Il Tirreno

Appello al Comune: «Più aceri ai Ronchi, non siate tirchi» 

di Manuela D’Angelo
Appello al Comune: «Più aceri ai Ronchi, non siate tirchi» 

I commercianti ringraziano l’amministrazione per i lavori, ma sugli alberi ribadiscono: «Ce li avete dimezzati»

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RONCHI. Appello al Comune di Massa da parte dei commercianti dei Ronchi: «Avete speso un sacco di soldi per rendere più bella la nostra zona, perché lesinate sulle piante? Non siate tirchi».

A parlare a nome dei 25 commercianti della zona turistica, già piena di tedeschi, è Josef Tahiri, titolare dell’Angolo del Souk, un bazar pieno di ogni genere di cose. I commercianti hanno visto il Comune iniziare i lavori qualche mese fa, partire dalla piazzetta, sistemare i giochi dei bambini e anche la fontana, che è tornata finalmente a zampillare; hanno visto rifare tutto l’asfalto e anche i marciapiedi, per poi concentrarsi su via Ronchi, l’accesso al quartiere: non una semplice strada, ma la via dello shopping, con ristoranti, bar, servizi e poi una lunga serie di villette e appartamenti. «Ecco– spiega Tahiri– via Ronchi la ricordiamo tutti come un lungo viale alberato, con la tipica caratteristica degli aceri rossi, che sono bellissimi da vedere. Gli aceri erano quasi tutti secchi, soprattutto nel primo tratto della strada lato mare, e il Comune oggi li sta sostituendo. Soltanto che ne ha previsti troppo pochi. Il problema pare sia il semaforo, che necessita di almeno nove metri di spazio libero dal primo albero e poi il famoso metro e venti di larghezza su ogni marciapiede, per permettere, giustamente, il passaggio di una carrozzina per disabili. Noi abbiamo fatto qualche controllo, e abbiamo visto che entrambi le distanze possono essere rispettate, pur piantando nuovi aceri. Se Marina di Massa per l’amministrazione è la nuova Beverly Hills, noi che cosa siamo? »

I cantieri sono durati per buona parte della primavera e poi, scoppiata l’estate, via Ronchi è rimasta chiusa al traffico con non pochi disagi per automobilisti, turisti e residenti. «Non ci siamo mai lamentati– dice ancora Josef Tahiri– perché abbiamo capito che era per il nostro bene. Non possiamo che ringraziare il Comune per quanto sta facendo per i Ronchi, adesso è tutto perfetto. Abbiamo tutto– continua– tranne le piante».

I commercianti temono che, con i nuovi lavori, il polmone verde dei Ronchi, invece che tornare più rigoglioso di prima, vada diminuendo. «Abbiamo contato le piante– conclude Tahiri– sono quasi dimezzate, rispetto a prima. Abbiamo proposto all’amministrazione di poter dare un nostro contributo privato per la piantumazione di più aceri, ma ci fu detto che non ce n’era bisogno. Allora vi chiediamo un ultimo sforzo. Questo è il centro e c’è bisogno di più attenzione».

La sensazione è quella di un desiderio di rivalsa, che i commercianti dei Ronchi non provavano da tempo: sono stati considerati i “fratellini poveri” di Massa e Marina, per anni, quando invece, per i suoi viali alberati sono passati i più grandi artisti, intellettuali e scrittori del Novecento.

Il degrado della zona è arrivato col tempo: prostituzione nelle vie interne, microcriminalità, negozi costretti a chiudere in inverno a causa di uno svuotamento dalle case impressionante.

Oggi Ronchi rivive, rinata dalle ceneri di una politica che l’aveva abbandonata e pronta ad una stagione spumeggiante, come merita.



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