Sicurezza
Scontro sulla centrale a biomasse Belli: starò sempre coi cittadini
di Fabrizio Palagi
Il presidente di Tutela Ambiente di Piano di Quercia chiede lo stop al progetto: «In questo caso “bio” è ingannevole, rischi per la salute». Il neosindaco di Licciana promette controlli serratissimi
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LICCIANA NARDI. È stato un infuocato motivo di scontro durante la recente campagna elettorale per le amministrative, vinta da Pierluigi Belli sui concorrenti Maurizio Barbieri e Gabriele Donati: adesso il progetto della centrale a biomasse nella Piana di Quercia, sta arroventando la vigilia dell'insediamento della nuova giunta comunale, fissato per venerdì alle 20,30 nella sede del capoluogo.
Dopo l'intervento del neo sindaco Belli sull'argomento, ecco la puntualizzazione dell'associazione "Tutela ambiente Piano di Quercia" a nome del presidente Artemio Frizzotti. « Pochi nel Comune di Licciana Nardi sanno che, nella zona artigianale del Piano di Quercia è stata approvata la costruzione di una centrale a biomasse - esordisce il presidente Frizzotti - la parola è di moda: è tutto bio, ma in questo caso è ingannevole perché tale insediamento comporta numerosi rischi per la salute di tutta la vallata, ma arricchisce pochi anche in termini di occupazione. La situazione è grave e quanto mai nebulosa e contraddittoria. Per certo, in diverse parti d’Italia la popolazione l’ha rifiutata: in alcuni casi sono state chiuse, oppure sono state create in siti lontani dai centri abitati. Anche noi la rifiutiamo nella nostra zona artigianale. Basti, al riguardo, citare il parere dell’Enea a proposito delle centrali a biomasse: pericolose per la salute. Del resto la cosiddetta “Zona artigianale” del Piano di Quercia è già desolatamente inquinata da emissioni di fumi derivanti da bruciature a cielo aperto di residui chimici, da coperture fatiscenti di amianto su capannoni industriali. Cosa dobbiamo sopportare ancora? Noi la rifiutiamo e auspichiamo che dopo anni di trascuratezza e di abbandono, la nuova amministrazione comunale, contrariamente alle precedenti, si faccia carico della situazione per la salvaguardia della salute della popolazione».
Stando a quanto dichiarato da Frizzotti, si prevede dunque un ulteriore confronto-scontro nei primi faccia a faccia tra Belli e l'antagonista diretto, Barbieri, vice sindaco uscente, ora passato sui banchi dell'opposizione del centrosinistra che, dopo 27 anni, ha lasciato la guida diretta del Comune sulle rive del Taverone. Nelle ultime ore della campagna elettorale, i toni sulla centrale a biomasse si erano alzati tra Belli e Barbieri con quest'ultimo che, in un intervento, aveva detto: «Si tratta di un progetto che è stato depositato presso gli uffici pochi giorni fa – puntualizzava Barbieri – è un progetto che porta alla creazione di un impianto a biomasse con una potenza di 200 Kwe. Un impianto molto piccolo, ai minimi di legge, che non richiederebbe neppure l’autorizzazione da parte del Comune per essere realizzato. La zona in cui si dovrebbe inserire è però soggetta a delle restrizioni presenti nel regolamento urbanistico di Licciana. tale zona – spiegava Maurizio Barbieri – è soggetta a vincoli ben precisi: non possono essere installate attività insalubri per la popolazione. Sebbene non vi sia bisogno del confronto con l’amministrazione vigileremo affinchè tutto sia conforme. Si parla di legno vergine come combustibile per produrre energia e della creazione di una filiera corta, all’interno di una fascia di cinquanta chilometri, per alimentare la centrale. Proseguiremo la fase di accertamento per comprendere le modalità con cui questa attività andrà a impattare con il territorio e con i residenti della zona». Di contro, il neo sindaco Belli promette «controlli serratissimi sull'argomento e sarò sempre al fianco dei cittadini».
Dopo l'intervento del neo sindaco Belli sull'argomento, ecco la puntualizzazione dell'associazione "Tutela ambiente Piano di Quercia" a nome del presidente Artemio Frizzotti. « Pochi nel Comune di Licciana Nardi sanno che, nella zona artigianale del Piano di Quercia è stata approvata la costruzione di una centrale a biomasse - esordisce il presidente Frizzotti - la parola è di moda: è tutto bio, ma in questo caso è ingannevole perché tale insediamento comporta numerosi rischi per la salute di tutta la vallata, ma arricchisce pochi anche in termini di occupazione. La situazione è grave e quanto mai nebulosa e contraddittoria. Per certo, in diverse parti d’Italia la popolazione l’ha rifiutata: in alcuni casi sono state chiuse, oppure sono state create in siti lontani dai centri abitati. Anche noi la rifiutiamo nella nostra zona artigianale. Basti, al riguardo, citare il parere dell’Enea a proposito delle centrali a biomasse: pericolose per la salute. Del resto la cosiddetta “Zona artigianale” del Piano di Quercia è già desolatamente inquinata da emissioni di fumi derivanti da bruciature a cielo aperto di residui chimici, da coperture fatiscenti di amianto su capannoni industriali. Cosa dobbiamo sopportare ancora? Noi la rifiutiamo e auspichiamo che dopo anni di trascuratezza e di abbandono, la nuova amministrazione comunale, contrariamente alle precedenti, si faccia carico della situazione per la salvaguardia della salute della popolazione».
Stando a quanto dichiarato da Frizzotti, si prevede dunque un ulteriore confronto-scontro nei primi faccia a faccia tra Belli e l'antagonista diretto, Barbieri, vice sindaco uscente, ora passato sui banchi dell'opposizione del centrosinistra che, dopo 27 anni, ha lasciato la guida diretta del Comune sulle rive del Taverone. Nelle ultime ore della campagna elettorale, i toni sulla centrale a biomasse si erano alzati tra Belli e Barbieri con quest'ultimo che, in un intervento, aveva detto: «Si tratta di un progetto che è stato depositato presso gli uffici pochi giorni fa – puntualizzava Barbieri – è un progetto che porta alla creazione di un impianto a biomasse con una potenza di 200 Kwe. Un impianto molto piccolo, ai minimi di legge, che non richiederebbe neppure l’autorizzazione da parte del Comune per essere realizzato. La zona in cui si dovrebbe inserire è però soggetta a delle restrizioni presenti nel regolamento urbanistico di Licciana. tale zona – spiegava Maurizio Barbieri – è soggetta a vincoli ben precisi: non possono essere installate attività insalubri per la popolazione. Sebbene non vi sia bisogno del confronto con l’amministrazione vigileremo affinchè tutto sia conforme. Si parla di legno vergine come combustibile per produrre energia e della creazione di una filiera corta, all’interno di una fascia di cinquanta chilometri, per alimentare la centrale. Proseguiremo la fase di accertamento per comprendere le modalità con cui questa attività andrà a impattare con il territorio e con i residenti della zona». Di contro, il neo sindaco Belli promette «controlli serratissimi sull'argomento e sarò sempre al fianco dei cittadini».
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