Sicurezza
dopo settant’anni
Repubblicani fuori dal consiglio Addio ottocento mazziniano
di Libero Red Dolce
CARRARA. Il solco politico mazziniano, quello che i repubblicani orgogliosamente rivendicano di tracciare in continuità col secolo risorgimentale, rischia di essere riempito dalla colmata a cinque...
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CARRARA. Il solco politico mazziniano, quello che i repubblicani orgogliosamente rivendicano di tracciare in continuità col secolo risorgimentale, rischia di essere riempito dalla colmata a cinque stelle. Il nuovo secolo a diciassette anni dunque avanza strappando i legami con il passato. E i repubblicani, dopo settant’anni, rimangono fuori per la prima volta dal consiglio comunale.
Non tutto è perduto però. Giampaolo Pezzica, storico esponente del partito dell’edera, si rammarica del risultato ma racconta di un partito che continua a guardare con futuro all’ottimismo.
«Noi seguiamo il dettame mazziniano del “dovere”. Prima i doveri dei diritti, la politica la intendiamo come una vocazione etica, a servizio della comunità e del territorio. Dunque non è importante o decisivo stare all’interno del consiglio comunale, quanto piuttosto stare nei luoghi e parlare con la gente. La nuova amministrazione si dovrà confrontare con un mondo che in qualche modo non conosce bene, quello dell’amministrazione. Noi saremo vigili», sostiene Pezzica.
In un’epoca di presunto superamento della tradizionale divisione destra-sinistra, dove europa e nazionalismi riprendono a contendersi il campo e c’è chi parla di democrazia online, un partito come quello repubblicano, che si rifà allo spirito mazziniano, potrebbe essere più difficile scaldare i cuori.
«Abbiamo un piccolo numero di giovani, ridotto ma di qualità, che vuole portare avanti il cambiamento. E, sostenuti dall’impegno dei più esperti , speriamo possano dare nuova linfa. Noi vogliamo rilanciare il centro cittadino, su tutto. Se non prende a rivivere quello tutto il resto non funziona. Da noi sono tutti piccoli comunelli, che vanno da monti a mare. Non c’è un progetto comune che li riunisca ed è un male».
I repubblicani insomma cercano il rinnovamento saltando un turno. Ripartendo dall’etica del “servizio”. Troveremo questa parola sul vocabolario politico di questo secolo?
Non tutto è perduto però. Giampaolo Pezzica, storico esponente del partito dell’edera, si rammarica del risultato ma racconta di un partito che continua a guardare con futuro all’ottimismo.
«Noi seguiamo il dettame mazziniano del “dovere”. Prima i doveri dei diritti, la politica la intendiamo come una vocazione etica, a servizio della comunità e del territorio. Dunque non è importante o decisivo stare all’interno del consiglio comunale, quanto piuttosto stare nei luoghi e parlare con la gente. La nuova amministrazione si dovrà confrontare con un mondo che in qualche modo non conosce bene, quello dell’amministrazione. Noi saremo vigili», sostiene Pezzica.
In un’epoca di presunto superamento della tradizionale divisione destra-sinistra, dove europa e nazionalismi riprendono a contendersi il campo e c’è chi parla di democrazia online, un partito come quello repubblicano, che si rifà allo spirito mazziniano, potrebbe essere più difficile scaldare i cuori.
«Abbiamo un piccolo numero di giovani, ridotto ma di qualità, che vuole portare avanti il cambiamento. E, sostenuti dall’impegno dei più esperti , speriamo possano dare nuova linfa. Noi vogliamo rilanciare il centro cittadino, su tutto. Se non prende a rivivere quello tutto il resto non funziona. Da noi sono tutti piccoli comunelli, che vanno da monti a mare. Non c’è un progetto comune che li riunisca ed è un male».
I repubblicani insomma cercano il rinnovamento saltando un turno. Ripartendo dall’etica del “servizio”. Troveremo questa parola sul vocabolario politico di questo secolo?
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