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Mense e pulizie si fermano, in piazza per il contratto di lavoro

Mense e pulizie si fermano, in piazza per il contratto di lavoro

MASSA. Sciopero di categoria perché le cucine non siano più un incubo. Incrociano le braccia gli addetti e le addette ai servizi di pulizia e ristorazione delle scuole, con una mobilitazione...

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MASSA. Sciopero di categoria perché le cucine non siano più un incubo. Incrociano le braccia gli addetti e le addette ai servizi di pulizia e ristorazione delle scuole, con una mobilitazione nazionale e presidi in ogni capoluogo di provincia toscano. Un settore importantissimo, che svolge il suo ruolo principalmente nelle retrovie e che si armonizza, quando ben gestito, con la vita quotidiana di migliaia di famiglie.
Orario continuato e libertà dei genitori, salute dei bambini, alimentazione e igiene. Sono alcuni dei temi che incrociano quello del lavoro di questi addetti del terziario, che hanno deciso uno sciopero nazionale per chiedere il rinnovo del contratto nazionale fermo da 44 mesi. «A ogni giro i lavoratori perdono diritti e salario – spiegano Antonella Ghilardi e Sebastiano Salaro di Filcams Cgil – vedendoli erosi dalla crisi economica e dal mancato adeguamento delle condizioni di lavoro». Un settore a maggioranza femminile, con percentuali oltre l’80%, con ricadute evidenti anche sulla vita delle lavoratrici, spesso madri, a volte single. In un cortocircuito che vede i loro diritti erosi mentre i loro figli sono tra i fruitori di quei servizi che loro stesse garantiscono.
Una delle lavoratrici che si sono date appuntamento sotto la sede della provincia a palazzo Ducale, spiega di essere lì «per difendere il diritto al lavoro, quando andiamo a lavorare vorremo che ci fosse la sicurezza di essere lì anche dopo qualche tempo. Io go già cambiato due appalti e c’è una costante sicura a ogni giro: diminuiscono le ore lavorative ma non l’impegno richiesto». E lo stipendio s’immiserisce. C’è da considerare che chi lavora nel settore da giugno a settembre si trova senza contratto. E senza contributi. Ed è per questo che chiedono un cambio in questa direzione, per ottenere almeno di non bloccare i contributi.
«A giugno si ferma tutto – racconta un’altra lavoratrice, Gilda – vacanze obbligate».
ILe delegazioni di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato anche il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, per provare a sottoscrivere un documento sugli appalti. «Mi impegno comunque – ha detto Lorenzetti – a mettere in piedi, come istituzioni, un ragionamento sul alvoro, prendendo in considerazione la possibilità di arrivare ad un documento territoriale condiviso sugli appalti».
sindacati, che hanno scioperato unitariamente, chiedono anche che in un nuovo accordo con le associazioni datoriali si preveda il passaggio da un appalto all’altro di tutti i lavoratori e le lavoratrici impiegati. L’adesione allo dei lavoratori in provincia allo sciopero è stata completa.
Libero Red Dolce

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