Il Tirreno

Minaccia l’assistente sociale e poi scappa 

Minaccia l’assistente sociale e poi scappa 

L’uomo voleva un aiuto economico che l’ufficio non poteva concedergli. Caos anche al Noa

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MASSA. Storie di esasperazione, vicende legate al disagio. Soprattutto economico. Ma non solo. Da questo sono legati due episodi avvenuti ieri pomeriggio che hanno visto l’intervento delle forze dell’ordine. Il primo in via Bassa Tambura dove una volante della polizia è dovuta accorrere per un’emergenza nell’ufficio degli assistenti sociali. Una di loro si è trovata di fronte un uomo che le chiedeva l’ennesimo aiuto economico per pagare alcune bollette. È rimasto senza lavoro e ha una famiglia da mantenere e non riesce ad arrivare alla fine del mese. Un caso noto agli assistenti sociali, tanto che in passato gli aiuti sono stati dati. Ieri però non era possibile. E così quando il quarantenne si è sentito dire che non c’erano soldi ha dato in escandescenza e ha minacciato l’assistente che lo aveva ricevuto. La donna ha avuto paura e ha chiamato le forze dell’ordine. Quando è arrivata la volante però l’energumeno era già andato via. Gli agenti si sono fatti raccontare l’episodio dalla vittima e poi sono andati a cercare il soggetto a casa. Non è comunque scattata la denuncia. Anche se d’ora in poi verrà tenuto d’occhio.

Altra emergenza al Noa, dove sono intervenuti i carabinieri. Ancora una volta la richiesta di aiuto è arrivata dal reparto di igiene mentale. Dove un paziente, ricoverato con un tso, ha dato in escandescenza. Come aveva fatto qualche giorno fa al pronto soccorso. Ha spaccato tutto quello che ha trovato a portata di mano e ha minacciato sia i medici sia gli infermieri che hanno provato a fermarlo. E un paio di loro li ha anche strattonati e buttati in terra. Ha fatto il bello e il cattivo tempo fino a quando non sono arrivati i militari che con l’aiuto del personale dell’ospedale sono riusciti a circondarlo e a immobilizzarlo. Il paziente poi è stato sedato e rimesso a letto. Ma ovviamente la situazione è difficile, perché l’uomo spesso crea problemi di questo tipo. Come dimostrano i due episodi ravvicinati.

Infine una richiesta di aiuto per una lite familiare. Presunta. A chiamare le forze dell’ordine è stato un vicino di casa. Ma marito e moglie non si stavano né insultando né picchiando, stavano sentendo la televisione a volume un po’ troppo alto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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