Attenzione
Indagine sugli affitti nel retroporto
Carrara, nel mirino i contratti di locazione fra Area spa, Porto e Pignone. Il reato contestato è quello di abuso di ufficio
CARRARA. Un’area strategica, quella del retroporto. Una partecipata in vendita, Area spa (che non si vuole comprare nessuno visto le prime aste sono andate deserte) e i cui soci sono il comune di Carrara che con il suo 36% è infatti il principale azionista pubblico della Spa, seguito dalla Provincia di Massa- Carrara (10,7%) e dal Comune di Massa (4,1%): il restante 49% è sotto il controllo della Porto di Carrara Spa.
E nel mezzo i contratti di affitto stipulati dalla Porto con il Nuovo Pignone che occupa 112mila metri quadrati (su 190mila) dell’area retroportuale e 25mila metri quadrati dei magazzini coperti .
È proprio sui contratti di locazione che è stata avviata un’indagine: perché, in sostanza, i canoni versati dal Pignone alla Porto sarebbero molto più onerosi di quanto la stessa società sborsa a Comuni e Provincia (in questo caso si parla di 600mila euro l’anno mentre l’entità degli affitti versati dalla multinazionale sono avvolti dal più assoluto riserbo).
Nel mirino quindi i contratti che hanno come oggetto il complesso intermodale di viale Zaccagna. L’ipotesi di reato che si profila è quella di abuso di ufficio soprattutto nei confronti del Comune di Carrara che, come socio pubblico di maggioranza, avrebbe consentito - in sostanza - alla Porto spa di pagare una cifra per l’affitto dell’interporto (sulla base di una concessione in vigore ormai da anni) e di poterlo poi dare in locazione a un terzo soggetto, il Pignone.
Insomma una vicenda ancora tutta da chiarire ma che avrebbe già spinto i vertici di Area a convocare una riunione del consiglio di amministrazione, in tempi molto stretti: si parla della prima settimana di luglio.
Assemblea che avrà all’ordine del giorno proprio i rapporti di locazione che intercorrono fra Area spa, Porto di Carrara e Nuovo Pignone.
E Area spa avrebbe pure già fatto ricorso agli esperti per avere dei pareri legali sulla natura dei rapporti che hanno governato fino ad oggi i contratti di affitto.
Ad oggi, in questa delicatissima fase delle indagini, questo è il poco che trapela e che riaccende l’attenzione sulla gestione della, strategica, area retroportuale. Un retroporto che ad oggi, forse proprio a causa dei contratti di locazione in atto, non ha attratto eventuali investitori: tanto che il Comune nonostante ci abbia provato più volte, non è ancora riuscito ad alienare la società pubblico privata Area Spa dal suo patrimonio.
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