Fra i banchi a lezione di pittura e xilofono
Mass- Carrara, a fine anno collettiva al polo artistico Gentileschi e il concerto in piazza Mercurio
MASSA. La nota parte sicura dal bocchino della tromba, si allarga fiera sulla campana e si proietta nell’aria. Si stende lunga e mantenuta nel pomeriggio, solo un tremolio alla fine tradisce che a soffiare nell’ottone è la bocca ancora incerta di un giovane apprendista. Sta imparando a dominare quel tremore nel suono, ad armonizzare la sua voce con quella dell’orchestra nel laboratorio musicale di gioioso caos che è il liceo musicale “Palma”, la colonna sonora della città.
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Stanze strette, rifiniture in legno antico e statue ovunque. Come nel ripostiglio di un rigattiere senza età, le aule del liceo invitano alla meraviglia. C’è disordine: strumenti, pitture e manufatti si contendono ogni angolo e scaffale. L’occhio non si posa mai. E nemmeno studenti e insegnanti.
Tre anni compiuti quest’anno per il progetto di portare l’indirizzo musicale dentro al liceo artistico. Suoni che si sommano ai colori. E più che in una scuola pare di stare in un atelier. «Con tutte le difficoltà che la cosa può creare - spiega la professoressa Erminia Migliorini, responsabile del dipartimento musicale –, l’edificio è antico, affascinante senza dubbio. Ma c’è un problema di spazi: si migra di aula in aula per fare lezioni, l’acustica non è delle migliori. L’aula magna che usiamo per le prove della nostra orchestra dobbiamo dividerla con l’artistico, con traslochi continui e complicati». I numeri del liceo sono in crescita. 78 allievi totali. «L’anno prossimo ne arriveranno altrettanti e non sappiamo come fare», dice Migliorini.
Però l’atmosfera, beh l’atmosfera...Si sale per le scale e ci si ferma a guardare un murale, arriva il cambio d’ora e qualcuno si fionda al piano a improvvisare un giro mentre chitarre e fiati accennano il tema di uno standard jazz. Viene voglia di rifare il giro dei cinque anni tra i banchi.Di giorno le aule sono fatte per seguire il normale programma di un liceo: storia, matematica, italiano, fisica. «Vi piace fare lezione di matematica?» chiediamo a Marta, Marco, Elisa e Gianpaolo. Li abbiamo fermati mentre pestavano a duemila su xilofoni, marimbe e batteria nella classe di percussioni del professore Alessandro Carrieri.
Marta, veloce con le bacchette come col pensiero, arriccia il naso sotto gli occhi celesti vivacizzati da un filo di trucco. «No». Accenniamo qualcosa sull’importanza pitagorica della matematica nelle scale, ma il suo sorriso smonta tutto. Basta la gioia nel vederla mentre passa da uno strumento all’altro, per niente intimidita dagli occhi estranei. Avrà tempo, se vorrà, per fare filosofia su numeri e scale. Tre sere fa la serata di trionfo. Tutta l’orchestra in piazza Mercurio per la serata conclusiva della stagione. Tantissimi a sentirli. Per il concerto hanno provato a lungo, ogni giorno. Rientro pomeridiano, esercitazione sullo strumento e in più i compiti da preparare. Un’allieva pianista la chiama «stanchezza positiva. Lo abbiamo scelto noi, il carico è pesante. Ma arrivi a fine giornata sempre contento»
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A settembre finestre aperte, le prime prove incerte. Ognugno per i fatti suoi: quante stecche, quante note stonate! E in meno di 8 mesi la trasformazione. C’è una farfalla, un’orchestra che fa dondolare e battere il piede a ritmo e che alterna “Thriller” a “Life on Mars”, passando per il tempo in tre della Suite per orchestra jazz n. 2 di Sostakovic con entusiasmo e maturità in crescita verticale.
Ed è l’entusiasmo il motore della scuola. Dalla prima alla terza i ragazzi sono un gruppo coeso. Gli strumenti hanno abbattuto le classiche diffidenze dell’adolescenza. Per i corridoi si va tutti insieme, c’è sempre qualcosa da dire o suonare,
In un’aula dei “cugini” dell’artistico un cartello prova a mettere un impossibile argine. Tre righe a pennarello blu: «Silenzio massimo per favore». Ecco, quello no. Qui suona tutto, in ogni momento. Dannazione e gioia del vicinato. Passate da piazza Palma il martedì o il giovedì, quando provano. Fermatevi davanti a una finestra ad ascoltare. Vi scapperà un applauso.
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