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il caso
Scioperi, tribunale nel caos In un mese saltati 150 processi
MASSA. Sono saltati quasi 150 processi in poco più di un mese; il lavoro del tribunale, bloccato dall’inizio di maggio per svariati scioperi delle categorie, sta tornando lentamente alla normalità....
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MASSA. Sono saltati quasi 150 processi in poco più di un mese; il lavoro del tribunale, bloccato dall’inizio di maggio per svariati scioperi delle categorie, sta tornando lentamente alla normalità. Ma le udienze si stanno accavallando e recuperare il tempo perso non sarà semplice, anche perché a settembre ci saranno degli altri trasferimenti di giudici che hanno chiesto di essere mandati in altra sede. Le loro domande devono ancora essere accolte ma è soltanto questione di tempo.
Dopo la protesta dei magistrati onorari, la scorsa settimana hanno incrociato le braccia gli avvocati penalisti. E le aule si sono paralizzate.I temi più avversati dai legali, che hanno avuto l’appoggio dell’organismo congressuale forense (sorta di “parlamentino” centrale dell’avvocatura), sono due: l’allungamento dei tempi di prescrizione e l’istituzione del processo a distanza. La prima è una misura che nell’intenzione dell’esecutivo dovrebbe ridurre i processi che non si chiudono per i tempi troppo stretti in cui alcuni reati vengono prescritti. La seconda è l’unica delle proposte contenute nel dossier preparato dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sopravvissuta a tre anni di discussioni: gli imputati in carcere potranno assistere alle udienze in video-collegamento, senza bisogno di essere trasferiti, per risparmiare risorse e reinvestirle altrove.
A Massa ci sono stati testimoni che sono dovuti tornare a casa per la terza volta, protestando per i permessi che avevano dovuto prendere dal lavoro. E altri che erano stati portati in tribunale dai carabinieri che hanno fatto un giro a vuoto perché non hanno potuto deporre.
Dopo la protesta dei magistrati onorari, la scorsa settimana hanno incrociato le braccia gli avvocati penalisti. E le aule si sono paralizzate.I temi più avversati dai legali, che hanno avuto l’appoggio dell’organismo congressuale forense (sorta di “parlamentino” centrale dell’avvocatura), sono due: l’allungamento dei tempi di prescrizione e l’istituzione del processo a distanza. La prima è una misura che nell’intenzione dell’esecutivo dovrebbe ridurre i processi che non si chiudono per i tempi troppo stretti in cui alcuni reati vengono prescritti. La seconda è l’unica delle proposte contenute nel dossier preparato dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sopravvissuta a tre anni di discussioni: gli imputati in carcere potranno assistere alle udienze in video-collegamento, senza bisogno di essere trasferiti, per risparmiare risorse e reinvestirle altrove.
A Massa ci sono stati testimoni che sono dovuti tornare a casa per la terza volta, protestando per i permessi che avevano dovuto prendere dal lavoro. E altri che erano stati portati in tribunale dai carabinieri che hanno fatto un giro a vuoto perché non hanno potuto deporre.
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