Proteste
«Non voteremo la continuità a Zubbani»
L’appello di Andrea Vannucci: gli elettori hanno libertà di coscienza, sceglieranno il male minore
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CARRARA. Un comunicato ufficiale, della coalizione che lo sostiene. E alcune dichiarazioni, personali, in vista del ballottaggio. Il messaggio è lo stesso: Andrea Vannucci e le liste che lo hanno appoggiato alle elezioni scrivono di «non potere votare per la continuità della giunta Zubbani rappresentata da Zanetti» e quindi di lasciare libertà di voto agli elettori.
Vannucci: gli elettori sceglieranno il male minore. «Cominciamo col dire che noi, come parte del centrosinistra ci siamo divisi non perché in disaccordo con Zanetti, ma solo perché in disaccordo con la continuità di Zubbani. E la nuova coalizione, quella che appoggia Zanetti, ha finito col fare prendere meno voti ai partiti che la compongono: dal Pd a i socialisti fino ai repubblicani» precisa Andrea Vannucci.
E aggiunge: «Zanetti ha dichiarato che il mio ciclo è finito – dice – Forse ha dimenticato che quando io sono arrivato in Comune lui c’era già da dieci anni. Ora i casi sono due, o lui passa direttamente dal ciclo al triciclo o, e non è un gioco di parole, forse per Zanetti, soltanto, vale il riciclo».
«Una cosa è certa – conclude – chi andrà a governare la città lo farà con un consenso molto risicato». E alla domanda diretta se andrà o meno a votare Vannucci dichiara: «Io sicuramente sì e invito gli elettori a scegliere il male minore». Lo stesso messaggio che arriva dalla nota stampa della coalizione che ha sostenuto la sua candidatura a sindaco che dichiara di «non poter votare per la continuità della giunta Zubbani».
La nota della coalizione. «Aver ottenuto più del 15% dei consensi con oltre 4600 voti è un grande risultato. Poche settimane di lavoro contro tutto e contro tutti per spiegare le nostre ragioni, sono state veramente poche. Ci siamo posti come alternativa possibile, rispetto alla protesta grillina e nei confronti dell’amministrazione uscente, declinando la linea politica della discontinuità». «La risposta del PD fiorentino è stata l’imposizione con metodo autoritario, della reiterazione dell’alleanza di governo cittadino uscente, una sorta di partito della nazione che, per arginare la protesta grillina, tenta di mettere assieme tutti coloro che a vario titolo si sentono tutelati dall’esistente in una prospettiva di pura conservazione – prosegue la nota – Il peso della coalizione uscente, in virtù del mantenimento della quale si è sfasciato il partito, precipita dal 65 al 25 %. Il PD paga un prezzo enorme scendendo dal 28 al 13% perdendo 5000 voti».
«Per il ballottaggio – si chiude la nota – ribadendo che non possiamo votare per la continuità della giunta Zubbani rappresentata da Zanetti lasciamo libertà di voto ai nostri elettori, i quali in piena libertà di coscienza, individuino quale forma di espressione democratica sia più vicino al loro sentire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Vannucci: gli elettori sceglieranno il male minore. «Cominciamo col dire che noi, come parte del centrosinistra ci siamo divisi non perché in disaccordo con Zanetti, ma solo perché in disaccordo con la continuità di Zubbani. E la nuova coalizione, quella che appoggia Zanetti, ha finito col fare prendere meno voti ai partiti che la compongono: dal Pd a i socialisti fino ai repubblicani» precisa Andrea Vannucci.
E aggiunge: «Zanetti ha dichiarato che il mio ciclo è finito – dice – Forse ha dimenticato che quando io sono arrivato in Comune lui c’era già da dieci anni. Ora i casi sono due, o lui passa direttamente dal ciclo al triciclo o, e non è un gioco di parole, forse per Zanetti, soltanto, vale il riciclo».
«Una cosa è certa – conclude – chi andrà a governare la città lo farà con un consenso molto risicato». E alla domanda diretta se andrà o meno a votare Vannucci dichiara: «Io sicuramente sì e invito gli elettori a scegliere il male minore». Lo stesso messaggio che arriva dalla nota stampa della coalizione che ha sostenuto la sua candidatura a sindaco che dichiara di «non poter votare per la continuità della giunta Zubbani».
La nota della coalizione. «Aver ottenuto più del 15% dei consensi con oltre 4600 voti è un grande risultato. Poche settimane di lavoro contro tutto e contro tutti per spiegare le nostre ragioni, sono state veramente poche. Ci siamo posti come alternativa possibile, rispetto alla protesta grillina e nei confronti dell’amministrazione uscente, declinando la linea politica della discontinuità». «La risposta del PD fiorentino è stata l’imposizione con metodo autoritario, della reiterazione dell’alleanza di governo cittadino uscente, una sorta di partito della nazione che, per arginare la protesta grillina, tenta di mettere assieme tutti coloro che a vario titolo si sentono tutelati dall’esistente in una prospettiva di pura conservazione – prosegue la nota – Il peso della coalizione uscente, in virtù del mantenimento della quale si è sfasciato il partito, precipita dal 65 al 25 %. Il PD paga un prezzo enorme scendendo dal 28 al 13% perdendo 5000 voti».
«Per il ballottaggio – si chiude la nota – ribadendo che non possiamo votare per la continuità della giunta Zubbani rappresentata da Zanetti lasciamo libertà di voto ai nostri elettori, i quali in piena libertà di coscienza, individuino quale forma di espressione democratica sia più vicino al loro sentire».
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