Lutto
«La città della creatività: così la cultura darà lavoro»
Andrea Zanetti mette il rilancio dell’arte e la sicurezza idraulica in primo piano “La prima grande opera pubblica da realizzare è il risanamento del Carrione”
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Proseguiamo la pubblicazione delle risposte date dai nove candidati a sindaco alle 15 domande del Tirreno. Prima delle risposte, a tutti abbiamo chiesto di fornire indicazioni di tipo anagrafico ed economico. Ecco le risposte di Andrea Zanetti, candidato del Pd sostenuto anche da Pri, Psi, Alternativa per Carrara, e Carrara città aperta.
Sono Andrea Zanetti, 46 anni, ho due figli con la mia compagna Marina. Mi sono laureato all’Università di Pisa, in Scienze Politiche e da tempo mi occupo di promozione di eventi artistici e culturali, come presidente di Yab e curatore di eventi. Nel 2016 ho dichiarato un reddito lordo di € 12.000. Possiedo una Lancia Musa ma non una barca. Non ho mai fatto condoni, né fiscali né edilizi. Ho iniziato la mia militanza politica nella Sinistra Giovanile del Pds, poi nei Ds e quindi nel partito democratico.
1)Quanto costerà alla fine la sua campagna elettorale?
Penso di riuscire a stare tra i 20 e i 25 mila euro.
2) Quali provvedimenti prenderebbe nei primi 100 giorni di mandato?
Subito la richiesta di riportare dal demanio portuale al demanio marittimo l’area “ex simposio” fra Carrione e Lavello, per poter realizzare un “parco a mare” fruibile per tutta la comunità e, contemporaneamente, l’apertura di un processo partecipativo per discutere su un nuovo Prg del porto che ne rafforzi le diverse funzioni (commerciale, crocieristica e diportistica) senza alcun ampliamento a Levante della foce del Carrione. La ripresa del confronto con la Regione e con le diverse parti interessate per definire in tempi brevi due punti fondamentali per la città: il regolamento degli Agri Marmiferi e la riduzione del rischio idrogeologico.
3) Cosa manca a Carrara? E soprattutto cosa manca ai carraresi?
Anzitutto manca il lavoro. I tassi di disoccupazione sono mediamente più alti che nel resto della Regione e dobbiamo creare buona occupazione sulla base di alcuni punti fermi. Anzitutto sviluppando la filiera della trasformazione del marmo per trattenere sul territorio questo valore aggiunto. Dobbiamo richiedere con forza l’avvio dei progetti previsti dall’Accordo di programma per recuperare a fini produttive aree oggi ancora bloccate, che possono diventare zone di sviluppo importanti per industria e terziario avanzato. C’è un altro punto importante: lo sviluppo dell’economia della cultura: rilanciare il ruolo di Carrara come città della creatività, in particolare con il programma di sostegno alle strartup per giovani #100atelier e con i piani di recupero immobiliare connessi al centro storico.
4) Quali opere pubbliche per i prossimi 5 anni?
L’ho detto ripetutamente: Carrara ha bisogno di un’unica grande opera pubblica, che non è un’infrastruttura ma il risanamento idrogeologico, con la messa in sicurezza del bacino del Carrione, dai monti al mare, rimuovendo tutti gli ostacoli “inutili” ancora presenti lungo il corso del torrente. In contemporanea si deve agire sul reticolo idrografico al monte e al piano, liberando gli alvei da strade o tombature e, con tempi più lunghi, ricreando le normali condizioni dei ravaneti come depositi di scaglie e non discariche. L’unica vera opera pubblica che serve è quella delineata nel masterplan che nasce dallo “studio Seminara”, per il quale abbiamo già iniziato a verificare la possibilità di attivare risorse regionali e anche nazionali.
5) A Marina continua lo stillicidio di alberghi chiusi. Cosa fare per rilanciare la ricettività?
Bisogna prima rilanciare la capacità di attrazione complessiva della città e del territorio oltre che il turismo legato alla cultura perché per organizzare eventi occorre anche ricettività adeguata altrimenti si perdono le ricadute sul territorio. Su questa strada si collocano gli interventi di sviluppo delle funzioni turistiche del porto, il piano dell’arenile e dei progetti legati all’economia della cultura.
6) Biennale, simposio di scultura: Carrara riuscirà a riavere un evento di valore nazionale?
