Il Tirreno

Frattura definitiva tra comitati anti Gaia «Il giocattolo è rotto» 

di Alfredo Faetti
Frattura definitiva tra comitati anti Gaia «Il giocattolo è rotto» 

Fruzzetti e Baldi litigano durante l’incontro alla Rinchiostra Chiesto un nuovo consiglio aperto: «Ormai siamo divisi»

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MASSA. Il fronte unico è ormai affondato. Sembra passata un’eternità da febbraio, quando il Movimento per l’Acqua, allora compatto, chiese ed ottenne un consiglio comunale aperto da cui venne fuori un documento, votato all’unanimità, che doveva stare alla base di una profonda rivoluzione di Gaia, il gestore del servizio idrico della zona. Un traguardo tagliato anche grazie alle ventimila firme raccolte da quell’unico soggetto che ormai non esiste più. «Sembrava andare tutto a meraviglia, poi all’improvviso il giocattolo si è rotto» ha detto Galeano Fruzzetti ieri pomeriggio, durante un incontro organizzato a Villa Rinchiostra. È stata proprio in questa sala nobiliare che si è consumata la rottura, ferma e probabilmente definitiva, tra le varie anime di quello che è stato il Movimento. «Qualcuno ha scelto un’altra strada, senza risparmiare mosse da sciacallo» ha detto Fruzzetti, presidente di “Acqua”, facendo saltare sulla sedia Alfonso Baldi di “Acqua alla Gola”, seduto a pochi metri dal primo. I due non se le sono mandate a dire, tra il silenzio perplesso dei presenti, e alla fine Baldi ha lasciato la sala. Ma il segnale di una nuova era nella lotta per l’acqua arriva dalla richiesta di Fruzzetti, annunciata a fine incontro: «Chiediamo un altro consiglio comunale aperto, perché le condizioni oggi sono molto diverse da quelle in cui è stato firmato il documento». Tradotto: «Ormai non ci sono più riferimenti con tutti questi comitati: non si sa chi è della Lunigiana e chi della Versilia - continua Fruzzetti - Invece il territorio massese ha le sue peculiarità ed è su queste che il consiglio deve esprimersi».
Facciamo ordine. L’incontro convocato dal comitato “Acqua” a Villa Rinchiostra aveva lo scopo di lanciare un nuovo soggetto del comitato, “Acqua delle Donne”, che vede la partecipazione di venti donne e dieci uomini per approfondire i temi legati al servizio idrico. Nella prima tappa di ieri, gli ospiti erano Nicola Cavazzuti di Rifondazione Comunista (che ha parlato dei problemi ambientali legati all’acqua, dal mare alla piana fino alle zone montane) e Egidio Verona, docente, che ha elaborato una proposta tecnica perché l’acqua venga “bollettata” a parte rispetto alle altre spese del servizio, come le fognature e le depurazioni. Prima però accade qualcosa: Fruzzetti vuole ricostruire i tribolati ultimi mesi del Movimento e senza giri di parole attacca quei membri che, dopo il risultato del consiglio comunale aperto, hanno deciso di staccarsi da “Acqua alla Gola”. «C’è chi ha chiuso gruppi facebook portandosi via tutti gli iscritti», attacca Fruzzetti, richiamando l’attenzione di Baldi. Tra i due (e non solo) parte un litigio in sala, con accuse che vanno dal tentativo di un rilancio politico attraverso questa battaglia ai rapporti tenuti con il sindaco Alessandro Volpi e la sua amministrazione (presente in sala anche il vice Ulian Berti, unico esponente politico insieme ai 5 Stelle, ben accolti dagli organizzatori dell’evento). La contesa si consumerà con parole gridate e la sensazione che i margini di una ricucitura siano piuttosto limitati. «Abbiamo lavorato per riunire, ma i cocci ormai sono rotti», dice Fruzzetti. La parola poi passa a Cavazzuti (prima) e a Verona (poi), in modo da arrivare alla vera richiesta della giornata: un nuovo consiglio comunale aperto sul tema del servizio idrico, così da capire se ci sono migliorie da apportare al documento e presentare all’assise nuovi interlocutori, visto che ormai il fronte unito che pochi mesi fa è arrivato in municipio non esiste più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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