Proteste
alla carducci
Addio banco di scuola, c’è il modulo
Presentato il progetto della classe rovesciata: maxi schermo e iPad
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CARRARA . Addio vecchio banco di scuola magari con ancora il buco per il calamaio, adesso c’è la “Flipped classroom” in italiano “classe rovesciata”, la nuova concezione di scuola del progetto “Indire” del ministero dell’Innovazione. In sostanza cambia l’approccio alle materie di studio ma anche il design delle aule. Un cambiamento presentato con orgoglio da Luciana Ceccarelli, dirigente della scuola Carducci di via Cucchiari, il primo edificio scolastico della provincia a cambiare volto, nello specifico l’arredamento. Il primo mobile a lasciare le aule non poteva che essere il vecchio banco. Al suo posto ora ci sono quelli modulari, e cioè: strutture che si possono accostare tra loro in varie soluzioni. E di conseguenza cambia anche il concetto di lezione, vale a dire che non è più frontale ma fatta in modo che gli studenti si possano guardare tra loro.
In questo modo anche il docente non è più visto come protagonista assoluto, ma come una sorta di mentore pedagogico. Non tutte le lezioni sono strutturate così, ma è un buon inizio. Cambiano volto anche i vecchi corridoi: adesso sono arredati con elementi modulari, sedie e pouf colorati, per rendere più piacevole la ricreazione. E poi ci sono le pareti pastello, le sedie con le ruote antiribaltamento, i computer, i maxi schermo in tutte le classi e gli “i-Pad”. Insomma, la Carducci si mette al passo con i tempi e con la nuova generazione 3.0 (i nativi della tecnologia digitale). Un’operazione di restyling realizzata dalla ditta “Vastarredo” , che ha regalato alla scuola sia i progetti sia gli arredi veri e propri. Di questo ed altro si è parlato nell’aula magna dell’istituto. Presenti la dirigente Luciana Ceccarelli, il sindaco Angelo Zubbani e la vicesindaco Fiorella Fambrini e naturalmente Marco Buonaccorsi, dirigente della “Vastarredo”. I politici erano presenti perché dal 2007 ad oggi hanno supportato, anche a livello economico, la scuola Carducci e i suoi vari step diretti al cambiamento. Che vanno dalla rimodulazione dell’orario scolastico con ore da 50 minuti e due ricreazioni, all’autoproduzione dei libri di testo (sia in cartaceo sia in digitale) a misura di studente, fino ad arrivare alle nuove soluzioni di design. Il cambiamento non riguarda tutte le aule della Carducci, anche se il prossimo passo sarà proprio quello di riuscire a cambiarle tutte: «Non ci fermiamo – ha detto Ceccarelli – vogliamo che tutte le aule della scuola diventino a misura di studente e della generazione 3.0».
Alessandra Poggi
In questo modo anche il docente non è più visto come protagonista assoluto, ma come una sorta di mentore pedagogico. Non tutte le lezioni sono strutturate così, ma è un buon inizio. Cambiano volto anche i vecchi corridoi: adesso sono arredati con elementi modulari, sedie e pouf colorati, per rendere più piacevole la ricreazione. E poi ci sono le pareti pastello, le sedie con le ruote antiribaltamento, i computer, i maxi schermo in tutte le classi e gli “i-Pad”. Insomma, la Carducci si mette al passo con i tempi e con la nuova generazione 3.0 (i nativi della tecnologia digitale). Un’operazione di restyling realizzata dalla ditta “Vastarredo” , che ha regalato alla scuola sia i progetti sia gli arredi veri e propri. Di questo ed altro si è parlato nell’aula magna dell’istituto. Presenti la dirigente Luciana Ceccarelli, il sindaco Angelo Zubbani e la vicesindaco Fiorella Fambrini e naturalmente Marco Buonaccorsi, dirigente della “Vastarredo”. I politici erano presenti perché dal 2007 ad oggi hanno supportato, anche a livello economico, la scuola Carducci e i suoi vari step diretti al cambiamento. Che vanno dalla rimodulazione dell’orario scolastico con ore da 50 minuti e due ricreazioni, all’autoproduzione dei libri di testo (sia in cartaceo sia in digitale) a misura di studente, fino ad arrivare alle nuove soluzioni di design. Il cambiamento non riguarda tutte le aule della Carducci, anche se il prossimo passo sarà proprio quello di riuscire a cambiarle tutte: «Non ci fermiamo – ha detto Ceccarelli – vogliamo che tutte le aule della scuola diventino a misura di studente e della generazione 3.0».
Alessandra Poggi
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