Il Tirreno

Alla Solvay 212mila metri cubi di scarti 

Alla Solvay 212mila metri cubi di scarti 

Operazioni di bonifica quasi completate nello stabilimento di via Oliveti, in attività dal 1965

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MASSA. A proposito di bonifiche “infinite”, l’Arpat ha, alcuni mesi fa, illustrato lo stato dell’arte dei procedimenti alla ex Bario, oggi Solvay Chimica Italia Spa. Lo stabilimento (250mila metri quadrati, di cui 32mila coperti; 120 dipendenti diretti, oltre 60 di ditte esterne) è attivo dal 1965. Produce composti di bario: carbonati, cloruri, solfati, solfuri, e polisolfuri, nitrati e idrati a partire dalla barite naturale (solfato di bario). In passato i rifiuti tossico-nocivi derivanti da tali lavorazioni venivano smaltiti all’interno dello stabilimento, spargendoli sul terreno, accumulandoli in colline artificiali alte decine di metri. “In una zona ai confini dello stabilimento -scrive l’Arpat- è presente un’area di stoccaggio formatasi nel corso degli anni; dalla ricostruzione storica, è risultato che furono scavate tre vasche profonde 7 metri, utilizzando materiale di risulta per crearne gli argini. Negli anni le vasche furono riempite con materiali di lavorazione per un volume complessivo di circa 212.000 metri cubi di materiali stoccati sopra il livello del piano campagna; accanto a questa area è presente una vasca di raccolta melme di lisciviazione e materiali”. A metà anni ‘90 il sito fu inserito nel piano regionale delle aree da bonificare. Ma solo nel 2005 è stato proposto ed approvato il piano di caratterizzazione dell'intero sito Solvay. Gli esiti delle analisi, trasmessi nel marzo 2007, evidenziarono superamenti dei limiti per le sostanze inquinanti, sia nei terreni che nelle acque di falda. Solvay, nel 2008, ha intrapreso lavori di messa in sicurezza di emergenza dei terreni in alcuni punti dell’area. Nel 2010 la ditta ha trasmesso vari documenti che attestano la bonifica e messa in sicurezza permanente dei suoli lato ferrovia, poi aggiornati e integrati nel 2011 e 2013.

Per quanto riguarda l’area di stoccaggio materiali, il ministero dell’Ambiente, nel 2012, ha approvato il progetto di bonifica e messa in sicurezza permanente. Solvay, di conseguenza, ha trasmesso e dato avvio al progetto esecutivo dei lavori, al momento quasi conclusi. In riferimento ai terreni dello stabilimento, il ministero, nel 2016, ha approvato il progetto operativo di bonifica della zona lato ferrovia. Al momento sono in corso i lavori di bonifica dei terreni. Per le acque di falda, gli ultimi dati hanno evidenziato superamenti dei limiti per alcuni parametri all’esterno del sito, anche a monte dello stabilimento.

David Chiappuella

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