Proteste
Ecco le auto mediche, dopo due anni
di Alfredo Faetti
Massa-Carrara, a metà giugno via al nuovo servizio di soccorso. Soddisfatti i sindacati che ne hanno denunciato i ritardi nell’attuazione
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CARRARA. C’è una data, anche se non ancora del tutto ufficiale: il 16 giugno. Il giorno in cui dovrebbero entrare in servizio le auto mediche a Carrara, a Massa e lungo tutta la fascia costiera. Una novità che va a rivedere profondamente il servizio sanitario di soccorso, che vedrà impiegati da una parte (sull’auto appunto) medici e infermieri specializzati, dall’altra le ambulanze con i propri volontari a bordo. Nuove tecniche d’intervento che mirano, in teoria, a velocizzare il compito del medico, chiamato ora a intervenire direttamente sul posto per stabilizzare il paziente per poi lasciare il compito del trasferimento in ospedale all’ambulanza. Certo, in quanto novità il sistema con le auto mediche verrà messo in campo cercando di migliorarlo con il corso del tempo, accompagnando contemporaneamente una diversa distribuzione degli infermieri tra i reparti, dato che quelli che saliranno sull’auto dovranno necessariamente lasciare il loro solito posto. Per questo, prima del 16, ci sarà un incontro per affinare i dettagli dell’operazione, di cui saranno informati anche i sindacati. Gli stessi che oggi salutano con soddisfazione la novità, rimarcando però tutto il tempo perso per la sua attuazione. «Le auto sono stati acquistate quasi due anni fa, lo stesso tempo che è trascorso dalla formazione degli infermieri - spiega Massimo Francini della Cisl, che ha seguito il tavolo - Nei mesi scorsi abbiamo chiesto all’Asl come mai le auto mediche non fossero ancora operative, ma non ci hanno mai risposto».
È stata diffusa anche una nota dalla Cisl, in cui veniva ricordato come questo sistema fosse ormai diffuso su tutta la penisola, ma non nella zona apuana. Per di più, in quei giorni ventilava l’ipotesi che alla fine l’intera fascia costiera restasse con un solo medico a disposizione per andare a bordo delle ambulanze. Un rapporto piuttosto scarso se lo pensiamo con la popolazione estiva del territorio. Da qui, la richiesta perentoria per mettere in campo le auto mediche. Invece, nelle ultime settimane qualcosa si è mosso: agli infermieri formati sono state prese le misure per le divise e ci sono state delle riunioni per fissare la partenza del nuovo sistema, ad ora in agenda per il 16 giugno.
Il sistema in sé è semplice: in caso di emergenza, partiranno contemporaneamente l’auto medica con a bordo il medico e l’infermiere specializzato e l’ambulanza con i volontari; una volta sul posto, medico e infermiere si occuperanno di stabilizzare il paziente e prepararlo per il trasporto in ospedale, compito questi che resterà ai volontari. Le auto seguiranno un regime diurno, restando in funzione fino alle 20 (in Lunigiana invece, dove è già attivo da tempo, il servizio è h24). La notte, poi, andrà avanti il sistema tuttora in vigore, con il medico a disposizione nell’ospedale. Saranno due i mezzi in circolazione, almeno all’inizio: uno a Carrara e uno a Massa, facendo base nelle sedi delle associazioni. Si discute anche di una terza auto medica a Fosdinovo, ma questa rimane un cantiere aperto. Questo il quadro iniziale, mentre l’evoluzione del sistema sarà studiata sul campo, cercando di capire dove e come apportare migliorie. Una novità importante in vista dell’estate, dicono sia el associazioni sia le altre forze in campo, che sarà accompagnata dall’organizzazione di un campo medico nella zona dei campeggi.
Qualcosa insomma si è mosso: sindacati e operatori ora attendono la partenza ufficiale del servizio e tutta l’organizzazione che porterà con sé. Ad esempio: gli infermieri che hanno seguito la formazione provengono da altri reparti (come rianimazione) e una volta attivi sulle auto mediche dovranno essere trasferiti a Pronto Soccorso, rendendo necessario l’ingresso di nuove forze nel reparto rimasto sguarnito. E anche qui, in molti casi, servirà una nuova formazione specialistica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È stata diffusa anche una nota dalla Cisl, in cui veniva ricordato come questo sistema fosse ormai diffuso su tutta la penisola, ma non nella zona apuana. Per di più, in quei giorni ventilava l’ipotesi che alla fine l’intera fascia costiera restasse con un solo medico a disposizione per andare a bordo delle ambulanze. Un rapporto piuttosto scarso se lo pensiamo con la popolazione estiva del territorio. Da qui, la richiesta perentoria per mettere in campo le auto mediche. Invece, nelle ultime settimane qualcosa si è mosso: agli infermieri formati sono state prese le misure per le divise e ci sono state delle riunioni per fissare la partenza del nuovo sistema, ad ora in agenda per il 16 giugno.
Il sistema in sé è semplice: in caso di emergenza, partiranno contemporaneamente l’auto medica con a bordo il medico e l’infermiere specializzato e l’ambulanza con i volontari; una volta sul posto, medico e infermiere si occuperanno di stabilizzare il paziente e prepararlo per il trasporto in ospedale, compito questi che resterà ai volontari. Le auto seguiranno un regime diurno, restando in funzione fino alle 20 (in Lunigiana invece, dove è già attivo da tempo, il servizio è h24). La notte, poi, andrà avanti il sistema tuttora in vigore, con il medico a disposizione nell’ospedale. Saranno due i mezzi in circolazione, almeno all’inizio: uno a Carrara e uno a Massa, facendo base nelle sedi delle associazioni. Si discute anche di una terza auto medica a Fosdinovo, ma questa rimane un cantiere aperto. Questo il quadro iniziale, mentre l’evoluzione del sistema sarà studiata sul campo, cercando di capire dove e come apportare migliorie. Una novità importante in vista dell’estate, dicono sia el associazioni sia le altre forze in campo, che sarà accompagnata dall’organizzazione di un campo medico nella zona dei campeggi.
Qualcosa insomma si è mosso: sindacati e operatori ora attendono la partenza ufficiale del servizio e tutta l’organizzazione che porterà con sé. Ad esempio: gli infermieri che hanno seguito la formazione provengono da altri reparti (come rianimazione) e una volta attivi sulle auto mediche dovranno essere trasferiti a Pronto Soccorso, rendendo necessario l’ingresso di nuove forze nel reparto rimasto sguarnito. E anche qui, in molti casi, servirà una nuova formazione specialistica.
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