Proteste
De Magistris arriva per Bienaimè e Rational
di Libero Red Dolce
Incontro con gli operai nella sede della fabbrica e poi a Carrara. «Si possono salvare lavoro e ambiente»
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MASSA CARRARA. Napoli-Apuane andata e ritorno; chiamata per il lavoro. Risponde Luigi De Magistris, sindaco di Napoli e leader di “demA”, che presenta una delle due liste in appoggio della candidata a sindaco Claudia Bienaimé. L’occasione è la campagna elettorale, ma la prima parte del pomeriggio del sindaco napoletano è tutta dedicata a un confronto con i lavoratori Rational.
«Ottantaquattro giorni di lotta, dall’istanza di fallimento fino all’idea di formare una cooperativa. Siamo ancora qua in una fase che si è fatta difficile. Ora abbiamo bisogno di ancora più sostegno e consigli». De Magistris ascolta Rinaldo Valenti, uno degli operai, fare il diario di quasi tre mesi di lotta degli operai, dalla scoperta del debito con le banche all’occupazione simbolica della fabbrica, passando per la riapertura dei capannoni per pulire le tute degli operai delle aziende della zona con le lavatrici. Le loro lavatrici, quelle che i lavoratori Rational vogliono continuare a produrre.
Il quadro negli ultimi giorni è cambiato. In peggio. È saltata l’idea di chiedere una cassa integrazione che coprisse almeno i prossimi 12 mesi e potesse fare da primo fondo per fare partire la cooperativa. Tempi di attesa lunghissimi, niente da fare prima di 8 mesi. Per alcuni è troppo, si può solo immaginare la tensione delle ultime settimane. Accettare e rischiare o chiedere la Naspi, con copertura da subito.
Hanno deciso in assemblea, come sempre. Hanno scelto la Naspi, perché il percorso per la cooperativa è lungo e non tutti hanno deciso di seguirlo. Ora sono rimasti in 8 e chiedono alla politica di aiutarli nel rettilineo finale, quello dove si dividono i corridori dai brocchi. «Servono le risorse, abbiamo tavoli in Provincia e Regione per cercare forme di finanziamento. Purtroppo le nuove leggi sulla cassa integrazione impediscono di ottenerla in tempi brevi», spiega Luisa Pietrini della Fiom Cgil.
Insomma, per la coop si va avanti. Ma ci vuole uno sforzo, perché i soldi mancano e «alla politica chiediamo quello scatto di dignità che hanno fatto gli operai. Troviamo un percorso perché la fabbrica non chiuda o non sia consegnata agli speculatori di sempre», rincara Valenti.
De Magistris siede, con accanto la candidata Bienaimé, tra operai e sindacalisti. Ascolta e sorride, poi spiega perché. «Più che consigli vengo a dare solidarietà, situazioni così ci sono in tutta Italia. Quello che voglio dire è che con il coraggio della politica e l’impegno di chi lotta si possono ribaltare battaglie che sembrano perse».
Sente affinità tra questi problemi e il suo territorio. Forse perché sono i temi che in maniera carsica attraversano tutto il tavoliere e qui, come a Napoli, si sono allargati come una malattia aggressiva. Contrasto tra ambiente e lavoro, inquinamento, disoccupazione, mancanza di fondi per le amministazioni. «A Napoli c’è Bagnoli, con un territorio inquinato, bonifiche, curatele e operai da licenziare. Abbiamo resistito, abbiamo detto “chi sbaglia deve pagare”. Mi hanno denunciato e alla fine abbiamo avuto ragione».Il pubblico applaude convinto. Qui tra Farmoplant, bonifiche, falda inquinata e deindustrializzazione i simboli di De Magistris sono di casa.
