Gioco
crisi del mattone
Tra gli immobiliaristi di Aulla si salva chi vende all’estero
AULLA. Fu una crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti, manifestatasi con lo scoppio di una bolla immobiliare (crisi dei subprime) e una susseguente crisi finanziaria mondiale, a determinare l’...
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AULLA. Fu una crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti, manifestatasi con lo scoppio di una bolla immobiliare (crisi dei subprime) e una susseguente crisi finanziaria mondiale, a determinare l’inizio di un periodo di recessione di cui stiamo vivendo ancora gli strascichi. Ed è proprio dalle agenzie immobiliari, ovviamente quelle aullesi, che abbiamo deciso di rivolgerci per conoscere l’andamento del mercato delle case in Lunigiana in questi ultimi mesi.
Una prima riflessione che si può fare in merito, in base alle opinioni raccolte presso le tre agenzie immobiliari interpellate, è che se la passa meglio chi guarda al globale e non solo al locale, chi vende, soprattutto, all’estero insomma. Infatti, Mara Parenti guida l’agenzia immobiliare Lunigiana 2000 in piazza Abbazia, il cui giro di affari è per oltre l’80% con l’estero, ed è contenta della ripresa che si sta verificando da inizio anno: «Da gennaio abbiamo reiniziato a lavorare bene, con diverse vendite realizzate. Avevamo avuto difficoltà dopo l'alluvione, il terremoto e lo scoppio che ci fu a Barbarasco, tirando avanti con gran fatica, ma ora le cose vanno meglio. Noi facciamo affari in tutta Europa, particolarmente in Germania, nei Paesi Bassi e in Scandinavia, ma anche negli Stati Uniti, mentre i compratori inglesi sono meno presenti rispetto a una ventina di anni fa. Tutta la Lunigiana è oggetto di interesse per i potenziali acquirenti, che spesso vengono a risiedere qui stabilmente, non solo in vacanza»
Situazione di tutt’altro segno presso Aulla Casa 95 in via Apua, dove lo stato delle cose viene descritto come non roseo e si sottolinea che l’80% sono appuntamenti con il cliente e solo il 20% acquisizioni; inoltre, si lamentano valutazioni nettamente al ribasso per un mercato che è costituito, soprattutto, da prime case. Chiaroscuri, invece, da Sica l’immobiliare in via Pisacane: «Qualcosa si sta muovendo, anche perché chi vende – spiega Maurizio Sica – ha ridimensionato le proprie richieste economiche, non superandosi i 200mila euro in media. Noi abbiamo una rete di collaboratori esterni professionisti e lavoriamo su Toscana e Liguria. Chi cerca casa qui, la cerca il più possibile vicino al mare, ma per evitare i prezzi spesso proibitivi della costa, si cerca di trovare qualcosa nell’interno ma vicino, ad esempio a Santo Stefano Magra. I nostri clienti sono anche esteri, con tanti olandesi e belgi. Però, se è vero che stiamo lentamente uscendo dalla crisi, è altrettanto vero che non si può più vendere ai prezzi di prima della crisi»
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una prima riflessione che si può fare in merito, in base alle opinioni raccolte presso le tre agenzie immobiliari interpellate, è che se la passa meglio chi guarda al globale e non solo al locale, chi vende, soprattutto, all’estero insomma. Infatti, Mara Parenti guida l’agenzia immobiliare Lunigiana 2000 in piazza Abbazia, il cui giro di affari è per oltre l’80% con l’estero, ed è contenta della ripresa che si sta verificando da inizio anno: «Da gennaio abbiamo reiniziato a lavorare bene, con diverse vendite realizzate. Avevamo avuto difficoltà dopo l'alluvione, il terremoto e lo scoppio che ci fu a Barbarasco, tirando avanti con gran fatica, ma ora le cose vanno meglio. Noi facciamo affari in tutta Europa, particolarmente in Germania, nei Paesi Bassi e in Scandinavia, ma anche negli Stati Uniti, mentre i compratori inglesi sono meno presenti rispetto a una ventina di anni fa. Tutta la Lunigiana è oggetto di interesse per i potenziali acquirenti, che spesso vengono a risiedere qui stabilmente, non solo in vacanza»
Situazione di tutt’altro segno presso Aulla Casa 95 in via Apua, dove lo stato delle cose viene descritto come non roseo e si sottolinea che l’80% sono appuntamenti con il cliente e solo il 20% acquisizioni; inoltre, si lamentano valutazioni nettamente al ribasso per un mercato che è costituito, soprattutto, da prime case. Chiaroscuri, invece, da Sica l’immobiliare in via Pisacane: «Qualcosa si sta muovendo, anche perché chi vende – spiega Maurizio Sica – ha ridimensionato le proprie richieste economiche, non superandosi i 200mila euro in media. Noi abbiamo una rete di collaboratori esterni professionisti e lavoriamo su Toscana e Liguria. Chi cerca casa qui, la cerca il più possibile vicino al mare, ma per evitare i prezzi spesso proibitivi della costa, si cerca di trovare qualcosa nell’interno ma vicino, ad esempio a Santo Stefano Magra. I nostri clienti sono anche esteri, con tanti olandesi e belgi. Però, se è vero che stiamo lentamente uscendo dalla crisi, è altrettanto vero che non si può più vendere ai prezzi di prima della crisi»
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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