Proteste
caso canalmagro
Milani: «Ripeto quella foce diritta in mare dal 1850 non c’è»
MASSA. «Sono costretto di malavoglia a tornare per l'ennesima volta sulla vexata questio della foce, nuova o rifatta del Fescione Canalmagro»: a scriverlo è l’ingegner Carlo Milani. «Credo di poter...
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MASSA. «Sono costretto di malavoglia a tornare per l'ennesima volta sulla vexata questio della foce, nuova o rifatta del Fescione Canalmagro»: a scriverlo è l’ingegner Carlo Milani. «Credo di poter parlare con cognizione di causa essendo stato nel 1996 insieme all'ingegner Tinelli, progettista e direttore dei lavori di sistemazione del torrente avendo ben precisato allora che tali lavori non si potevano dire conclusi senza una manutenzione efficace del corso d'acqua e gestione opportuna delle paratoie elettromeccaniche e soprattutto senza la bonifica della Buca degli Sforza, cassa naturale di espansione del Canalmagro e del Fosso del Sale e l'eliminazione di tutte le tombature abusive o inadeguate. Francamente non comprendo perché si insista nell'affermare che “Il Canalmagro oggi presenta una innaturale deviazione dal corso originario, voluta 30 anni fa e mai più ricorretta; prima, secondo esperti e tecnici si immetteva direttamente in mare con una foce diritta. Una deviazione che, secondo gli studiosi, avrebbe creato negli anni problemi idraulici e di allagamenti continui». L’ingegner Milani ricorda che già in passato aveva contestato, cartine alla mano, quanto affermato sull’argomento dall’allora sindaco di Montignoso Federico Binaglia. In merito alla foce diritta aggiunge: «Questa affermazione è priva di alcun fondamento e mi piacerebbe proprio avere nome e cognome di questi esperti, studiosi e tecnici poiché al contrario, il Canalmagro, che nel tratto finale fu realizzato nel 1848, è sfociato in mare solo per pochissimi anni e si insabbiò subito (roba di 170 anni fa!). Tutte le carte catastali, storiche, le areofotogrammetrie e le testimonianze dimostrano che tale foce dal 1850 circa non è mai esistita e il Canalmagro si espandeva in una lama retrodunale. A tal riguardo sono disponibile a confrontarmi con tali studiosi, esperti e tecnici in qualsiasi incontro pubblico con chicchessia carte e documenti alla mano. La deviazione di 30 anni fa è quindi una balla gigantesca e chi mai l'avrebbe fatta e col permesso di chi? E nessuno se ne accorse? Giova anche ricordare che il progetto Milani- Tinelli che escludeva la foce a mare per il problema dell'insabbiamento fu approvato da Regione Toscana, Comune di Massa, Provincia di Massa Carrara e Comune di Montignoso, che ora è lo sponsor della foce! Quanto al costo dell'opera esso sarebbe ingente ma non certo 40 o 50 milioni di euro, ed anche questa mi pare un'affermazione alquanto azzardata e priva di riscontro», conclude Milani.
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