Il Tirreno

La Marocca di Casola diventa il settimo Piatto dell’Alleanza 

La Marocca di Casola diventa il settimo Piatto dell’Alleanza 

Slow Food sceglie la tradizionale focaccia lunigianese per la campagna in difesa delle produzioni locali

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CASOLA IN LUNIGIANA. La Marocca di Casola diventa il settimo Piatto dell'Alleanza dei cuochi Slow Food, abbinato ai prodotti delle comunità terremotate della Valnerina. Fino al 22 settembre nei ristoranti e osterie toscane di Slow Food che hanno aderito al progetto e che espongono la locandina dell'iniziativa si potrà degustare il 7° piatto dei Cuochi dell'Alleanza a base di Marocca di Casola e prodotti delle Comunità terremotate della Valnerina.

In occasione del 7° piatto dell'Alleanza, i cuochi delle osterie e dei ristoranti aderenti hanno deciso di presentarla nei propri menù in abbinamento libero ai prodotti della Comunità terremotate della Valnerina. Ad esempio al ristorante “L'Oste Dispensa” (Strada provinciale Giannella, 113 Orbetello, Grosseto, www.ostedispensa.it, il cuoco Stefano Sorci prepara “Quando la Marocca va in Valnerina" a base di Marocca di Casola con la sua mollica tostata in insalata di pecorino fresco e stagionato di Cascia, guanciale e spalletta di Norcia con cetrioli e olive all'origano fresco.

Tiziana Tacchi dell'Osteria “Il Grillo è Buoncantore” di Chiusi (piazza XX settembre 10, Chiusi, Siena, ha scelto di servire il piatto in: insalata di melone, menta e lippia, su croccante di Marocca, prosciutto crudo di Norcia con grattugia di pecorino di Cascia 18 mesi. Elena Bianciardi dell'Osteria “Grotta Follis” via Roma 125, Follonica, Grosseto prepara: Lo schiaccino della Marocca di Casola, ricotta di pura pecora di Angela Saba, mortadella di Campotosto (a Norcia denominata coglioni di mulo), sedano croccante, ciliegie e misticanza.)

Al ristorante “i Diavoletti” (Stradone di Camigliano, 302, Capannori, Lucca, la cuoca Alda Bosi prepara: la Marocca di Casola con il pecorino della Fattoria di Opagna di Cascia di Domenico Porzio con composta di bucce di pomodoro.

La produzione della Marocca oggi è legata ad un solo forno, a Casola in Lunigiana (via Villa di Regnano, 99 tel. 0585 983017) gestito da Fabio Bertolucci, che la prepara ancora abitualmente. Il nome della Marocca pare derivi dal termine dialettale marocat, cioè poco malleabile: questo pane, infatti, in passato aveva una consistenza molto dura.

Altri piatti dell'Alleanza sono stati: Testarolo artigianale Pontremolese con Pecorino a Latte Crudo della Montagna Pistoiese, i prodotti della Pesca Tradizionale nella Laguna di Orbetello, la razza bovina Maremmana, la Tarese del Valdarno, la Cipolla di Certaldo e il Biscotto Salato di Roccalbegna. Per ogni piatto acquistato un euro sarà devoluto a favore del progetto Nazionale che prevede l’utilizzo dei Presìdi Slow Food di piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall'estinzione razze autoctone e varietà di frutta e ortaggi. Ed andrà anche a favore del progetto Regionale che vuol valorizzare il ruolo etico del cuoco nell’essere promotore di prodotti “buoni, puliti e giusti” del proprio territorio.



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