Dicono che l’arte e la cultura siano una mia “fissazione”. Lo dicono alcuni detrattori, ovviamente. I programmi che abbiamo non sono quelli di avere “un evento di valore nazionale”, ma di far diventare la città, con le sue tante potenzialità, una città di rilievo nazionale. Centro Arti Plastiche e Padula, sono strutture pubbliche da valorizzare così come le risorse private come Palazzo Cucchiari, Palazzo Forti, Palazzo Binelli. Simposio e Biennale devono tornare, non come eventi “sporadici” ma dentro questa nuova visione e una collaborazione (per la quale potrebbe essere utile uno strumento misto, pubblico-privato, a cui affidare la gestione), che si fondi sulla capacità di mettere in rete queste realtà. Partiamo dall’esempio di una straordinaria iniziativa come Studi Aperti, che ha saputo valorizzare il tessuto degli studi e degli atelier artistici, con grande risonanza nazionale ed internazionale.
7) I commercianti del centro di Carrara si sentono penalizzati dalle complicazioni del piano della sosta rispetto a quelli di Marina. Come intende rilanciare il centro storico?
Il piano della sosta sarà subito verificato e ridefinito: dobbiamo aumentare la disponibilità di aree per la sosta libera, rivedere le tariffe orarie e introdurre la sosta di cortesia gratuita per 30 minuti, come già accade in molte città anche vicine.
8) Chi pensa che le darà il voto e chi invece non lo darà?
Io mi rivolgo a tutti gli elettori che vogliono un cambiamento serio su un progetto di Città della quale, tutti insieme, dobbiamo “prenderci cura”. Non è un concetto banale ma ha un significato profondo che comporta partecipazione e senso di comunità, nella quale anche il sindaco sia “prima cittadino”. Chi ritiene che questa sia una visione moderna , responsabile e condivisibile, mi voterà. Gli altri credo di poterli convincere con il mio lavoro e il mio impegno.
9) Sanità, quale impegno per i livelli sanitari su Carrara?
Chiederemo il pieno rispetto degli accordi sottoscritti con Asl sulla casa della salute e la diagnostica avanzata a Monterosso e sul distretto di Avenza. Con altrettanta forza chiederemo che la direzione Asl rispetti gli impegni per i quali il nuovo Ospedale delle Apuane deve diventare un punto di eccellenza e metta mano alla questione dei tempi di attesa, che non possono continuare ad essere, almeno in alcuni casi, biblici.
10) Politeama: riuscirà a fare riaprire il teatro?
Il Comune potrà e dovrà imporre anzitutto la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza dell’edificio che, come noto, è privato. Il Comune è proprietario solo dello spazio che ospitava la scuola di danza. Non è più tollerabile la presenza di un cantiere abbandonato in pieno centro. Fatto questo si potrà capire se esistono le condizioni per riaprire il teatro, con forme di gestione che potrebbero essere quelle del soggetto pubblico-privato. Sempre tenendo presente che il Comune già possiede il teatro Animosi e il cinema Garibaldi e che dovrebbe farsi carico direttamente di un’ulteriore struttura.
11) Riuscirà a far pagare il canone anche ai titolari di beni estimati?
La questione dei beni estimati deve trovare una chiara definizione giuridica che, come affermato sia dalla Consulta sia dall’autorità Antitrust, deve essere inserita in una legge nazionale. La ricognizione va completata in tempi rapidi, per avere certezze sull’effettiva consistenza di questi “beni”. Senza queste certezze gli slogan (faremo pagare tutti) sono magari efficaci in campagna elettorale ma rischiano di aprire più la strada del contenzioso che non quella del beneficio per la collettività.
12) Quanto è condizionato dai poteri forti?
Per nulla. Credo che sia sufficiente leggere il nostro programma per rendersene conto. Comunque credo che l’unico modo per essere davvero liberi dai “poteri forti”, comunque li si intenda, sia di darsi – come vogliamo darci – un metodo partecipativo e di totale trasparenza, dove i diversi singoli interessi (purché, ovviamente, legittimi) si confrontino e trovino una sintesi in un superiore interesse comune, pubblico, collettivo.
13) Uno slogan per rilanciare Carrara
Non uno ma due. Rigenerazione, per uno sviluppo sostenibile. Per cambiare Carrara, adesso. E insieme.
14) Farà il Poc o Regolamento urbanistico?
Non è un problema lo strumento. Il problema è il fine. E il fine dell’urbanistica non è tanto individuare le aree su cui costruire o no. Ma disegnare e dare forma a un’idea di città, riconnettere territori separati, ricostruire, con le scelte di pianificazione del territorio, un’idea di comunità. E su questa strada è evidente che dobbiamo ripensare gli strumenti, bloccando il nuovo consumo di territorio, incentivando il recupero e le ristrutturazioni, tenendo fermo il criterio dei “volumi zero”.
15) Regolamento degli agri marmiferi, su quali basi?
