Il Tirreno

Spariscono mobili e pensione, colf finisce sotto processo

Spariscono mobili e pensione, colf finisce sotto processo

Pensionato accusa la sua collaboratrice domestica: venduta anche l’auto. Ieri era prevista la prima udienza del processo, rinviata a settembre

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MASSA. Lo adulò, fingendo di volerlo aiutare, lo convinse a lasciare il suo appartamento per andare a vivere con lei e poi iniziò a derubarlo. Persino i mobili era riuscita a vendere a sua insaputa, lasciandolo senza neanche una padella per cucinare.

Questa, almeno la tesi dell’accusa: un anziano truffato nel peggiore nei modi, colpito nel suo essere fragile e, forse, ammaliato dalla bellezza di una giovane donna marocchina, che adesso si trova a processo per circonvenzione di incapace.

Ieri pomeriggio avrebbe dovuto svolgersi la prima udienza contro la donna, ma è stata rinviata al 21 settembre. In aula si era presentato, puntuale, l’anziano che, nonostante alcune difficoltà, avrebbe dovuto testimoniare contro la sua colf. La donna, all’epoca trentenne, era stata assunta dall’uomo per aiutarlo nelle pulizie domestiche. Non era la sua badante, perchè l’uomo non aveva bisogno di essere accudito fisicamente. Rimasto solo, non si era mai sposato, iniziò a soffrire di depressione. Nella sua casa rimanevano tutti i ricordi di una splendia vita, passata tra teatri e viaggi all’estero; un artista, un professionista, con tante cose da raccontare e un’ottima pensione. Quando la marocchina capì con chi aveva a che fare, almeno questa l’ipotesi dell’accusa, iniziò a truffarlo. Prima lo convinse a trasferirsi a casa sua, promettendo di occuparsi lei di tutto; dopo aver disdetto l’affitto iniziò a vendere su ebay tutti i mobili di casa, gli oggetti di valore, i ricordi, quadri, arazzi, persino elettrodomestici e suppellettili. Ripulito l’appartamento si occupò delle automobili: una toccò al figlio, e infine la pensione finiva diretta nelle sue tasche, mentre l’anziano, sempre più spaesato e depresso, non sapeva come ribellarsi.

Seguito in passato dai servizi sociali del comune, proprio per questi problemi legati all’umore, le assistenti sociali, durante una visita per capire a che punto fosse il percorso riabilitativo dell’uomo, si sono accorte che qualcosa non era proprio come lui la descriveva: la donna marocchina non lo accudiva, e lui non sapeva più che fine avessero fatto tutte le sue cose, i mobili, l’auto e la pensione. Le assistenti sociali lo convinsero a denunciare tutto. L’uomo che si dichiarerà parte civile è difeso dall’avvocato Pellerano, la donna dall’avvocato Rava.

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