Sicurezza
Caruso: Regolamento costato un milione
Il consigliere di Toscana Attiva attacca il sindaco sull’urbanistica e contesta la secretazione delle sedute
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MASSA. Il percoro partecipativo è stato “un disastro”; l’amministrazion si è dimostrata “incoerente e incapace”. Stefano Caruso,. consigliere comunale di Toscana Attiva boccia così il sindaco e la maggioranza sul Regolamento urbanistico. In un lunghissimo intervento sul tema, l’esponente dell’opposizione attacca a tutto campo.
A cominciare dai ritardi: «Fa veramente indignare, il fatto che si continui a scagliare la colpa dei ritardi ai consiglieri. Personalmente in commissione ho ufficialmente chiesto, dopo che erano stati chiusi i termini per la presentazione delle osservazioni, che ci fossero consegnate in modo da poterci permettere di farci subito un quadro della portata delle stesse, scevri dal condizionamento del giudizio degli uffici. Richiesta inascoltata: l’amministrazione ha, dapprima blindato le osservazioni, poi ha pensato bene di metterle a disposizione per la consultazione, ma creando l’impossibilità di ottenerle perché 3000 osservazioni (o quante sono) immaginiamo quanto tempo ci voglia a fotocopiarle e con che spreco.
Sugli Aru, poi, «l’amministrazione ha dimostrato assoluta incoerenza ed incapacità. La collaborazione tra privati, attraverso gli ARU, avrebbe dovuto consentire all’amministrazione, favorendo nuova edificazione, di usare lo strumento della perequazione per cambiare l’assetto della città intervenendo su opere pubbliche. Sappiamo com’è andata: una rivolta dei cittadini dei vari Aru che ha costretto il sindaco a fare molti passi indietro “promettendo” di stralciare molti Aru.
C’è poi, prosegue, la «chicca: la commissione deve essere secretata. Per quale motivo porre il segreto sulle osservazioni con il timore di fughe di notizie o di possibili speculazioni? Non è forse peggio mantenere tutto avvolto dal segreto instillando il sospetto che, così facendo, si avvantaggerebbero pochi fortunati? E la ciliegina l’ha fornita proprio colui che ha creato questo: il sindaco». E la conclusione di Caruso è: «L’amministrazione dice: abbiamo impiegato 8 anni in un percorso che, riteniamo anche noi, difficile; abbiamo speso oltre un milione di euro dei massesi; abbiamo creato uno strumento che ha dimostrato di essere poggiato su basi d’argilla. Abbiamo, insomma, elaborato una pianificazione territoriale approssimativa, ma sempre meglio che niente dopo oltre 40 anni di inesistenza di strumento urbanistico. In sostanza: non siamo stati in grado di fare meglio, però dateci nuovamente il vostro voto che lo miglioreremo.Questo è quanto succede, da anni in questa città».
A cominciare dai ritardi: «Fa veramente indignare, il fatto che si continui a scagliare la colpa dei ritardi ai consiglieri. Personalmente in commissione ho ufficialmente chiesto, dopo che erano stati chiusi i termini per la presentazione delle osservazioni, che ci fossero consegnate in modo da poterci permettere di farci subito un quadro della portata delle stesse, scevri dal condizionamento del giudizio degli uffici. Richiesta inascoltata: l’amministrazione ha, dapprima blindato le osservazioni, poi ha pensato bene di metterle a disposizione per la consultazione, ma creando l’impossibilità di ottenerle perché 3000 osservazioni (o quante sono) immaginiamo quanto tempo ci voglia a fotocopiarle e con che spreco.
Sugli Aru, poi, «l’amministrazione ha dimostrato assoluta incoerenza ed incapacità. La collaborazione tra privati, attraverso gli ARU, avrebbe dovuto consentire all’amministrazione, favorendo nuova edificazione, di usare lo strumento della perequazione per cambiare l’assetto della città intervenendo su opere pubbliche. Sappiamo com’è andata: una rivolta dei cittadini dei vari Aru che ha costretto il sindaco a fare molti passi indietro “promettendo” di stralciare molti Aru.
C’è poi, prosegue, la «chicca: la commissione deve essere secretata. Per quale motivo porre il segreto sulle osservazioni con il timore di fughe di notizie o di possibili speculazioni? Non è forse peggio mantenere tutto avvolto dal segreto instillando il sospetto che, così facendo, si avvantaggerebbero pochi fortunati? E la ciliegina l’ha fornita proprio colui che ha creato questo: il sindaco». E la conclusione di Caruso è: «L’amministrazione dice: abbiamo impiegato 8 anni in un percorso che, riteniamo anche noi, difficile; abbiamo speso oltre un milione di euro dei massesi; abbiamo creato uno strumento che ha dimostrato di essere poggiato su basi d’argilla. Abbiamo, insomma, elaborato una pianificazione territoriale approssimativa, ma sempre meglio che niente dopo oltre 40 anni di inesistenza di strumento urbanistico. In sostanza: non siamo stati in grado di fare meglio, però dateci nuovamente il vostro voto che lo miglioreremo.Questo è quanto succede, da anni in questa città».
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