Il Regolamento degli Agri Marmiferi deve essere la “carta costituzionale” della città. I principi di fondo sono chiari: le concessioni devono essere temporanee e onerose e la comunità deve trarre i giusti benefici da un bene che le appartiene. Questi benefici devono essere tali, in una logica di sviluppo sostenibile, sul piano economico, ambientale e sociale: penso, in primis, al tema della sicurezza sul lavoro ma anche al fatto che il tema dell’escavazione debba essere strettamente legato a quello della trasformazione e quindi alla creazione di nuova occupazione. La vera sfida, sociale e imprenditoriale è questa. (r.c.)
Sono Andrea Zanetti, 46 anni, ho due figli con la mia compagna Marina. Mi sono laureato all’Università di Pisa, in Scienze Politiche e da tempo mi occupo di promozione di eventi artistici e culturali, come presidente di Yab e curatore di eventi. Nel 2016 ho dichiarato un reddito lordo di € 12.000. Possiedo una Lancia Musa ma non una barca. Non ho mai fatto condoni, né fiscali né edilizi. Ho iniziato la mia militanza politica nella Sinistra Giovanile del Pds, poi nei Ds e quindi nel partito democratico.
1)Quanto costerà alla fine la sua campagna elettorale?
Penso di riuscire a stare tra i 20 e i 25 mila euro.
2) Quali provvedimenti prenderebbe nei primi 100 giorni di mandato?
Subito la richiesta di riportare dal demanio portuale al demanio marittimo l’area “ex simposio” fra Carrione e Lavello, per poter realizzare un “parco a mare” fruibile per tutta la comunità e, contemporaneamente, l’apertura di un processo partecipativo per discutere su un nuovo Prg del porto che ne rafforzi le diverse funzioni (commerciale, crocieristica e diportistica) senza alcun ampliamento a Levante della foce del Carrione. La ripresa del confronto con la Regione e con le diverse parti interessate per definire in tempi brevi due punti fondamentali per la città: il regolamento degli Agri Marmiferi e la riduzione del rischio idrogeologico.
3) Cosa manca a Carrara? E soprattutto cosa manca ai carraresi?
Anzitutto manca il lavoro. I tassi di disoccupazione sono mediamente più alti che nel resto della Regione e dobbiamo creare buona occupazione sulla base di alcuni punti fermi. Anzitutto sviluppando la filiera della trasformazione del marmo per trattenere sul territorio questo valore aggiunto. Dobbiamo richiedere con forza l’avvio dei progetti previsti dall’Accordo di programma per recuperare a fini produttive aree oggi ancora bloccate, che possono diventare zone di sviluppo importanti per industria e terziario avanzato. C’è un altro punto importante: lo sviluppo dell’economia della cultura: rilanciare il ruolo di Carrara come città della creatività, in particolare con il programma di sostegno alle strartup per giovani #100atelier e con i piani di recupero immobiliare connessi al centro storico.
4) Quali opere pubbliche per i prossimi 5 anni?
L’ho detto ripetutamente: Carrara ha bisogno di un’unica grande opera pubblica, che non è un’infrastruttura ma il risanamento idrogeologico, con la messa in sicurezza del bacino del Carrione, dai monti al mare, rimuovendo tutti gli ostacoli “inutili” ancora presenti lungo il corso del torrente. In contemporanea si deve agire sul reticolo idrografico al monte e al piano, liberando gli alvei da strade o tombature e, con tempi più lunghi, ricreando le normali condizioni dei ravaneti come depositi di scaglie e non discariche. L’unica vera opera pubblica che serve è quella delineata nel masterplan che nasce dallo “studio Seminara”, per il quale abbiamo già iniziato a verificare la possibilità di attivare risorse regionali e anche nazionali.
5) A Marina continua lo stillicidio di alberghi chiusi. Cosa fare per rilanciare la ricettività?
Bisogna prima rilanciare la capacità di attrazione complessiva della città e del territorio oltre che il turismo legato alla cultura perché per organizzare eventi occorre anche ricettività adeguata altrimenti si perdono le ricadute sul territorio. Su questa strada si collocano gli interventi di sviluppo delle funzioni turistiche del porto, il piano dell’arenile e dei progetti legati all’economia della cultura.
6) Biennale, simposio di scultura: Carrara riuscirà a riavere un evento di valore nazionale?
Dicono che l’arte e la cultura siano una mia “fissazione”. Lo dicono alcuni detrattori, ovviamente. I programmi che abbiamo non sono quelli di avere “un evento di valore nazionale”, ma di far diventare la città, con le sue tante potenzialità, una città di rilievo nazionale. Centro Arti Plastiche e Padula, sono strutture pubbliche da valorizzare così come le risorse private come Palazzo Cucchiari, Palazzo Forti, Palazzo Binelli. Simposio e Biennale devono tornare, non come eventi “sporadici” ma dentro questa nuova visione e una collaborazione (per la quale potrebbe essere utile uno strumento misto, pubblico-privato, a cui affidare la gestione), che si fondi sulla capacità di mettere in rete queste realtà. Partiamo dall’esempio di una straordinaria iniziativa come Studi Aperti, che ha saputo valorizzare il tessuto degli studi e degli atelier artistici, con grande risonanza nazionale ed internazionale.
