Il Tirreno

Torna l’incubo erosione a Poveromo 

Torna l’incubo erosione a Poveromo 

Una mareggiata neanche troppo forte porta via la spiaggia e fa arrivare l’acqua agli ombrelloni. Balneari preoccupati

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Bandiere rosse, bagnini in allerta, ma non è certo una mareggiata delle più violente quella che ha interessato ieri il litorale massese. Gli effetti delle onde sulla spiaggia, però, sono stati tali da riaccendere l’allarme erosione, e ridestare le (mai sopite) preoccupazioni sulla scomparsa della spiaggia.

Il mare ha picchiato duro nella zona di Poveromo, su quel fronte in cui non ci sono pennelli anti erosione. Come previsto dagli operatori balneari, che già in aprile avevano segnalato alla Regione – così riferiscono – la necessità di un ripascimento tampone in quella zona. Intervento che non c’è stato. Al bagno Erika i titolari denunciano l’accorciamento della spiaggia di 3-4 metri. Situazione analoga al Tropicana, all’Orizzonte, all’Internazionale. Problemi anche al bagno Irene. E spiaggia mangiata anche davanti all’Hermitage e ai Cavalieri del Mare, più a Levante (Ronchi), dove pure le barriere di scogli ci sono.

Toni Pegollo, uno dei titolari del bagno Erika, è parecchio preoccupato. «È bastato che il mare si alzasse di un po’ per creare danni. Un guaio, soprattutto a inizio stagione. Abbiamo dovuto togliere un ombrellone per fila e per un bagno piccolo come il nostro non è poco. Avevamo 44 postazioni, in tre anni ne abbiamo perse 12. Se oggi venissero tutti i nostri clienti, non sapremmo dove metterli».

Il mare, una volta calmatosi, restituirà parte dell’arenile eroso dalle onde. Ma, lo sanno bene i balneari, la situazione resterà precaria, la spiaggia in pendenza. «Capisco che ormai per questa estate non si potrà fare niente, ma è necessario un intervento urgente a fine stagione. Altrimenti perderemo altri ombrelloni», dice ancora Pegollo.

«Sì, la mareggiata non è stata particolarmente violenta, ma ha provocato criticità sia nel tratto di spiaggia di Poveromo, sia all’altezza dell’ultimo pennello dove, pure, erano state fatte opere supplementari», dice a sua volta Claudio Coltelli del bagno-associazione Sport e Natura, il quale segue le problematiche dell’erosione per conto del Consorzio Riviera Apuana.

Le associazioni dei balneari hanno subito contattato l’ingegner Enrico Bartoletti, il funzionario della Regione (le opere anti erosione, lo ricordiamo sono ora in capo al governo regionale e non più alla Provincia) che si occupa dei problemi della costa apuana, per concordare il da farsi. «Ci vorrebbe un ripascimento straordinario per tamponare la situazione e garantire agli stabilimenti interessati al fenomeno di avere a disposizione più sabbia per la stagionebalneare», spiega Coltelli, interpretando le sollecitazioni dei gestori. Ma tutti sanno che a estate ormai iniziata, questo tipo di intervento è impossibile: impensabile portare in spiaggia ruspe, camion e operai per stendere centinaia di tonnellate si sabbia sulla battigia. Se ne riparlerà, dunque, a fine stagione. Nel frattempo, i gestori dei bagni incrociano le dita e sperano che questi mesi trascorrano senza vedere altre mareggiate.

Claudio Figaia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa