Attenzione
andrea zanetti
«Gli atti di forza della Porto spa non servono a nulla»
CARRARA. «La prima ordinanza che firmerò come sindaco sarà quella per effettuare un’immediata ricognizione di tutti i manufatti ormai inutili (passerelle, edifici in aggetto) che creano rischio lungo...
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CARRARA. «La prima ordinanza che firmerò come sindaco sarà quella per effettuare un’immediata ricognizione di tutti i manufatti ormai inutili (passerelle, edifici in aggetto) che creano rischio lungo il corso del Carrione e disporne l’immediata rimozione o demolizione e, laddove possibile, eliminare restringimenti artificiosi dell’alveo».
Così Andrea Zanetti, candidato sindaco del centro-sinistra, prosegue l’illustrazione dei primi atti che adotterà da Palazzo Civico.
Zanetti dichiara di non comprendere l’opposizione preconcetta e ideologica allo studio Seminara: «Certo, ci sono dei punti non accettabili, come la demolizione dei ponti storici, e altri da rivedere, come il sistema degli invasi. Ma è da lì che dobbiamo ripartire».
La replica alla Porto spa. «Disattenzione verso il porto? Direi tutt’altro. Se diciamo che faremo un processo partecipativo per ridefinirne ruolo, funzioni, potenzialità non è per ostacolare nessuno, ma per riconnettere lo scalo alla città». Così Zanetti risponde all’amministratore delegato di Porto Spa, Paolo Dello Iacono.
Zanetti non ci sta ad essere accomunato a chi, come i Cinque Stelle, lancia slogan e parla alla pancia della città. «Il ruolo storico, commerciale, del porto di Marina – conclude Zanetti - deve essere mantenuto ma la diversificazione delle funzioni, l’aumento della sua potenzialità turistica e crocieristica, sono irrinunciabili».
«Gli atti di forza non servono: io non metto in discussione le scelte aziendali, di spostare propri asset in altri scali. Faremo di tutto per evitare che queste decisioni abbiano ripercussioni negative sull’economia. Ma alla Porto chiediamo di dimostrare senso di responsabilità. Chi si candida ad amministrare non può certo accettare la logica del “lasciateci lavorare”. Perché il porto è un bene di tutta la città», conclude Zanetti.
La risposta a De Pasquale. «È sconcertante: da due mesi subiamo il fuoco incrociato, a suon di insulti e proclami (“A casa!”, “Vai a lavorare!”, “Siete il vecchio” e anche “Fora l’loz”, basta leggere i “commenti” sulla mia pagina FB), e nessuno ha gridato allo scandalo, nessuno ha chiesto di “abbassare i toni”. Adesso che viene evidenziato un dato politico i Cinque Stelle si sentono offesi?».
«Quanto a De Pasquale chiedo: c’è qualche argomento serio, programmatico, sul quale si vuole confrontare anche più approfonditamente? Scelga, sono pronto. Ma mi citi uno, anche un solo, suo intervento – o dei suoi sostenitori – in cui si concentri sulle proposte. Io non ne ho visti- conclude così Zanetti - ho solo ascoltato il logoro ritornello del “sì ma chi c’hai dietro”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Così Andrea Zanetti, candidato sindaco del centro-sinistra, prosegue l’illustrazione dei primi atti che adotterà da Palazzo Civico.
Zanetti dichiara di non comprendere l’opposizione preconcetta e ideologica allo studio Seminara: «Certo, ci sono dei punti non accettabili, come la demolizione dei ponti storici, e altri da rivedere, come il sistema degli invasi. Ma è da lì che dobbiamo ripartire».
La replica alla Porto spa. «Disattenzione verso il porto? Direi tutt’altro. Se diciamo che faremo un processo partecipativo per ridefinirne ruolo, funzioni, potenzialità non è per ostacolare nessuno, ma per riconnettere lo scalo alla città». Così Zanetti risponde all’amministratore delegato di Porto Spa, Paolo Dello Iacono.
Zanetti non ci sta ad essere accomunato a chi, come i Cinque Stelle, lancia slogan e parla alla pancia della città. «Il ruolo storico, commerciale, del porto di Marina – conclude Zanetti - deve essere mantenuto ma la diversificazione delle funzioni, l’aumento della sua potenzialità turistica e crocieristica, sono irrinunciabili».
«Gli atti di forza non servono: io non metto in discussione le scelte aziendali, di spostare propri asset in altri scali. Faremo di tutto per evitare che queste decisioni abbiano ripercussioni negative sull’economia. Ma alla Porto chiediamo di dimostrare senso di responsabilità. Chi si candida ad amministrare non può certo accettare la logica del “lasciateci lavorare”. Perché il porto è un bene di tutta la città», conclude Zanetti.
La risposta a De Pasquale. «È sconcertante: da due mesi subiamo il fuoco incrociato, a suon di insulti e proclami (“A casa!”, “Vai a lavorare!”, “Siete il vecchio” e anche “Fora l’loz”, basta leggere i “commenti” sulla mia pagina FB), e nessuno ha gridato allo scandalo, nessuno ha chiesto di “abbassare i toni”. Adesso che viene evidenziato un dato politico i Cinque Stelle si sentono offesi?».
«Quanto a De Pasquale chiedo: c’è qualche argomento serio, programmatico, sul quale si vuole confrontare anche più approfonditamente? Scelga, sono pronto. Ma mi citi uno, anche un solo, suo intervento – o dei suoi sostenitori – in cui si concentri sulle proposte. Io non ne ho visti- conclude così Zanetti - ho solo ascoltato il logoro ritornello del “sì ma chi c’hai dietro”».
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