Il Tirreno

Cava Fornace, c’è la fidejussione 

di Libero Red Dolce
Cava Fornace, c’è la fidejussione 

Consegnata in comune a Pietrasanta dopo pressioni. L’azienda pagherà royalties come a Montignoso 

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MONTIGNOSO. Sembra a una svolta la vicenda delle fidejussioni che il comune di Pietrasanta ha chiesto a Programma Ambiente Apuane, la società che gestisce l’impianto di Cava Fornace.

La fidejussione è un documento di corredo all’autorizzazione ambientale integrata, che serve a garantire in caso di fallimento dell’azienda o per un eventuale procedura di inquinamento le coperture economiche per la procedura di chiusura. L’Aia una volta durava cinque anni, poi la sua validità è stata prorogata a 10 anni a livello nazionale. Quella della discarica di cava Fornace, che per due terzi si trova sul territorio di Montignoso e un terzo su quello di Pietrasanta, è scaduta quest’anno ed è stata rinnovata per ulteriori 5 anni.

L’amministrazione Mallegni, in carica a Pietrasanta, dopo settimane di richieste fa sapere che i gestori delle discarica hanno portato in comune la delle fidejussioni che era stata richiesta alla regione Toscana. La proprietà ha inoltre acconsentito alla sottoscrizione della convenzione sulle royalties da destinare a studi ambientali. Le royalties sono delle indennità di ristoro ambientale, un riconoscimento che si dà al comune dove insiste la discarica per compensare i disagi perché ad esempio passano più camion o rumore vista la presenza degli impianti. Montignoso già percepiva questo indennizzo (di 170. 000 euro) che adesso arriverà anche a Pietrasanta, che deve ancora stimarle. Le somme saranno vincolate su un capitolo di spesa e dovranno essere spesa per fare studi della qualità dell’aria e delle acque.

Accolta anche la richiesta di aprire un tavolo istituzionale con le amministrazioni comunali coinvolte e la Regione. I vertici di Programma Ambiente Apuane hanno incontrato il vicesindaco del Comune di Pietrasanta, Daniele Mazzoni, che da mesi chiedeva chiarimenti su fidejussioni e piani industriali, minacciando anche la sospensione dell’attività in caso di mancate risposte.

Pietrasanta rimane comunque critica sull’esistenza della discarica nel suo territorio, che considera «non compatibile con il sistema Versilia, ma neppure con il resto del territorio», ha dichiarato Mazzoni. Le parti hanno trovato un punto di accordo, con l’impegno richiesto dal Comune di Pietrasanta e assunto dal presidente della Spa, Enrico Giardi e dall’amministratore delegato, Massimiliano Arrigoni, a finanziare i primi prelievi in aree esterne alla discarica nelle zone di Strettoia e del Centoquindici. La società metterà a disposizione dell’amministrazione un budget vincolato di 10mila euro.

«Quello di oggi è un primo passo per entrare nel vivo della questione discarica – ha aggiunto il vicesindaco Mazzoni – L’attenzione resta massima. L’accordo sulle royalties e sugli studi ambientali richiesto anche dagli abitanti della zona è molto positivo, ma quello che ci interessa davvero è incidere sulle scelte che riguardano il futuro dell’impianto. L’obiettivo più importante sarà l’apertura del tavolo per vagliare il piano industriale e ottenere garanzie sul rispetto delle norme di sicurezza, durante la fase di attività e anche quella successiva della messa in sicurezza del sito, una volta che non sarà più in funzione».

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