La protesta
migranti e integrazione
Voi ci ospitate, noi lavoriamo I richiedenti asilo si sdebitano
MASSA. “L’Italia mi ha salvato la vita, voglio sdebitarmi in qualche modo”. Così un giovane migrante ospitato nelle strutture dell’associazione Delfa sintetizza il senso della convenzione...
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MASSA. “L’Italia mi ha salvato la vita, voglio sdebitarmi in qualche modo”. Così un giovane migrante ospitato nelle strutture dell’associazione Delfa sintetizza il senso della convenzione “volontariato migranti” firmato ieri a Palazzo Ducale dal sindaco Alessandro Volpi, il prefetto Enrico Ricci e la Delfa stessa. In virtù di questo accordo, i richiedenti asilo ospitati sul territorio potranno essere impiegati in lavori socialmente utili, tipo pulizia di pinete e parchi, manutenzione del verde pubblico, cura del decoro urbano. Lavori che svolgeranno gratis e su base volontaria. In un forma di “volontariato di restituzione” – spiega il sindaco Volpi – che punta a raggiungere due obiettivi principali: favorire l’integrazione di queste persone nel tessuto sociale del paese che li sta ospitando (non si sa quanto temporaneamente), e dare un contributo a rendere più bella la città.
«Non solo – dice il prefetto Ricci – questo protocollo darà un contributo a ridurre la paura che una parte della comunità nutre nei confronti dei richiedenti asilo che usciranno dalle strutture di accoglienza e lavoreranno sul territorio, cominciando a conoscere persone, luoghi, dinamiche. Un passo importante verso l’integrazione».
Il progetto è nelle intenzioni, virtuoso: è importante – sottolineano sindaco e prefetto – che i migranti si sentano utili e abbiano una funzione sociale nel territorio che li ospita. È importante, inoltre, che venga loro offerta una occasione per sdebitarsi del sostegno che ricevono dal nostro paese. E non è male, infine, avere braccia e cervelli in più per manutenere la città e i suoi spazi più problematici. A cominciare dal parco Ugo Pisa, dove verranno impiegati in prima istanza.
Ma sono davvero disponibili i migranti a fare questi lavori? In provincia sono ospitati attualmente 706 i richiedenti asilo: 653 “gestiti” dalla Prefettura tramite i Cas, Centri di accoglienza straordinari; altri 53 dai Comuni con il progetto Sprar. Ebbene una ventina di loro, ospiti delle strutture della Delfa – lo annunciano il responsabile Graziano Cassiani e il mediatore culturale Marco Ferrari – sono già disponibili a mettersi all’opera. Un inizio incoraggiante.c.f.
«Non solo – dice il prefetto Ricci – questo protocollo darà un contributo a ridurre la paura che una parte della comunità nutre nei confronti dei richiedenti asilo che usciranno dalle strutture di accoglienza e lavoreranno sul territorio, cominciando a conoscere persone, luoghi, dinamiche. Un passo importante verso l’integrazione».
Il progetto è nelle intenzioni, virtuoso: è importante – sottolineano sindaco e prefetto – che i migranti si sentano utili e abbiano una funzione sociale nel territorio che li ospita. È importante, inoltre, che venga loro offerta una occasione per sdebitarsi del sostegno che ricevono dal nostro paese. E non è male, infine, avere braccia e cervelli in più per manutenere la città e i suoi spazi più problematici. A cominciare dal parco Ugo Pisa, dove verranno impiegati in prima istanza.
Ma sono davvero disponibili i migranti a fare questi lavori? In provincia sono ospitati attualmente 706 i richiedenti asilo: 653 “gestiti” dalla Prefettura tramite i Cas, Centri di accoglienza straordinari; altri 53 dai Comuni con il progetto Sprar. Ebbene una ventina di loro, ospiti delle strutture della Delfa – lo annunciano il responsabile Graziano Cassiani e il mediatore culturale Marco Ferrari – sono già disponibili a mettersi all’opera. Un inizio incoraggiante.c.f.
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