Poi il sindaco prosegue per Marina di Carrara, per la campagna di Bienaimè. La consigliera crede nel ballottaggio: «Possiamo arrivarci con i 5 stelle, abbiamo un progetto credibile e possiamo batterli». De Magistris conferma: «Un progetto forte, che incrocia i temi ambientali e di difesa della natura. Da noi hanno usato le cave come discariche per poi distruggerle. Qui le distruggono e le concessioni sono in mano a pochi da sempre. Giù abbiamo fermato questa deriva. Si può fare anche qui».
«Ottantaquattro giorni di lotta, dall’istanza di fallimento fino all’idea di formare una cooperativa. Siamo ancora qua in una fase che si è fatta difficile. Ora abbiamo bisogno di ancora più sostegno e consigli». De Magistris ascolta Rinaldo Valenti, uno degli operai, fare il diario di quasi tre mesi di lotta degli operai, dalla scoperta del debito con le banche all’occupazione simbolica della fabbrica, passando per la riapertura dei capannoni per pulire le tute degli operai delle aziende della zona con le lavatrici. Le loro lavatrici, quelle che i lavoratori Rational vogliono continuare a produrre.
Il quadro negli ultimi giorni è cambiato. In peggio. È saltata l’idea di chiedere una cassa integrazione che coprisse almeno i prossimi 12 mesi e potesse fare da primo fondo per fare partire la cooperativa. Tempi di attesa lunghissimi, niente da fare prima di 8 mesi. Per alcuni è troppo, si può solo immaginare la tensione delle ultime settimane. Accettare e rischiare o chiedere la Naspi, con copertura da subito.
Hanno deciso in assemblea, come sempre. Hanno scelto la Naspi, perché il percorso per la cooperativa è lungo e non tutti hanno deciso di seguirlo. Ora sono rimasti in 8 e chiedono alla politica di aiutarli nel rettilineo finale, quello dove si dividono i corridori dai brocchi. «Servono le risorse, abbiamo tavoli in Provincia e Regione per cercare forme di finanziamento. Purtroppo le nuove leggi sulla cassa integrazione impediscono di ottenerla in tempi brevi», spiega Luisa Pietrini della Fiom Cgil.
Insomma, per la coop si va avanti. Ma ci vuole uno sforzo, perché i soldi mancano e «alla politica chiediamo quello scatto di dignità che hanno fatto gli operai. Troviamo un percorso perché la fabbrica non chiuda o non sia consegnata agli speculatori di sempre», rincara Valenti.
De Magistris siede, con accanto la candidata Bienaimé, tra operai e sindacalisti. Ascolta e sorride, poi spiega perché. «Più che consigli vengo a dare solidarietà, situazioni così ci sono in tutta Italia. Quello che voglio dire è che con il coraggio della politica e l’impegno di chi lotta si possono ribaltare battaglie che sembrano perse».
Sente affinità tra questi problemi e il suo territorio. Forse perché sono i temi che in maniera carsica attraversano tutto il tavoliere e qui, come a Napoli, si sono allargati come una malattia aggressiva. Contrasto tra ambiente e lavoro, inquinamento, disoccupazione, mancanza di fondi per le amministazioni. «A Napoli c’è Bagnoli, con un territorio inquinato, bonifiche, curatele e operai da licenziare. Abbiamo resistito, abbiamo detto “chi sbaglia deve pagare”. Mi hanno denunciato e alla fine abbiamo avuto ragione».Il pubblico applaude convinto. Qui tra Farmoplant, bonifiche, falda inquinata e deindustrializzazione i simboli di De Magistris sono di casa.
Poi il sindaco prosegue per Marina di Carrara, per la campagna di Bienaimè. La consigliera crede nel ballottaggio: «Possiamo arrivarci con i 5 stelle, abbiamo un progetto credibile e possiamo batterli». De Magistris conferma: «Un progetto forte, che incrocia i temi ambientali e di difesa della natura. Da noi hanno usato le cave come discariche per poi distruggerle. Qui le distruggono e le concessioni sono in mano a pochi da sempre. Giù abbiamo fermato questa deriva. Si può fare anche qui».
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