Il Tirreno

Torna a splendere la torre del castello di Tresana 

Torna a splendere la torre del castello di Tresana 

Restaurata l’antica postazione medievale dei Malaspina alta cinque piani Un panorama mozzafiato di nuovo fruibile grazie alla fondazione Maneschi

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TRESANA. “"Popolo restituta Annus Domini 2017”. Questa scritta da oggi campeggia su di un portale pietra arenaria campeggia all'ingresso della torre quadrangolare del Castello di Tresana, inaugurata oggi alla presenza da Ginetta Maneschi dell'omonima Fondazione. Letteralmente significa restaurata dal popolo, un messaggio che il sindaco di Tresana Matteo Mastrini ha voluto lasciare sulla torre quadrangolare per rimarcare l'impegno della collettività nel restaurare la torre quadrangolare di Tresana, rilanciando un simbolo del comprensorio comunale, oltreché una memoria storica di un passato remoto, che deve diventare una risorsa turistica nell'immediato futuro.

Il restauro ha compreso la parte esterna ed interna, con un rafforzamento della struttura ed una nuova scalinata che consentirà di avventurarsi per i cinque piani della torre sino alla piazzola d'osservazione alla sommità. Di lì si potrà ammirare un grande scorcio del territorio lunigianese. Durante il Medioevo la posizione di questo punto d'osservazione era strategica poiché consentiva di monitorare i punti più sensibili del territorio. Oggi si presterà a più di un uso ludico.

«La nostra gratitudine nei confronti di Ginetta Maneschi è infinta - afferma il sindaco Matteo Mastrini - perché il suo impegno ci ha consentito di recuperare alla Comunità un patrimonio storico artistico inestimabile». Ripulita dai rovi e restaurata nella sommità, la torre quadrangolare del Castello Malaspina offre ai visitatori un panorama straordinario. Nel giorno della Festa della Repubblica il sindaco ha voluto issare sulla torre un tricolore: «Ginetta Maneschi ci consentirà di avere a disposizione del Comune uno spazio importante all'interno del Castello. Tresana si riappropria oggi di una parte importante della sua storia». Al contempo arriva però anche la puntualizzazione, molto sintetica del Pd di Tresana che «si congratula con la signora Maneschi, che a nome della medesima fondazione, ha realizzato un sogno che sembrava impossibile e per il coraggio e l’affidabilità dimostrata. Dieci anni fa l’amministrazione Valenti e la Fondazione Maneschi iniziarono l’iter con la Sovraintendenza delle Belle Arti e con il Ministero dei Beni Culturali. Da parte dell’amministrazione Valenti è stata una scelta ponderata e intelligente la condivisione del progetto con un privato che ha portato alla firma di una convenzione che prevede, per quaranta giorni l’anno, l’utilizzo da parte del Comune gratuitamente». Ci preme sottolineare – si conclude la nota – «che il Comune da solo non avrebbe mai avuto le possibilità economiche per la ristrutturazione del castello. Fatti, non parole. Il tempo è sempre galantuomo. Anche con gli smemorati».

Cristiano Borghini

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