Il Tirreno

«Gettone soltanto  a chi partecipa al 50%  delle commissioni» 

di Manuela D’Angelo
«Gettone soltanto  a chi partecipa al 50%  delle commissioni» 

Nicola Cavazzuti, presidente dell’Ambiente, spiega  il funzionamento di presenze e assenze dei consiglieri

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. I gettoni di presenza dei consiglieri comunali, obblighi e doveri di ogni consigliere, etica politica e senso di responsabilità: a spiegare come dovrebbe funzionare una commissione consiliare e quali compiti ha il presidente di ogni commissione, e ogni suo membro, è Nicola Cavazzuti, all’opposizione in consiglio con Rifondazione Comunista e presidente della commissione Ambiente del Comune di Massa. Ed è proprio Cavazzuti a ricordare un ordine del giorno, da lui presentato in consiglio, con il quale chiedeva di saldare il gettone di presenza ai consiglieri soltanto dimostrando di aver partecipato almeno al 50% della commissione consiliare. Ordine del giorno respinto a maggioranza.

Presidente come vengono certificate le presenze dei consiglieri all’interno delle commissioni?

«Devono firmare un modulo al loro arrivo. I componenti di ogni commissione sono nove; cinque è il numero legale per poter rendere valida la seduta. Quindi sul modulo devono esserci sempre minimo cinque firme».

Cosa succede se qualcuno arriva in ritardo?

«Ogni presidente, ovviamente, ha la sua sensibilità. Un ritardo di 10, massimo 15 minuti è tollerato da tutti. Quindi, se la seduta è valida perché c’è il numero legale, il presidente decide se accettare, o meno, il consigliere in ritardo. Mi è capitato, una volta, che un consigliere arrivasse con 40 minuti di ritardo e pretendesse di firmare il modulo. Gli ho fatto notare che mi metteva in difficoltà, gli ho permesso di firmare, ma gli ho garantito che sarebbe stata la prima ed ultima volta. E non è più accaduto»

E se invece un consigliere deve uscire prima? Deve fornire motivazioni serie?

«Motivi gravi di famiglia, motivi di salute personali, o dei famigliari; anche motivi di lavoro, se improvvisi. Oppure motivi legati alla propria attività politica, o di consigliere. Per queste motivazioni gli viene permesso di lasciare la commissione prima del tempo. Di certo non per andare a fare la spesa. Ma questo mi sembra logico»

Sono tenuti a specificare il perché vanno via?

«Dovrebbero essere tenuti a farlo. Non possono uscire senza comunicare al presidente dove vanno»

Il gettone viene accreditato comunque?

«Il gettone, una volta che la firma è sul modulo, viene accreditato. Sia che il consigliere arrivi tardi, sia che esca prima del tempo, sia che partecipi a cinque minuti di commissione. Il gettone è sempre completo»

Crede ci sia qualcuno che se ne approfitta?

«Non nella mia commissione»

Però lei firmò un ordine del giorno che chiedeva la partecipazione almeno al 50% delle sedute. Perché?

«Sì. È vero. Sostengo ancora che le partecipazioni alle commissioni e ai consigli comunali siano cosa seria e che ogni consigliere debba dimostrare il suo impegno. La mia proposta fu bocciata dalla maggioranza. Anche la proposta del consigliere del Pd Stefano Alberti di creare un’anagrafe degli eletti fu respinta. Mettere nero su bianco gli atti prodotti, le richieste e le presenze in aula secondo me è essenziale, perché è giusto che i consiglieri siano sottoposti al giudizio della gente, soprattutto di chi li ha votati»

Perchè secondo lei fu bocciata la sua proposta?

«Chiedevo il 50% della partecipazione anche nelle sedute di consiglio comunale e, in effetti, è difficile stabilire quanto durerà un consiglio. Si dovrebbe controllare a posteriori quanto è durata una seduta e a che ora è uscito un consigliere. Un sistema un po’ complicato, pare, da attuare. Per le commissioni sarebbe stato più facile, ma la proposta è stata scartata in toto»

«Cosa pensa dei soldi pubblici che il Comune spende per i consiglieri?

«Va detto che c’è un tetto massimo, che equivale a 1200 euro lorde per ogni consigliere comunale. Ovvero un quinto dello stipendio del sindaco. Questa è la legge. Detto questo vorrei fosse chiaro che percepiamo 36 euro lorde per partecipare ad ogni commissione o consiglio e che potrebbero sembrare tanti, ma non lo sono: io lavoro per il Comune da casa anche 4, 5 ore la sera, preparando atti, che concordo con il mio partito, leggendo documentazione tecnica, regolamenti, delibere, per sapere di cosa discutere, come poter emendare. Se fatto con serietà e coscienza, il nostro lavoro risulta impegnativo, prolungato nel tempo e pagato soltanto 36 euro»



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa