Il Tirreno

La guerra dei dehors in piazza Betti 

Commercianti contro commercianti per il suolo pubblico. «Tavolini e gazebo si allargano e oscurano le nostre attività» 

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MASSA. Occupazione abusiva del suolo pubblico, gazebo con tende verticali che nascondono le vetrine, tavoli sui marciapiedi ad ostruire l’entrata dei negozi. Sono solo alcune delle problematiche denunciate da alcuni commercianti di Marina di Massa. E ora con la bella stagione il problema dicono in coro “si ripresenterà puntuale”.

Una guerra tra commercianti a suon di esposti e denunce con tanto di avvocati. A sollevare il problema sono Andrea Bruni dell’omonima gioielleria di via Colombo, il collega dell’enoteca Mirco Arrighi e Andrea Zanni, il titolare del negozio di calzature e zoccoli su misura di Piazza Betti. Che chiedono all’amministrazione di intervenire per sanare la situazione. Pomo della discordia le varie distese di tavoli e sedie, posizionate dicono i nostri tre commerciati in “maniera selvaggia”. Con la bella stagione, infatti, le attività dedite alla ristorazione, come bar, pizzerie e ristoranti pagano il suolo pubblico per posizionare fuori i tavoli. E fin qui tutto regolare. Il problema nascerebbe nel momento in cui anziché occupare il suolo pagato con un tot di tavoli, qualcuno ne metterebbe molti di più accostandoli tra loro. Al momento di sedersi i clienti (visto l’ammassamento) devono per forza spostare tavoli e sedie, sconfinando di fatto il reale perimetro del suolo pagato, e andando a finire davanti alle vetrine, se non direttamente sul passo delle attività confinanti. Tutto questo andrebbe a creare una barriera, impedendo la visibilità ai potenziali clienti di passaggio.

Ma non è tutto: alcune attività con i loro dehors, i gazebo per intenderci, oscurerebbero quasi del tutto la visibilità delle vicine attività. Soprattutto per la presenza di tende verticali tirate giù in caso di vento o pioggia, espressamente vietate per legge. Quando come in questo caso danneggiano un’attività confinante. Andrea Bruni punta il dito in particolare su determinate situazioni: «Specialmente la sera – spiega – mi ritrovo davanti alla vetrina e sul passo che porta al mio negozio numerosi tavoli. Questo comporta una mancata vendita perché se le persone non possono passare non si fermano a vedere la vetrina. Lo scorso anno per evitare di avere il passaggio chiuso ho anche pagato il suolo pubblico, ma non è servito a niente. Questo comportamento è anche scorretto verso le altre attività, infatti, i clienti se non trovano posto in un locale si spostano e vanno in un altro facendo girare l’economia. Spesso succede anche che mi ritrovo con svariate biciclette ancorate alla mia saracinesca. Lo scorso anno ho dovuto chiamare i Vigili del fuoco per poter aprire. Questo disagio conclude – si aggiunge alla mancanza di parcheggi, alle prostitute sul viale a mare, alle buche stradali, alla sporcizia e agli arredi urbani privi di manutenzione».

Dello stesso parere Mirco Arrighi: “In estate la sera non apro più – dice categorico – tra tavoli e biciclette sono tappato. Non può entrare nessuno. Ho anche fatto un esposto in procura per denunciare il problema. Ma non è successo niente. Appena posso me ne vado».

Andrea Zanni: “Ci sono situazioni di illegalità che non vengono sanate. Nel mio caso mi ritrovo con la vetrina del negozio oscurata e spesso privata del passaggio. Se non mi vedono non vendo. Possibile che l’amministrazione non faccia rispettare le regole?» Insomma, una situazione che proprio non piace e che i commercianti chiedono di regolamentare.

Alessandra Poggi

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