La manifestazione
il caso
Bancomat clonati Scatta l’allarme
MASSA. Decine di casi nel giro di poche settimane e poi un lungo periodo di calma apparente. Questa è la fase più alta dell’ondata di clonazioni. Stiamo parlando di banconat e delle numerose denunce...
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MASSA. Decine di casi nel giro di poche settimane e poi un lungo periodo di calma apparente. Questa è la fase più alta dell’ondata di clonazioni. Stiamo parlando di banconat e delle numerose denunce che stanno arrivando in questura e nelle caserme dei carabinieri. Sono diverse le filiali delle banche della città che si stanno trovando a fronteggiare degli ammanchi, dovuti ad acquisti effettuati in determinate zone d’Europa (Spagna soprattutto, ma anche Germania). L’allarme è tornato puntualmente in queste ultime settimane, dopo che le forze dell’ordine si sono accorte che si accumulavano gli esposti di chi si era visto alleggerire il conto corrente. Con spese a due o tre zeri all’estero.
Gli acquisti nei negozi effettuati dai malviventi non raggiungono mai la soglia massima concessa, ma si fermano poco prima dei 1.500 euro. Negli istituti di credito apuani si è verificata una serie di ritiri di carte che erano state utilizzate per prelevare. La prassi è questa: quando gli addetti agli sportelli trovano il bancomat e non vedono arrivare il possessore lo avvertono. In questo modo hanno scoperto che alcuni titolari di carte non avevano eseguito l’operazione. E a un controllo successivo è saltato fuori che la carta era contraffatta. E il sistema di sicurezza dello sportello aveva funzionato.
Più di un anno fa si era registrato un boom di prelievi anomali. E di denunce di correntisti che si erano trovati il bancomat clonato. Sulla vicenda hanno indagato le forze dell’ordine e si sono messe sulle tracce di chi aveva contraffatto le carte. Diverse le filiali delle banche che si sono trovate a fronteggiare gli ammanchi. E guarda caso tutti provenivano da una determinata zona d’Europa. Adesso sta succedendo la stessa cosa e il sospetto è che si tratti della stessa banda, o comunque di persone legate a quelli che avevano ripulito i conti correnti apuani più di un anno fa. Dalle denunce è partita l’ennesima indagine e intanto chi si è accorto di essere stato alleggerito sta chiedendo agli istituti di credito se può essere risarcito.
Gli acquisti nei negozi effettuati dai malviventi non raggiungono mai la soglia massima concessa, ma si fermano poco prima dei 1.500 euro. Negli istituti di credito apuani si è verificata una serie di ritiri di carte che erano state utilizzate per prelevare. La prassi è questa: quando gli addetti agli sportelli trovano il bancomat e non vedono arrivare il possessore lo avvertono. In questo modo hanno scoperto che alcuni titolari di carte non avevano eseguito l’operazione. E a un controllo successivo è saltato fuori che la carta era contraffatta. E il sistema di sicurezza dello sportello aveva funzionato.
Più di un anno fa si era registrato un boom di prelievi anomali. E di denunce di correntisti che si erano trovati il bancomat clonato. Sulla vicenda hanno indagato le forze dell’ordine e si sono messe sulle tracce di chi aveva contraffatto le carte. Diverse le filiali delle banche che si sono trovate a fronteggiare gli ammanchi. E guarda caso tutti provenivano da una determinata zona d’Europa. Adesso sta succedendo la stessa cosa e il sospetto è che si tratti della stessa banda, o comunque di persone legate a quelli che avevano ripulito i conti correnti apuani più di un anno fa. Dalle denunce è partita l’ennesima indagine e intanto chi si è accorto di essere stato alleggerito sta chiedendo agli istituti di credito se può essere risarcito.
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