Il Tirreno

Le pazienti a pesca sul lago per combattere il tumore al seno 

Le pazienti a pesca sul lago per combattere il tumore al seno 

Primo ritiro italiano di Casting for recovery, la terapia di supporto per le donne dopo l’operazione La pratica offre l'opportunità di ricaricarsi mentalmente e fisicamente in mezzo alla natura

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FIVIZZANO . Si è tenuto a Soliera di Fivizzano dal 26 al 28 maggio, il primo ritiro di Casting for Recovery Italia, il programma nato 20 anni fa negli Usa che offre alle pazienti oncologiche una terapia decisamente innovativa, che prevede l’insegnamento e la pratica della pesca con la mosca come ulteriore strumento di supporto psicofisico nel percorso di riabilitazione per le donne colpite dal tumore al seno: il movimento del braccio durante il lancio con la canna è molto simile agli esercizi consigliati nel post operatorio.
La pesca con la mosca è una attività rilassante, si svolge a contatto con la natura, ma è allo stesso tempo fisica, dinamica, l’esercizio coinvolge e allena varie parti del corpo. Inoltre richiede concentrazione. La mente è tutta nella gestione della lenza, nell’attenzione all’acqua per essere pronte alla cattura del pesce.
L’obiettivo di un ritiro di Casting for Recovery, e per l’Italia quello di Soliera è stato il primo, è quello di offrire a queste donne l'opportunità di ricaricarsi mentalmente e fisicamente in mezzo alla natura, conoscersi, condividere esperienze, imparare una nuova attività, rilassarsi, sciogliere i nodi, dimenticare almeno per un po' la sofferenza, la paura, la difficoltà di tornare a una vita "normale" dopo la malattia. Ed è più facile farlo in un ambiente in qualche modo protetto, di cui gli uomini non fanno parte se non per i soli momenti riguardanti le attività collegate alla pesca.
I due giorni e mezzo del ritiro sono articolati in varie attività che vanno dalla pratica giornaliera di rilassamento e aggregazione guidata dalla psicologa, alla lezione di lancio con gli istruttori di pesca, alle lezioni teoriche sulla biologia del fiume e dei pesci e degli insetti che lo abitano, a tempo libero tutto per sé da utilizzare a piacere, fino alla mattina di pesca sul fiume.
Dei benefici non gioveranno solo le donne stesse, ma tutta la società in cui esse vivono ed operano, dalla famiglia, agli amici, ai colleghi di lavoro. Si tratta di far capire che queste donne, pilastri nel quotidiano per il mondo che ruota loro intorno, hanno bisogno di sorridere, rilassarsi e staccare la mente dai mille impegni e pensieri delle loro vite già pesantemente provate dalla malattia, almeno per un weekend.
Non è bello ricordarlo, ma nonostante la prevenzione e tutti i progressi della medicina, in Europa il tumore al seno resta la prima causa di morte per patologia oncologica nelle donne, eppure al di fuori degli ambiti medici, l'impatto di questa malattia è ancora sottovalutato. Certo, si muore meno di un tempo, per fortuna. Ma le sopravvissute hanno alle spalle un calvario che le segna per sempre, fisicamente ed emotivamente, e di questo non si parla quasi mai.

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