Il Tirreno

Da Massa la rete dell’acqua per dire no ai gestori privati 

di Libero Red Dolce
Da Massa la rete dell’acqua per dire no ai gestori privati 

La proposta di “Città in comune” ai sindaci: «Ripartiamo dal referendum 2011» L’appello alle amministrazioni della costa nord: «Cooperiamo per il bene comune» 

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MASSA. Hanno scelto Massa Carrara, e la sede di Gaia per rilanciare la battaglia che ebbe inizio con il referendum tradito del 2011 sull’acqua i consiglieri della rete “Città in comune” . E la scelta non è casuale. Qui tra costi di gestione in bolletta, salassi nei conti e problemi con la rete, il gestore idrico, è da tempo al centro di una forte contestazione dal basso da parte dei comitati.

La proposta della rete ha però un respiro regionale. «La nostra proposta è di considerare i territori come cooperativi, non in competizione», spiega il consigliere pisano Ciccio Auletta. A problemi comuni, risposte comuni insomma.

L’appello si rivolge dunque a tutti i sindaci della Toscana, partendo da quelli dell’area di costa nord, perché si riparta dalla proposta di legge popolare dei Movimenti per l’acqua, stravolta poi nel dibattito parlamento: riportare nell'alveo del pubblico la gestione dei servizi idrici eliminando ogni legame tra il consumo dell'acqua e il profitto. «Per questo - scrivono nel testo che hanno mandato a tutti i primi cittadini – ti chiediamo di sostenere tale proposta di legge nella sua versione originale e ti chiediamo di sottoscrivere questo appello che invieremo sia ai rappresentanti regionali che nazionali del nostro territorio».

E dunque niente più costo di manutenzione straordinaria in bolletta, come si era paventato potesse succedere in provincia di Massa Carrara, proposta poi respinta dai sindaci. Ma nemmeno investimenti, che secondo i proponenti, dovrebbero stare nella fiscalità generale. «Caricarli in bolletta significa gravare tutti, ricchi e meno abbienti senza distinzioni – spiega il consigliere regionale Tommaso Fattori – quelli che invece è un costo che va pagato secondo la propria disponibilità».

«Il modello delle società per azioni è fallito – spiega Nicola Cavazzuti, consigliere a Massa – e la dimostrazione è proprio Gaia. Un’azienda per certi versi più avanzata, dove i soci sono i comuni, ma che non è in grado di utilizzare i proventi per fare investimenti e che poi manda bollette tra le più care quando il costo dell’acqua è tra i più bassi in regione».

A sostenere la proposta c’è anche la candidata a sindaco di Carrara Ilaria Paladini: «Nel nostro programma l’acqua e la difesa dei beni comuni sono importantissimi. Siamo contro un programma di privatizzazioni che, oltre ad aver tradito la volontà degli elettori, ha fallito negli obiettivi minimi di servizio». Dello stesso tenore anche l’intervento di Marinella Manfrotto, candidata sindaca di Lucca.

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