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L’addio a Bongiorni Operaio usignolo

L’addio a Bongiorni Operaio usignolo

MASSA. E’ morto a 73 anni Pietro Bongiorni, storico operaio specializzato del Nuovo Pignone, ex giocatore della Massese, ugola d’oro della città, un giramondo, a cui tutti volevano bene. Se ne è...

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MASSA. E’ morto a 73 anni Pietro Bongiorni, storico operaio specializzato del Nuovo Pignone, ex giocatore della Massese, ugola d’oro della città, un giramondo, a cui tutti volevano bene. Se ne è andato lasciando la moglie Carla e i figli Alessandro e Laura, portando al suo funerale, nella piccola chiesa di Bondano, tantissime persone, per un ultimo saluto.
Il fratello Marcello, con lui in una delle sue foto preferite, quando erano ragazzi e giocavano nella Massese, ci racconta che Pietro entrò al Pignone a soli 16 anni, dopo aver frequentato l’Istituto tecnico industriale, segnalato all’azienda proprio dai suoi insegnanti: «Era il re delle saldature dei tubi- dice Marcello- tanto che iniziò prestissimo a girare il mondo per lavorare nelle piattaforme estere, al pari di grandi ingegneri; per noi era un orgoglio vederlo partire per la Cina, il Giappone, l’India. Era solo un operaio specializzato, ma divenne così bravo che al momento della pensione, quando aveva solo 51 anni, ma i contributi per poter smettere di lavorare, il Pignone gli chiese di continuare a rimanere a disposizione, per viaggiare e saldare tubi, come solo lui sapeva fare. E lui così fece, lavorando e girando il mondo fino a 68 anni».
Aveva le mani d’oro, Pietro, si era costruito casa e lo stesso aveva fatto per i suoi parenti, ma non solo: era anche un artista, cantava come un usignolo e incantava tutti con le sue interpretazioni di Massimo Ranieri e, in tempi più recenti, dei tre giovani tenori del Volo. Era anche un patito del calcio e, naturalmente, della squadra della Massese: «Un vizio di famiglia- svela Marcello Bongiorni-; anche io ho giocato da ragazzo nel Genoa, ma Pietro era innamorato della squadra della sua città. Ha giocato per tanti anni nel settore giovanile della Massese, e adorava la foto che ci scattarono allo stadio degli Oliveti: io avevo 27 anni, lui 36, dovevamo disputare una partita amatoriale. Eravamo molto uniti». Negli anni Pietro aveva anche allenato il Groppoli e il Romagnano, dimostrando sempre tanta voglia di fare, di conoscere e di cimentarsi con le nuove sfide della vita.
Pietro Bongiorni era anche economo dei Grandi invalidi e membro dell’Associazione dei marinai. «Ha avuto una vita felice, ne sono sicuro- dice sempre il fratello Marcello-; avrebbe avuto molte cose da insegnare ai giovani di oggi; era un gran lavoratore, faceva grandi sacrifici, viveva per la sua famiglia, amava la moglie ed è vero che tutti gli volevano bene: lunedì ai funerali non ci stava in chiesa dagli amici che c’erano. Permetteteci di ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini. Lui oggi, da lassù, starà cantando “Grande amore”, la sua canzone preferita del Volo e vorrei poterlo ascoltare».
Manuela D’Angelo

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di Redazione web