Attenzione
inchiesta carabinieri
Continua il botta e risposta tra Gasparri e Giubilaro
AULLA. Il centrodestra risponde al procuratore capo Aldo Giubilaro, che aveva attaccato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri dopo una sua uscita elettorale sull’indagine che coinvolge una...
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AULLA. Il centrodestra risponde al procuratore capo Aldo Giubilaro, che aveva attaccato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri dopo una sua uscita elettorale sull’indagine che coinvolge una ventina di carabinieri della Lunigiana. A farsi portavoce del deputato l’esponente di Forza Italia Mauro Rivieri: «In merito alle accuse mosse dal procuratore Giubilaro contro Gasparri, il vicepresidente del Senato ha chiarito che approfondirà la questione ma resta chiara la sua posizione che fra toghe e divise in caso di contrasto si schiera a favore delle Forze dell'ordine visti gli innumerevoli errori dei magistrati e i grandi sacrifici dei carabinieri e della polizia pagati spesso anche con la vita».
Giubilaro dopo l’attacco era stato perentorio: «Le indagini riguardano singoli e ben individuati soggetti e pertanto è del tutto fuor di luogo e frutto di censurabile approssimazione che figura ai massimi livelli istituzionali dello Stato muova censure all’autorità giudiziaria e le allontani invece da quei singoli che si sono resi (verosimilmente) responsabili di molteplici e gravi reati, così delegittimando l’attività della stessa autorità giudiziaria e dei loro collaboratori peraltro senza conoscenza alcuna delle oltre diciottomila pagine del fascicolo processuale».
Giubilaro dopo l’attacco era stato perentorio: «Le indagini riguardano singoli e ben individuati soggetti e pertanto è del tutto fuor di luogo e frutto di censurabile approssimazione che figura ai massimi livelli istituzionali dello Stato muova censure all’autorità giudiziaria e le allontani invece da quei singoli che si sono resi (verosimilmente) responsabili di molteplici e gravi reati, così delegittimando l’attività della stessa autorità giudiziaria e dei loro collaboratori peraltro senza conoscenza alcuna delle oltre diciottomila pagine del fascicolo processuale».
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