Il Tirreno

L’Anpi celebra la Repubblica 

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Festa popolare all’ex Cat e “trekking resistente” per i luoghi storici di Massa

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MASSA. Gli stand posizionati uno accanto all’altro, con il proprio contributo e il proprio scopo sociale. Croce Rossa, Emergency e altre associazioni di volontariato hanno arricchito il piazzale Partigiani, nell’ex deposito Cat, dove per il 2 giugno è andata in scena la seconda “Festa Popolare” organizzata dall’Anpi.
Un evento trasversale, capace di riunire divertimento, memoria storica, musica e cultura. Lo hanno dimostrato le varie iniziative messe in campo nel corso della giornata. La prima è stata un’immersione tra passato e presente: il “trekking resistente” lo hanno soprannominato gli organizzatori, persone in cammino nei luoghi della memoria del centro di Massa, della Resistenza, dei caduti, tutto sotto la guida esperta dello storico Massimo Michelucci.
Hanno sfidato il caldo del 2 giugno in attesa dell'inizio della seconda edizione della "festa popolare, democrazia in piazza" , ma sono stati ripagati da una giornata piena di ricordi, storia e cultura.
Il “trekking resistente” ha fatto rivivere piccoli e grandi aneddoti della Resistenza apuana, attraverso i racconti dei presenti .
Era il 1970, Oliviero Bigini era assessore all'urbanistica per il comune di Massa. «Era un periodo di tensione e continue manifestazioni - raccontaMichelucci -; noi del PCI avevamo un progetto che era anche un po' un sogno: realizzare una piazza per i giovani che avesse l'aspetto di un teatro all'aperto. Avevamo l'idea in testa da qualche tempo e finalmente con l'elezione del sindaco Tongiani siamo riusciti a stanziare 400 milioni di lire per la realizzazione della piazza-teatro, che doveva sorgere in piazza Matteotti».
A Carrara venne così indetto un bando, Pietro Cascella realizzò il Monumento alla Resistenza, ma dei 400 milioni di lire nessuno ha saputo più nulla. Sparirono, così come il sogno della giunta di realizzare uno spazio interamente dedicato ai giovani, che quell'anno videro sparire anche la pensilina in piazza Matteotti, lasciandoli ad attendere gli autobus sotto la pioggia.
Di quel sogno per Bigini rimane solo il monumento al partigiano, ispirato alla più conosciuta fra le canzoni della guerra di liberazione: Bella Ciao. Comunemente chiamato "carciofo" da molti massesi, il Monumento alla Resistenza sta a simboleggiare la caduta del partigiano, morto nella lotta contro la tirannide fascista.
Accanto a lui il fiore, il volto nuovo dell'Italia che risorge sulle rovine del fascismo. E poco importa se ogni tanto qualche giovane bivacca su quest'opera. «L'autore Cascella - commenta lo storico Michelucci - una volta mi ha detto: così come le mani hanno creato le opere, allo stesso modo i monumenti per essere compresi vanno toccati».
Nel piazzale dell’ex Cat, intanto, si svolgeva il decennale del premio Ciro Siciliano, i giochi di sapone e il concerto della band Statale 17. «Un momento per stare insieme – spiegano dall’Anpi – per celebrare la nascita della Repubblica, figlia della lotta partigiana, e per recuperare lo spirito storico e culturale della nostra città».
Uno spirito ben evocato dagli stand e dalla mostra allestita dentro l’ex deposito, dove le immagini in bianco e nero raccontano cosa è accaduto alla fine degli anni Quaranta.
«Un passato che non dobbiamo mai dimenticare», spiegano dall’Anpi.
Alfredo Faetti
Camilla Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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