5 maggio. Un fermo programmato, tant’è che avevamo preparato scorte adeguate. A fine maggio tutto doveva essere pronto, ma c’è stato un disservizio da parte di un fornitore, che ha ritardato l’entrata in funzione dell’impianto. Anche a questo imprevisto abbiamo fatto fronte con le grosse scorte preparate in inverno».

Quando tutto sembra ok, però, ecco l’altra tegola che si cade su Evam sotto forma di controllo da parte del dipartimento Igiene dell’Asl. Controlli di routine. Che stavolta però accertano una “non purezza” dell’acqua che dalle sorgenti di Monte Belvedere, attraverso i serbatoi e le condotte, arriva alla linea di imbottigliamento e poi nei bicchieri dei consumatori. A causa della presenza di batteri nei serbatoi (anche se l’azienda non vuole confermare che si tratti di questo particolare problema).

Evam, ordina subito delle controanalisi, affidate al Dipartimento di igiene dell’Università di Pisa e alla Cooperativa Ambiente di via Aurelia (una delle società al top in Italia in questo settore). E da Pisa e Ambiente arrivano risposte differenti: l’acqua è okay. «Si sta registrando una non congruenza fra i risultati dei campionamenti Asl e quelli in nostro possesso. Per noi l’acqua è perfetta, ma questo problema di interpretazione dei dati che ci ha indotto, a tutela dei consumatori, a tenere ferma la produzione, dice ancora Pileri, che aggiunge: «Siamo impegnati a tempo pieno a risolvere la criticità. L’Asl ha tempi burocratici più lunghi rispetto alle esigenze di un’azienda, ma contiamo di superare anche questo problema e di tornare finalmente sul mercato».

Una corsa contro il tempo che sta costando cara a Evam. «Durante l’estate l’azienda incassa oltre 200mila euro al mese», dice il consigliere Stefano Benedetti che ha chiesto al sindaco di intervenire per superare l’impasse. «Un danno da centinaia di migliaia di euro», stima più genericamente Pileri. A cui potrebbe aggiungersi – se Fonteviva non otterrà presto il via libera dell’Asl – un danno di immagine con effetti economici tutti da calcolare, oltre che ripercussioni sui 17 dipendenti di Evam (per ora n on toccati da questa crisi: non sono in Cassa integrazione). Pileri si dice ottimista: «Questione di giorni, poi Evam ripartirà».

Claudio Figaia

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