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CARABINIERI ARRESTATI

CARABINIERI ARRESTATI

AULLA. Anche perquisizioni corporali violente su chi veniva fermato e portato in caserma ad Aulla per l’identificazione. Il metodo della squadraccia dei carabinieri che la procura considera infedeli...

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AULLA. Anche perquisizioni corporali violente su chi veniva fermato e portato in caserma ad Aulla per l’identificazione. Il metodo della squadraccia dei carabinieri che la procura considera infedeli all’Arma era calibrato a seconda del soggetto che avevano tra le mani: gli spacciatori avevano un trattamento, gli indesiderati un altro e le prostitute un altro ancora. Li insultavano, li picchiavano. Oltre centosettanta i capi di imputazione che preoccupano i legali che difendono gli otto militari finiti alla gogna mediatica perché peseranno non solo dal punto di vista penale, ma anche da quello lavorativo. I quattro che hanno avuto l’obbligo di dimora verranno trasferiti immediatamente, avranno giusto il tempo di fare i bagagli e poi raggiungeranno la nuova destinazione che verrà decisa dalla Legione Toscana. Ovvero nei confini regionali, anche se il procuratore capo Aldo Giubilaro pretende che sia il più lontano possibile dalla provincia apuana. «Altrimenti lo considererei un torto», ha detto durante la conferenza stampa che ha annunciato le misure cautelari.

Convalide e riesame. Tra oggi e domani si terranno gli interrogatori dei carabinieri in regime di custodia cautelare. Il militare che si trova in carcere sarà raggiunto dal giudice a Spezia, mentre gli altri tre ai domiciliari verranno portati in tribunale. Intanto le difese stanno valutando il ricorso al riesame di Genova. Scontato per i quattro che sono stati arrestati, da definire per chi invece ha l’obbligo di dimora. Anche perché i giudici entreranno nel merito e la sentenza avrà un peso anche in sede dibattimentale. Quindi Gian Paolo Carabelli, che rappresenta i quattro in stato di reclusione andrà a Genova a chiedere la scarcerazione, Alessandro Ravani e Silvio Gabrielli, che difendono i due militari di stanza ad Albiano Magra con l’obbligo di dimora (gli altri due sono di Aulla e si sono affidati a Carabelli come gli altri colleghi) invece si prenderanno i dieci giorni concessi dalla procedura per decidere come muoversi.

Intercettazioni ambientali. Il grosso del fascicolo processuale - che è formato da diciottomila pagine - sono i dialoghi tra gli indagati intercettati dalla polizia giudiziaria nei mesi scorsi. I carabinieri sono nell’auto di servizio oppure in quelle private e parlano liberamente di quello che facevano a chi veniva fermata. Anche le perquisizioni corporali. Sghignazzando. «Non dobbiamo perdonare nessuno». «Comandiamo noi». E «siamo come la mafia».

Solidarietà da Barani. «Mi auguro che i carabinieri delle stazioni di Aulla e Albiano Magra finiti sotto indagine possano provare la propria estraneità e la loro innocenza. Conoscendo gli indagati sono convinto che questa brutta faccenda si risolverà per il meglio». Così, in una nota, il senatore lunigianese Lucio Barani (Ala) in merito alle misure restrittive cui ieri sono stati sottoposti alcuni militari dell'Arma. «Non vorrei che questa storia - aggiunge - potesse scaturire da un contrasto tra gli addetti alla pubblica sicurezza e non va dimenticato che le forze dell'ordine, chiamati al delicato compito di salvaguardare la pubblica sicurezza e incolumità, si trovano spesso in situazioni limite nelle quali, beninteso, vanno sempre rispettati e garantiti i principi costituzionali e i diritti di chiunque».

Le indagini. L’inchiesta non si ferma qui. Anche se il procuratore capo è convinto che non ci saranno altri provvedimenti restrittivi («la nostra azione deve essere di monito per chiunque, la legge è uguale per tutti»). Ma ci sono altri nomi iscritti nel registro degli indagati, una ventina di carabinieri che in un modo o nell’altro sono finiti nel calderone. Sono puliti, ma fino a che non si chiude la vicenda non si può affermare che sono stati prosciolti. Tutto è partito alcuni mesi fa dall’esposto di un cittadino italiano, come ha rivelato Giubilaro. (d.d.)



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