Sicurezza
«Sulla sanità i patti devono essere fatti rispettare»
L’impegno dei candidati a sindaco nell’incontro in centro Crisi del commercio e sicurezza: «Ridiamo vita alla città»
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CARRARA. «Gli accordi sulla sanità devono essere fatti rispettare»: è questo il leit motiv dei candidati a sindaco, su uno dei temi chiave dell’incontro pubblico della scorsa sera in piazza Alberica. All’iniziativa, promossa dal Comitato Primo Soccorso e Promidea, e coordinata da Massimo Braglia caposervizio del Tirreno e dal giornalista Giancarlo Biagini, con interventi anche di Donatella Visconti, hanno partecipato i candidati a sindaco: Cinzia Bensi, Claudia Bienaimé, Francesco De Pasquale, Ilaria Paladini, Andrea Vannucci; inoltre, il dottor Giovanni Bagnoni in rappresentanza di Alessandra Caffaz; Fiorella Fambrini per Gianenrico Spediacci e Lanmarco Laquidara per Maurizio Lorenzoni. Gli accordi da far rispettare, è stato ribadito, sono quelli del Pal - Piano attuativo locale - e Pav (Piano di Area vasta) - e che qui sono disattesi mentre altrove hanno marciato: primo soccorso, Case della salute, Scuola infermieri, Risonanza magnetica e così via. Un ritardo che tutti si sono impegnati a colmare. Anche se, spiega De Pasquale, «Finché non cambia il governo nazionale sarà difficile ottenere davvero qualcosa»; secondo Laquidara deve invece cambiare il governatore Enrico Rossi. A detta della Bienaimè, occorre fare tutto il possibile per ottenere quanto votato all’unanimità e che ci spetta. Vannucci non ha dubbi: il sindaco deve essere investito di un forte potere contrattuale. E Ilaria Paladini incalza: «Se serve, dobbiamo fare un sit-in sotto la Regione». Anche Fambrini insiste sulla assoluta necessità di Case della salute vere “h24”. A detta del dottor Bagnoni, la strada è quella di potenziare il monoblocco; «Basta con la sanità negata», ha chiosato la Bensi.
Insomma, un bisogno di sanità emerso con forza come impegno programmatico. Impegni pubblici sono stati presi dai candidati o dai loro rappresentanti (unico assente, Andrea Zanetti perché impegnato in un evento a Cà Michele) anche sul tema della sicurezza, anche se molti hanno sottolineato che sì, ovviamente le telecamere sono poche e quelle che ci sono obsolete, e occorre cambiarle e potenziarle, ma le telecamere da sole non bastano se non si torna a far rivivere il centro cittadino e in genere tutto il territorio, riacquistando senso di comunità e appartenenza. Una riflessione che accomuna il tema della sicurezza a quello, più specifico del centro cittadino della crisi del commercio: un piano della sosta da rivedere (non certo la Ztl), riducendo il perimetro in cui i parcheggi sono a pagamento, e ampliando l’orario della sosta di cortesia. Ma in realtà, la crisi dei negozi e il bisogno di sicurezza ponno essere risolti solo ridando un’anima alla città, cercando di riportarci abitanti e attività. Le ricette sono un po’ differenziate ma non l’obiettivo. E sul marmo? Anche su questo, tutto sommato, l’impegno è univoco: tracciabilità di quanto esce dalle cave, lavorazione in loco attraverso lo strumento del nuovo regolamento. Beni estimati? Secondo De Pasquale bisogna ripartire dalla sentenza della Corte Costituzionale, che a suo avviso sostiene che fossero parte del patrimonio indisponibile del Comune. Una posizione che, ha ammesso, aprirà la strada a una serie ulteriore di contenziosi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Insomma, un bisogno di sanità emerso con forza come impegno programmatico. Impegni pubblici sono stati presi dai candidati o dai loro rappresentanti (unico assente, Andrea Zanetti perché impegnato in un evento a Cà Michele) anche sul tema della sicurezza, anche se molti hanno sottolineato che sì, ovviamente le telecamere sono poche e quelle che ci sono obsolete, e occorre cambiarle e potenziarle, ma le telecamere da sole non bastano se non si torna a far rivivere il centro cittadino e in genere tutto il territorio, riacquistando senso di comunità e appartenenza. Una riflessione che accomuna il tema della sicurezza a quello, più specifico del centro cittadino della crisi del commercio: un piano della sosta da rivedere (non certo la Ztl), riducendo il perimetro in cui i parcheggi sono a pagamento, e ampliando l’orario della sosta di cortesia. Ma in realtà, la crisi dei negozi e il bisogno di sicurezza ponno essere risolti solo ridando un’anima alla città, cercando di riportarci abitanti e attività. Le ricette sono un po’ differenziate ma non l’obiettivo. E sul marmo? Anche su questo, tutto sommato, l’impegno è univoco: tracciabilità di quanto esce dalle cave, lavorazione in loco attraverso lo strumento del nuovo regolamento. Beni estimati? Secondo De Pasquale bisogna ripartire dalla sentenza della Corte Costituzionale, che a suo avviso sostiene che fossero parte del patrimonio indisponibile del Comune. Una posizione che, ha ammesso, aprirà la strada a una serie ulteriore di contenziosi.
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