7) I commercianti del centro di Carrara si sentono penalizzati dalle complicazioni del piano della sosta rispetto a quelli di Marina. Come intende rilanciare il centro storico?
Il piano della sosta sarà subito verificato e ridefinito: dobbiamo aumentare la disponibilità di aree per la sosta libera, rivedere le tariffe orarie e introdurre la sosta di cortesia gratuita per 30 minuti, come già accade in molte città anche vicine.
8) Chi pensa che le darà il voto e chi invece non lo darà?
Io mi rivolgo a tutti gli elettori che vogliono un cambiamento serio su un progetto di Città della quale, tutti insieme, dobbiamo “prenderci cura”. Non è un concetto banale ma ha un significato profondo che comporta partecipazione e senso di comunità, nella quale anche il sindaco sia “prima cittadino”. Chi ritiene che questa sia una visione moderna , responsabile e condivisibile, mi voterà. Gli altri credo di poterli convincere con il mio lavoro e il mio impegno.
9) Sanità, quale impegno per i livelli sanitari su Carrara?
Chiederemo il pieno rispetto degli accordi sottoscritti con Asl sulla casa della salute e la diagnostica avanzata a Monterosso e sul distretto di Avenza. Con altrettanta forza chiederemo che la direzione Asl rispetti gli impegni per i quali il nuovo Ospedale delle Apuane deve diventare un punto di eccellenza e metta mano alla questione dei tempi di attesa, che non possono continuare ad essere, almeno in alcuni casi, biblici.
10) Politeama: riuscirà a fare riaprire il teatro?
Il Comune potrà e dovrà imporre anzitutto la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza dell’edificio che, come noto, è privato. Il Comune è proprietario solo dello spazio che ospitava la scuola di danza. Non è più tollerabile la presenza di un cantiere abbandonato in pieno centro. Fatto questo si potrà capire se esistono le condizioni per riaprire il teatro, con forme di gestione che potrebbero essere quelle del soggetto pubblico-privato. Sempre tenendo presente che il Comune già possiede il teatro Animosi e il cinema Garibaldi e che dovrebbe farsi carico direttamente di un’ulteriore struttura.
11) Riuscirà a far pagare il canone anche ai titolari di beni estimati?
La questione dei beni estimati deve trovare una chiara definizione giuridica che, come affermato sia dalla Consulta sia dall’autorità Antitrust, deve essere inserita in una legge nazionale. La ricognizione va completata in tempi rapidi, per avere certezze sull’effettiva consistenza di questi “beni”. Senza queste certezze gli slogan (faremo pagare tutti) sono magari efficaci in campagna elettorale ma rischiano di aprire più la strada del contenzioso che non quella del beneficio per la collettività.
12) Quanto è condizionato dai poteri forti?
Per nulla. Credo che sia sufficiente leggere il nostro programma per rendersene conto. Comunque credo che l’unico modo per essere davvero liberi dai “poteri forti”, comunque li si intenda, sia di darsi – come vogliamo darci – un metodo partecipativo e di totale trasparenza, dove i diversi singoli interessi (purché, ovviamente, legittimi) si confrontino e trovino una sintesi in un superiore interesse comune, pubblico, collettivo.
13) Uno slogan per rilanciare Carrara
Non uno ma due. Rigenerazione, per uno sviluppo sostenibile. Per cambiare Carrara, adesso. E insieme.
14) Farà il Poc o Regolamento urbanistico?
Non è un problema lo strumento. Il problema è il fine. E il fine dell’urbanistica non è tanto individuare le aree su cui costruire o no. Ma disegnare e dare forma a un’idea di città, riconnettere territori separati, ricostruire, con le scelte di pianificazione del territorio, un’idea di comunità. E su questa strada è evidente che dobbiamo ripensare gli strumenti, bloccando il nuovo consumo di territorio, incentivando il recupero e le ristrutturazioni, tenendo fermo il criterio dei “volumi zero”.
15) Regolamento degli agri marmiferi, su quali basi?
Il Regolamento degli Agri Marmiferi deve essere la “carta costituzionale” della città. I principi di fondo sono chiari: le concessioni devono essere temporanee e onerose e la comunità deve trarre i giusti benefici da un bene che le appartiene. Questi benefici devono essere tali, in una logica di sviluppo sostenibile, sul piano economico, ambientale e sociale: penso, in primis, al tema della sicurezza sul lavoro ma anche al fatto che il tema dell’escavazione debba essere strettamente legato a quello della trasformazione e quindi alla creazione di nuova occupazione. La vera sfida, sociale e imprenditoriale è questa. (r.c.)
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