Italia
Geometri all’attacco «Messo il bavaglio al lavoro edile»
MASSA. Parlano di «bavaglio all’edilizia». Contro i ritardi sull’approvazione del regolamento urbanistico si muove anche il Collegio dei geometri, che usa parole dure per descrivere il quadro: «La...
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MASSA. Parlano di «bavaglio all’edilizia». Contro i ritardi sull’approvazione del regolamento urbanistico si muove anche il Collegio dei geometri, che usa parole dure per descrivere il quadro: «La nostra città è ferma da almeno 8 anni. L’edilizia è una macchina con un motore in grado di far muovere una marea di settori ad essa collegati. Eppure, un eventuale nuovo regolamento urbanistico ci sarebbe ma tarda, e non si sa perché, a partire. Un regolamento nel frattempo già vecchio, dove l’unica possibilità di edificare sarebbe consentita all’interno delle Aree di riorganizzazione urbanistica».
Ma cos’è un’Aru? È una zona individuata dal regolamento dove, mediante una sorta di cooperazione, più proprietari decidono di realizzare una nuova edificazione passando per l’urbanizzazione dell’area stessa. «Ricorda molto il Comparto edificatorio – dicono i geometri e non per esaltarlo – un progetto europeo fallito almeno 15 anni fa. Arriviamo sempre tardi. Copiamo il modello europeo con ritardo».
Troppo poco quello che pare sarà fatto. «Qualche intervento sarà consentito sul patrimonio edilizio esistente. Fuori dalle aree a pericolosità idraulica. Piccoli ampliamenti, sopraelevazioni, ristrutturazioni. Il territorio necessita di urgenti interventi di salvaguardia idraulica e non solo, qualcuno in grado di interpretare quelle carte e di renderle uno strumento per la città e non contro la città, onde evitare di paralizzare ulteriormente l’edilizia. Infatti “le nuove carte” sebbene indispensabili alla salvaguardia del territorio, evidenziano aree troppo vaste soggette ad ogni tipo di vincolo. Dalla pericolosità idraulica a quella idrogeologica, passando per la rottura degli argini fino alle frane».
E chiedono più collegialità e apertura all’amministrazione. «Capiamo perfettamente che il governo del territorio merita la giusta ponderazione e attenzione. E’ fatto da scelte importanti da prendere con calma senza fretta, che da sempre è una cattiva consigliera. Ma qui si evidenzia una mancata volontà di far alzare la testa ai piccoli imprenditori ed ai professionisti. La giunta deve dimostrare di avere a cuore il futuro di questa città. La categoria, che in prolungate sedute collegiali, ha analizzato dettagliatamente il nuovo strumento urbanistico allo scopo di far emergere e segnalare, non solo all’amministrazione ma a tutta la cittadinanza, le criticità dello strumento in adozione, vede vanificato il proprio lavoroNumerose le richieste ufficiali di incontro con gli addetti ai lavori. E invece? Tutto fermo. Richieste disattese, incontri rimandati. Quello che non è fermo è incredibilmente rallentato. Non servono a molto le richieste di incontro via pec, l’ultima protocollata l’11 aprile scorso. Ignorata». Pertanto oggi i geometri apuani continuano a chiedere a che punto sia lo stato dei lavori. «Oltre 1000 osservazioni con 3000 punti al vaglio dei tecnici, delle commissioni, del consiglio comunale», dicono. E lamentano incontri disattesi o rimandati di continuo. Concludono con un monito: «Eppure non c’è così tanto tempo a disposizione. Nel 2018 scadranno i fatidici tre anni per l’approvazione del regolamento urbanistico. Dopo di che saranno possibili solo interventi di ordinaria manutenzione».
Ma cos’è un’Aru? È una zona individuata dal regolamento dove, mediante una sorta di cooperazione, più proprietari decidono di realizzare una nuova edificazione passando per l’urbanizzazione dell’area stessa. «Ricorda molto il Comparto edificatorio – dicono i geometri e non per esaltarlo – un progetto europeo fallito almeno 15 anni fa. Arriviamo sempre tardi. Copiamo il modello europeo con ritardo».
Troppo poco quello che pare sarà fatto. «Qualche intervento sarà consentito sul patrimonio edilizio esistente. Fuori dalle aree a pericolosità idraulica. Piccoli ampliamenti, sopraelevazioni, ristrutturazioni. Il territorio necessita di urgenti interventi di salvaguardia idraulica e non solo, qualcuno in grado di interpretare quelle carte e di renderle uno strumento per la città e non contro la città, onde evitare di paralizzare ulteriormente l’edilizia. Infatti “le nuove carte” sebbene indispensabili alla salvaguardia del territorio, evidenziano aree troppo vaste soggette ad ogni tipo di vincolo. Dalla pericolosità idraulica a quella idrogeologica, passando per la rottura degli argini fino alle frane».
E chiedono più collegialità e apertura all’amministrazione. «Capiamo perfettamente che il governo del territorio merita la giusta ponderazione e attenzione. E’ fatto da scelte importanti da prendere con calma senza fretta, che da sempre è una cattiva consigliera. Ma qui si evidenzia una mancata volontà di far alzare la testa ai piccoli imprenditori ed ai professionisti. La giunta deve dimostrare di avere a cuore il futuro di questa città. La categoria, che in prolungate sedute collegiali, ha analizzato dettagliatamente il nuovo strumento urbanistico allo scopo di far emergere e segnalare, non solo all’amministrazione ma a tutta la cittadinanza, le criticità dello strumento in adozione, vede vanificato il proprio lavoroNumerose le richieste ufficiali di incontro con gli addetti ai lavori. E invece? Tutto fermo. Richieste disattese, incontri rimandati. Quello che non è fermo è incredibilmente rallentato. Non servono a molto le richieste di incontro via pec, l’ultima protocollata l’11 aprile scorso. Ignorata». Pertanto oggi i geometri apuani continuano a chiedere a che punto sia lo stato dei lavori. «Oltre 1000 osservazioni con 3000 punti al vaglio dei tecnici, delle commissioni, del consiglio comunale», dicono. E lamentano incontri disattesi o rimandati di continuo. Concludono con un monito: «Eppure non c’è così tanto tempo a disposizione. Nel 2018 scadranno i fatidici tre anni per l’approvazione del regolamento urbanistico. Dopo di che saranno possibili solo interventi di ordinaria manutenzione».
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