Il Tirreno

«Niente tagli alla Sanac, pronti a scendere in piazza» 

di Libero Red Dolce
«Niente tagli alla Sanac, pronti a scendere in piazza» 

Lavoratori in assemblea dopo l’annuncio di esuberi legati all’acquisto di Ilva Il 30 termine ultimo delle offerte d’interesse. Chiesto un tavolo alle istituzioni

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il colosso Ilva si muove e le vibrazioni scuotono anche la Sanac. Che ad acquistare l’acciaieria sia Jindal o la cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia, come ormai pare più che probabile, è più che sicuro che ci saranno degli esuberi. Importanti: si parla di 3000 o 4000 lavoratori rispediti a casa. E la notizia non fa piacere ai dipendenti Sanac, che temono ripercussioni anche per loro.
Già, perché si parla di esuberi. Se ne parla come una certezza, ma non è chiarissimo poi quali possano essere le conseguenze per tutto l’indotto che gira intorno all’acciaieria. Da quando è in amministrazione straordinaria infatti lo stabilimento ha già perso 33 posti e l’intenzione è di non fare un passo indietro sui 117 rimasti. Né di numero, né di stipendio, né di sicurezza ambientale.
Le Rsu si sono riunite ieri mattina in assemblea proprio per discutere questi temi. «Prima che succeda qualcosa e poi i lavoratori si ritrovino coinvolti senza aver avuto la possibilità di dire la loro – dichiarano unitarie – noi chiediamo alle istituzioni di organizzare un tavolo in prefettura, con il comune, la provincia e la regione. Il momento è delicatissimo e bisogna che arrivino delle risposte. Noi non intendiamo arretrare sui temi del livello di occupazione, dell’ambiente e dei salari. Però vorremo anche capire cosa sarà di questa azienda e che cosa potrebbe succedere una volta che Ilva sarà acquisita».
Un ridimensionamento delle acciaierie, che in ogni caso pare profilarsi anche in virtù della questione inquinamento a Taranto, potrebbe avere delle ripercussioni a catena su tutte le altre aziende connesse.
«A noi le commesse non mancano – aggiungono i lavoratori Sanac – da qualche mese hanno mandato dall’Ilva di Genova altri cinque lavoratori fino alla fine di luglio. Con i 117 già presenti si arriva a 122. Non è il lavoro che manca».
Quello che è da capire è invece la sorte della società per ora in amministrazione straordinaria. Il bando per la vendita risale infatti al 19 maggio scorso e per le manifestazioni d’interesse c’è tempo fino alla fine di giugno. Passato il 30 non ci sarà più tempo. «Non sappiamo se potrebbe essere interessato a inglobarci chi sta acquistando l’Ilva o un gruppo terzo. Chiaramente ci auguriamo che quelle manifestazioni di interesse ci siano, ma che queste non significhino tagli del personale o altri costi per i lavoratori. In caso contrario siamo pronti a protestare come abbiamo già fatto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa