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Stalking, il diciassettenne in comunità 

Stalking, il diciassettenne in comunità 

Il giudice è stato inflessibile. Durante i domiciliari il giovane era anche uscito di casa. E due anni fa aveva molestato un disabile

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MASSA CARRARA. Non solo ha perseguitato la fidanzatina quindicenne per mesi, minacciandola e picchiandola più volte, ma ha anche ignorato la disposizione del giudice che lo aveva messo agli arresti domiciliari. Nonostante il provvedimento il diciassettenne è uscito di casa come se nulla fosse ed è stato sorpreso da una pattuglia dei carabinieri. L’imprudenza commessa dall’adolescente (tecnicamente non si può dire che è evaso perché l’ordinamento minorile non prevede questo tipo di reato) ha pesato ieri al tribunale dei minori di Genova, che nonostante la giovane età dell’imputato ha deciso il trasferimento in una comunità. Non appena gli assistenti sociali troveranno una struttura adeguata. Niente scuola e neppure lavoro, quindi. Almeno fino a quando non avrà capito la gravità degli errori commessi. Anche perché un paio di anni fa ne aveva combinata un’altra decisamente grossa, partecipando a una sorta di spedizione punitiva con alcuni amici. La vittima era stato un disabile che era stato dileggiato e sporcato con una vernice spray. Anche in quell’occasione era finito nei guai, però aveva giurato che sarebbe cambiato.
Quando l’avvocato Giuseppe Del Papa, che lo difende, gli ha spiegato che dovrà lasciare la casa dei suoi genitori è scoppiato a piangere. Come un bambino. E ha perso quella spavalderia che aveva avuto anche davanti al magistrato che stava decidendo il suo futuro. Al giudice ha raccontato che non aveva fatto tutto quello che aveva denunciato la sua ex. Aveva tentato di ridimensionare, soprattutto le botte e le minacce di morte. Ammettendo gli appostamenti davanti alla scuola e nei pressi dell’abitazione della quindicenne. Ma l’accusa è stata determinata e alla fine ha ottenuto quello che voleva perché invece il racconto della ragazzina era convincente, e poi c’erano le prove (oltre al referto medico anche le testimonianze degli altri studenti).
In attesa della decisione degli assistenti sociali, il diciassettenne è stato affidato nuovamente ai genitori. Ma non ci starà molto a casa, perché al massimo entro la fine della settimana verrà trovata la comunità che avrà il compito di recuperarlo.
L’ex fidanzatina nel frattempo potrà dimenticare questa brutta vicenda e tornare a sorridere alla vita. (d.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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