Il Tirreno

Quanto ci costano i consiglieri comunali 

di Manuela D’Angelo
Quanto ci costano i consiglieri comunali 

260mila euro spesi tra consigli e commissioni, ma c’è chi prende il gettone e non partecipa: possibile danno erariale

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MASSA. Il più assenteista in consiglio comunale nel 2016 è stato Matteo Paci (M5S), con sole 12 presenze; i più assidui frequentatori della sala 10 Aprile, sono stati Giovanna Santi (Pd) e Giovanni Giusti (Pd), con 49 presenze ciascuno. Lo stesso Paci è stato il consigliere più assente nelle commissioni consiliari, che invece vedono Agostino Incoronato (Udc) il più attivo con 429 presenze, seguito da Giancarlo Casotti (Psi) con 378 presenze e Giorgio Raffi (Mdp) con 326.
Non sono soltanto semplici numeri: si parla di soldi pubblici, perché ogni consiglio comunale e commissione viene retribuita con un gettone di 36 euro lordi, ed è quindi un costo per la cittadinanza, piccolo o grande che sia; ma si parla anche di impegno, serietà e correttezza, che ogni consigliere deve a chi lo ha votato, permettendogli di ricoprire quel ruolo e di stare in quel consiglio e in quella commissione.
Ad inizio mandato, nel 2013, quando dovevano essere stabiliti i compiti all’interno delle commissioni consiliari, si fece a gara per ottenere una presidenza, per partecipare a quelle più prestigiose, o per averne in numero maggiore.
Le commissioni consiliari sono importanti: è lì che i consiglieri, espressione del voto dei cittadini, hanno la possibilità di intervenire su atti, delibere, regolamenti, prima che arrivino in consiglio comunale. E’ lì che le minoranze possono farsi sentire. Tutto quello che ruota attorno alle commissioni, e poi al consiglio, è responsabilità della Presidenza del Consiglio Comunale, che ogni anno stila un rapporto sulle presenze dei consiglieri, le latitanze e i contributi dati in ogni singola sede.
Dai dati forniti dal presidente Domenico Ceccotti, nel 2016 si sono svolti 50 consigli comunali, costati circa 45 mila euro (perché i consiglieri hanno percepito il loro gettone in totale 1266 volte) e 996 commissioni consiliari, costate circa 215 mila euro.
Tra i consiglieri che più partecipano alle commissioni, come detto, ci sono Inoronato, Raffi, Casotti, Stefano Caruso (Toscana Attiva) con 337 presenze, e poi Simone Ortori (Articolo Primo) con 288 presenze, Fabrizio Panesi (Pd) e Nicola Cavazzuti (Prc) con 264, Luca Anghelè (Pd) con 261.
I meno assidui, oltre a Matteo Paci (M5S) che ha partecipato soltanto a 17 commissioni, sono stati Stefano Benedetti (Fi) che per motivi di lavoro ha chiesto una sola commissione, quella del Sociale, e vi ha partecipato 31 volte e Giacomo Bugliani (Pd) con 44 presenze, per ovvi motivi relativi al doppio incarico in consiglio Regionale.
Alle commissioni consiliari possono partecipare tutti, perché sono pubbliche, anche i giornalisti.
La partecipazione di un consigliere comunale ad una commissione, come detto, costa soldi pubblici, ma non tutti sono ben spesi: negli ultimi mesi alcuni consiglieri si sono lamentati per diversi atteggiamenti, poco consoni, di cui siamo stati testimoni diretti anche noi: c’è chi legge il giornale, chi gioca col telefonino, chi si mette lo smalto alle unghie, chi sta sempre zitto senza dare mai un contributo; chi firma, percependo il gettone di presenza, e dopo venti minuti se ne va e poi c’è chi, puntualmente, firma, anche molto tempo prima che il presidente apra la commissione, e poi esce, senza partecipare neanche ad un minuto di commissione, fatto che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe far prefigurare il reato di danno erariale per il Comune, con conseguente avviso alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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