Gioco
Frigido imbiancato dalla segheria guasta
di Benedetta Bianchi
L’azienda ha subito bloccato gli impianti dopo lo sversamento Entro sette giorni bisognerà ampliare il muretto di protezione
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MASSA. È intervenuta, a spese proprie, quasi nell'immediato, per ripulire il Frigido dalla marmettola, la segheria di marmo che, a causa di un problema tecnico ad un impianto di trattamento delle acqua, ha causato un abbondante sversamento di fanghi nel fiume, nel tratto di via San Leonardo, all'altezza dell'obelisco.
L'altra mattina, il primo lavoratore che è entrato in azienda, appena fatto il classico giro di ricognizione, si è subito reso conto che qualcosa non aveva funzionato regolarmente: il pomeriggio precedente, quando intorno alle ore 17.30 i macchinari erano stati fermati una valvola non si era chiusa totalmente.
La polvere di marmo, quindi, ha iniziato ad uscire lentamente dal mercoledì pomeriggio ed ha continuato a sversare per l'intera notte; una volta riempito il piazzale della segheria, il materiale ha superato il muretto di protezione finendo nel fiume.
Così la mattina successiva era ben visibile una striscia bianca, lunga diverse decine di metri, in una parte del Frigido; un colore latteo che in realtà era marmettola, un prodotto inerte e non tossico per l'essere umano, ma pericoloso per l'habitat naturale a causa dell'alta percentuale di sostanza mineralogica che distrugge i microambienti e le possibilità di insediamento di organismi acquatici.
L'allarme agli organi competenti è scattato alle otto di giovedì mattina, tramite il consigliere di Rifondazione Comunista Nicola Cavazzuti: il settore ambiente del comune di Massa ha inviato in pochi minuti i suoi tecnici assieme alla Polizia Municipale ed operatori Arpat. Come detto, in azienda si erano già accorti del guasto ed hanno provveduto a rimediare appena possibile; arrivati sul posto per il sopralluogo, tecnici ed esperti hanno trovato in azione un camion autospurgo e i responsabili della ditta di marmo avevano già bloccato l'impianto.
Al momento non sono state emesse sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili del danno, ma gli enti una volta verificata l’origine del problema, comunque localizzato, hanno rilasciato un verbale di sopralluogo con alcune prescrizioni per evitare un altro “imbiancamento” del Frigido da marmettola.
Entro sette giorni, la segheria dovrà ampliare il muretto di protezione in modo che, in caso di ulteriori guasti, i fanghi non fuoriescano dal piazzale finendo nel fiume. In attesa di un’opera definitiva, stanno collocando sacchi di cemento a barriera. Inoltre l’azienda sta asportando i fanghi che si sono depositati in una parte dell'alveo.
L'altra mattina, il primo lavoratore che è entrato in azienda, appena fatto il classico giro di ricognizione, si è subito reso conto che qualcosa non aveva funzionato regolarmente: il pomeriggio precedente, quando intorno alle ore 17.30 i macchinari erano stati fermati una valvola non si era chiusa totalmente.
La polvere di marmo, quindi, ha iniziato ad uscire lentamente dal mercoledì pomeriggio ed ha continuato a sversare per l'intera notte; una volta riempito il piazzale della segheria, il materiale ha superato il muretto di protezione finendo nel fiume.
Così la mattina successiva era ben visibile una striscia bianca, lunga diverse decine di metri, in una parte del Frigido; un colore latteo che in realtà era marmettola, un prodotto inerte e non tossico per l'essere umano, ma pericoloso per l'habitat naturale a causa dell'alta percentuale di sostanza mineralogica che distrugge i microambienti e le possibilità di insediamento di organismi acquatici.
L'allarme agli organi competenti è scattato alle otto di giovedì mattina, tramite il consigliere di Rifondazione Comunista Nicola Cavazzuti: il settore ambiente del comune di Massa ha inviato in pochi minuti i suoi tecnici assieme alla Polizia Municipale ed operatori Arpat. Come detto, in azienda si erano già accorti del guasto ed hanno provveduto a rimediare appena possibile; arrivati sul posto per il sopralluogo, tecnici ed esperti hanno trovato in azione un camion autospurgo e i responsabili della ditta di marmo avevano già bloccato l'impianto.
Al momento non sono state emesse sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili del danno, ma gli enti una volta verificata l’origine del problema, comunque localizzato, hanno rilasciato un verbale di sopralluogo con alcune prescrizioni per evitare un altro “imbiancamento” del Frigido da marmettola.
Entro sette giorni, la segheria dovrà ampliare il muretto di protezione in modo che, in caso di ulteriori guasti, i fanghi non fuoriescano dal piazzale finendo nel fiume. In attesa di un’opera definitiva, stanno collocando sacchi di cemento a barriera. Inoltre l’azienda sta asportando i fanghi che si sono depositati in una parte dell'alveo.
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