La manifestazione
Lucciole, ora i clienti nel mirino
Chi verrà sorpreso in auto con le ragazze rischia una multa di trentamila euro. Intanto altri fogli di via
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MARINA DI MASSA. Sta per scattare la fase due della guerra alla prostituzione sul lungomare di Marina di Massa. Da stasera le pattuglie di polizia e carabinieri andranno a caccia di clienti che stanno consumando la prestazione sessuale con la lucciola. Per questo è previsto anche l’utilizzo di squadre in borghese. Chi verrà sorpreso in intimità dovrà pagare una multa di svariate migliaia di euro per atti osceni in luogo pubblico. E il sequestro del veicolo. L’altra sera invece si è proceduto con le modalità della fase uno: fogli di via a due ragazze romene, con multa di cinquecento euro. Con loro sono una decina le lucciole che su ordine del questore hanno dovuto lasciare la provincia apuana. Mentre gli uomini che si sono fermati per contrattare sono stati identificati. Prima che potessero appartarsi e quindi cadere negli atti osceni. L’obiettivo, detto brutalmente, è ripulire il lungomare prima dell’arrivo di turisti e famiglie. Come è stato deciso al comitato di sicurezza di un paio di settimane fa. Da allora polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza hanno iniziato a passare la zona ai raggi x. Le forze dell’ordine hanno arrestato anche quattro giovani, tre di nazionalità romena e una albanese, che si sono picchiate davanti al Pirata per contendersi quel pezzo di marciapiede davanti al locale. Una donna è stata portata all’ospedale a farsi medicare delle escoriazioni a un braccio.
Ma sarà la fase due, secondo le forze dell’ordine, che farà piazza pulita. Soprattutto perché spaventerà i clienti delle lucciole. Appartarsi in auto non costituisce più un reato penale (prima comportava una reclusione da 3 mesi a 3 anni) ma è prevista una sanzione dai cinquemila ai trentamila euro. Insomma una bella mazzata se si viene sorpresi. Cifre meno importanti, ma comunque consistenti, dovranno pagare invece gli automobilisti che l’altro giorno sono stati identificati grazie al progetto Mercurio, cioè le auto della polizia dotate di tablet e ricerca automatica di targhe e dati sensibili del mezzo. Le sanzioni - di cinquecento euro - arriveranno a casa. E si aggiungeranno alle quindici multe fatte dai carabinieri all’inizio della settimana.
Da segnalare le lamentele dei titolari e dei gestori di alcuni locali che non ne possono più di lucciole e protettori. Perché sia le ragazze che i loro amici quando entrano nei bar o nei pub sono particolarmente sgarbati con gli altri avventori. Anche se denunce vere e proprie non ce ne sono. I protettori sono quasi tutti di nazionalità romena, dato che qualche mese fa sono riusciti a mandare via gli albanesi, che pur di non dover dare vita a una disputa hanno preferito spostare le loro ragazze un po’ più in là. C’è poi il capitolo transessuali e spaccio di cocaina, che viaggiano di pari passo. Al momento nessun provvedimento nei loro confronti, ma la fase due prevede anche un ampliamento del raggio di azione delle pattuglie interforze.
Ma sarà la fase due, secondo le forze dell’ordine, che farà piazza pulita. Soprattutto perché spaventerà i clienti delle lucciole. Appartarsi in auto non costituisce più un reato penale (prima comportava una reclusione da 3 mesi a 3 anni) ma è prevista una sanzione dai cinquemila ai trentamila euro. Insomma una bella mazzata se si viene sorpresi. Cifre meno importanti, ma comunque consistenti, dovranno pagare invece gli automobilisti che l’altro giorno sono stati identificati grazie al progetto Mercurio, cioè le auto della polizia dotate di tablet e ricerca automatica di targhe e dati sensibili del mezzo. Le sanzioni - di cinquecento euro - arriveranno a casa. E si aggiungeranno alle quindici multe fatte dai carabinieri all’inizio della settimana.
Da segnalare le lamentele dei titolari e dei gestori di alcuni locali che non ne possono più di lucciole e protettori. Perché sia le ragazze che i loro amici quando entrano nei bar o nei pub sono particolarmente sgarbati con gli altri avventori. Anche se denunce vere e proprie non ce ne sono. I protettori sono quasi tutti di nazionalità romena, dato che qualche mese fa sono riusciti a mandare via gli albanesi, che pur di non dover dare vita a una disputa hanno preferito spostare le loro ragazze un po’ più in là. C’è poi il capitolo transessuali e spaccio di cocaina, che viaggiano di pari passo. Al momento nessun provvedimento nei loro confronti, ma la fase due prevede anche un ampliamento del raggio di azione delle pattuglie interforze.
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