Proteste
lavoro
Rational, giorni decisivi per il progetto cooperativa
MASSA. Da tre mesi i lavoratori Rational conducono una battaglia per difendere i posti di lavoro e invertire la strada della morte delle aziende del territorio. E oggi cominceranno una serie di...
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MASSA. Da tre mesi i lavoratori Rational conducono una battaglia per difendere i posti di lavoro e invertire la strada della morte delle aziende del territorio. E oggi cominceranno una serie di incontri, il primo in Provincia, perché si cominci a capire se e come la strada della cooperativa difesa dai lavoratori può essere percorsa.
Sono stati tre mesi di lotta che hanno visto passare nel piazzale della Rational migliaia di persone: lavoratori, cittadini e studenti. Una lotta che a partire dai piccoli numeri dell'azienda ha avuto una risonanza nazionale con la partecipazione attiva e la solidarietà anche di esponenti autorevoli del Paese, dal vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena al sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
Una lotta che ha visto momenti simbolici molto significativi come la riaccensione dei macchinari della fabbrica con il sindaco di Massa e il presidente della Provincia in prima fila, l'allestimento di una lavanderia all'interno del capannone per lavare le tute degli operai delle altre aziende del territorio e ancora assemblee operaie di carattere regionale.
È novità di questi giorni che il percorso che i lavoratori avevano individuato per dare uno sbocco positivo a questa battaglia e cioè l'allungamento dell'esercizio provvisorio sostenuto dalla cassa integrazione, non è stato possibile seguirlo perché fattivamente, avrebbe richiesto tempi troppo lunghi.
«La cassa integrazione è saltata – spiegano gli operai – ma rimane in un gruppo di lavoratori viva la parola d'ordine che abbiamo individuato e condiviso fin dal primo momento con le forze istituzionali, sindacali e politiche: questo territorio non deve perdere ulteriori posti di lavoro. È per questo che è necessario mettere in piedi un'assemblea cittadina alla quale chiamiamo a partecipare le istituzioni e i sindacati del territorio per arrivare alla prova dei fatti. Noi lavoratori siamo pronti e decisi a portare fino in fondo il progetto di cooperativa coinvolgendo disoccupati e cassaintegrati di altre aziende del territorio»
Ieri l’incontro in fabbrica con ildeputato di Mdp Nico Stumpo. L’onorevole Stumpo ha dichiarato ai lavoratori che «capisco la gravità della situazione e che siete stanchi di ricevere tante pacche sulle spalle ed essere arrivati agli sgoccioli di una vicenda che forse si poteva risolvere meglio e prima. Mi impegno – ha garantito Stumpo – a sentire il tavolo del Mise non appena arrivo a Roma».
Alcuni lavoratori hanno deciso di non rischiare di attendere fino a novembre per ottenere la cassa integrazione per avere un capitale di partenza e dunque hanno deciso di accettare la Naspi. Per gli otto che invece hanno deciso di portare avanti l’idea della cooperative «è necessario che il territorio riesca a dare uno sbocco positivo a questa vertenza perché perdere questa lotta significherebbe aprire la strada a nuovi e più pesanti attacchi. Dare uno sbocco positivo a questa vertenza invece significherà aprire la strada del lavoro e della dignità».
E chiudono con un appello a tutta la città. «Questo non è una battaglia per difendere semplicemente i 24 posti di lavoro ma è la battaglia per iniziare ad invertire la rotta».
Libero Red Dolce
Sono stati tre mesi di lotta che hanno visto passare nel piazzale della Rational migliaia di persone: lavoratori, cittadini e studenti. Una lotta che a partire dai piccoli numeri dell'azienda ha avuto una risonanza nazionale con la partecipazione attiva e la solidarietà anche di esponenti autorevoli del Paese, dal vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena al sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
Una lotta che ha visto momenti simbolici molto significativi come la riaccensione dei macchinari della fabbrica con il sindaco di Massa e il presidente della Provincia in prima fila, l'allestimento di una lavanderia all'interno del capannone per lavare le tute degli operai delle altre aziende del territorio e ancora assemblee operaie di carattere regionale.
È novità di questi giorni che il percorso che i lavoratori avevano individuato per dare uno sbocco positivo a questa battaglia e cioè l'allungamento dell'esercizio provvisorio sostenuto dalla cassa integrazione, non è stato possibile seguirlo perché fattivamente, avrebbe richiesto tempi troppo lunghi.
«La cassa integrazione è saltata – spiegano gli operai – ma rimane in un gruppo di lavoratori viva la parola d'ordine che abbiamo individuato e condiviso fin dal primo momento con le forze istituzionali, sindacali e politiche: questo territorio non deve perdere ulteriori posti di lavoro. È per questo che è necessario mettere in piedi un'assemblea cittadina alla quale chiamiamo a partecipare le istituzioni e i sindacati del territorio per arrivare alla prova dei fatti. Noi lavoratori siamo pronti e decisi a portare fino in fondo il progetto di cooperativa coinvolgendo disoccupati e cassaintegrati di altre aziende del territorio»
Ieri l’incontro in fabbrica con ildeputato di Mdp Nico Stumpo. L’onorevole Stumpo ha dichiarato ai lavoratori che «capisco la gravità della situazione e che siete stanchi di ricevere tante pacche sulle spalle ed essere arrivati agli sgoccioli di una vicenda che forse si poteva risolvere meglio e prima. Mi impegno – ha garantito Stumpo – a sentire il tavolo del Mise non appena arrivo a Roma».
Alcuni lavoratori hanno deciso di non rischiare di attendere fino a novembre per ottenere la cassa integrazione per avere un capitale di partenza e dunque hanno deciso di accettare la Naspi. Per gli otto che invece hanno deciso di portare avanti l’idea della cooperative «è necessario che il territorio riesca a dare uno sbocco positivo a questa vertenza perché perdere questa lotta significherebbe aprire la strada a nuovi e più pesanti attacchi. Dare uno sbocco positivo a questa vertenza invece significherà aprire la strada del lavoro e della dignità».
E chiudono con un appello a tutta la città. «Questo non è una battaglia per difendere semplicemente i 24 posti di lavoro ma è la battaglia per iniziare ad invertire la rotta».
Libero Red Dolce
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